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Meno metalli, meno tossicità: studio confronta fumo e sigaretta elettronica

Una ricerca del Coehar ha analizzato la composizione degli e-liquids e l'esposizione delle cellule al vapore.

Una nuova ricerca pubblicata su Molecular and Cellular Biochemistry attesta la grande differenza di tossicità tra aerosol da sigaretta elettronica e fumo da combustione e dunque la riduzione del danno che il passaggio al vaping consente ai fumatori. Il lavoro si intitola “Mechanistic toxicity profiling of nicotine-rich e-liquids: mitochondrial and oxidative stress responses in ALI-exposed bronchial cells” ed è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Coehar dell’Università di Catania: Rosalia Emma, Alfio Distefano, Pietro Zuccarello, Chiara Copat, Margherita Ferrante, Gea Marzia Oliveri Conti, Roberta Pulvirenti, Giuseppe Carota, Davide Campagna, Riccardo Polosa, Sonja Rust, Massimo Caruso e Giovanni Li Volti. Per questo studio è stato utilizzato un modello in vitro di esposizione in interfaccia aria-liquido (Ali) al fine di valutare gli effetti di quattro liquidi con nicotina su cellule epiteliali bronchiali umane.

(foto generica di repertorio)

Uno degli aspetti preliminari dello studio ha riguardato il controllo qualitativo dei liquidi, con particolare attenzione alla presenza di contaminanti. Le analisi hanno mostrato livelli molto bassi di metalli pesanti e microplastiche, concentrazioni non solo contenute ma addirittura inferiori ai limiti imposti dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’acqua potabile. Un dato che contribuisce a fotografare una situazione spesso oggetto di discussione, fornendo misurazioni tracciabili e in linea con parametri condivisi a livello internazionale.
L’esposizione delle cellule agli aerosol dei liquidi testati ha evidenziato un livello di citotossicità significativamente ridotto rispetto al fumo della sigaretta di riferimento 1R6F. Le cellule hanno mantenuto l’integrità mitocondriale e non sono state osservate alterazioni del potenziale di membrana né innesco di stress ossidativo, anche in presenza di aromi. Un comportamento nettamente diverso da quello rilevato con il fumo combusto, che ha mostrato un marcato aumento di stress ossidativo e danno cellulare, confermando la centralità dei prodotti della combustione nella genesi delle patologie fumo-correlate.
Secondo gli autori, il modello sperimentale adottato — un sistema che riproduce in modo realistico l’interazione tra aerosol e cellule respiratorie — consente di comparare in modo più accurato i profili tossicologici dei diversi prodotti. Lo studio, pur limitato alla fase acuta dell’esposizione, offre elementi utili per contestualizzare il rischio relativo associato alle sigarette elettroniche, mostrando un potenziale tossico nettamente inferiore rispetto al fumo tradizionale.

Massimo Caruso

Il professor Massimo Caruso sottolinea alcuni aspetti chiave: “Lo studio ha valutato i livelli di metalli pesanti e microplastiche nei liquidi. Poiché non esiste uno standard accettato, abbiamo utilizzato un parametro di riferimento ragionevole per tutti: i limiti previsti per l’acqua potabile. Confrontando i valori rilevati con tali limiti, abbiamo osservato che le concentrazioni di metalli e microplastiche nei liquidi testati risultano addirittura inferiori a quelle che normalmente consideriamo sicure per l’acqua che beviamo. Inoltre, i risultati dello studio sono importanti perché mostrano con chiarezza quanto il fumo da combustione sia dannoso e quanto, invece, gli aerosol prodotti dalle sigarette elettroniche, nei campioni analizzati, siano molto meno tossici. Questo rafforza il valore informativo di questi articoli scientifici nell’ambito delle strategie di riduzione del danno. Infine, stiamo lavorando per sviluppare modelli organotipici — cioè sistemi sperimentali che simulino esposizioni più realistiche e prolungate su cellule polmonari umane — al fine di valutare gli effetti a medio e lungo termine dei prodotti. Solo con questi studi sarà possibile avere un quadro più completo e attendibile sui rischi potenziali legati all’uso reale”.
Il contributo di questa ricerca si inserisce quindi nel dibattito sulla riduzione del danno da fumo, offrendo dati sperimentali che mettono in evidenza differenze marcate tra prodotti combusti e non combusti e fornendo informazioni utili a orientare valutazioni regolatorie e scelte individuali basate su evidenze scientifiche.

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