L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Spagna, l’Autority alla concorrenza contesta divieti e-cig monouso e pubblicità

Chiesto al governo Sanchez di riconsiderare alcuni aspetti del progetto di riforma della legge sul tabacco.

La Commissione spagnola dei mercati e della concorrenza (Cnmc) ha chiesto al al traballante governo Sanchez di riconsiderare alcuni aspetti del progetto di riforma della legge sul tabacco, attualmente all’esame del parlamento. Al centro delle osservazioni dell’organismo di vigilanza vi sono in particolare il divieto di vendita delle sigarette elettroniche monouso e l’equiparazione dei prodotti da svapo al regime normativo del tabacco tradizionale. La Cnmc invita a valutare se esistano alternative meno restrittive in grado di perseguire gli obiettivi di interesse generale fissati dal Governo.
L’esecutivo motiva la messa al bando dei dispositivi usa e getta soprattutto con ragioni ambientali. Nel testo della riforma si sottolinea il forte impatto di questi prodotti sulla produzione di rifiuti, dal momento che contengono componenti elettronici e sostanze ad alta tossicità con scarse o nulle possibilità di riciclo. La Cnmc, tuttavia, mette in discussione la definizione delle sigarette elettroniche come non riciclabili e propone, in alternativa al divieto, misure che obblighino le aziende a farsi carico dei rifiuti generati dai prodotti immessi sul mercato, accompagnate da iniziative di sensibilizzazione sul corretto smaltimento. La nuova normativa, approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso settembre e ora in attesa dell’iter parlamentare, mira a regolamentare una serie di prodotti legati al tabacco che finora erano privi di un quadro giuridico specifico. Si tratta delle sigarette elettroniche, delle bustine di nicotina per uso orale e dei prodotti a base di erbe destinati a essere fumati, vaporizzati o inalati, come shisha e miscele vegetali senza tabacco. Tutti questi articoli verrebbero assimilati alla sigaretta tradizionale, indipendentemente dalla presenza o meno di nicotina. L’equiparazione comporterebbe l’estensione a tutti i prodotti delle restrizioni pubblicitarie già previste per le sigarette convenzionali. Secondo la Cnmc, la misura rischia di creare una situazione di disparità concorrenziale tra le tabaccherie e gli altri punti vendita: entrambi potrebbero commercializzare i prodotti ma solo le tabaccherie avrebbero la possibilità di pubblicizzarli all’interno dei propri locali. Con l’entrata in vigore della riforma sarebbe vietata qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, su tutti i mezzi di comunicazione, nonché la distribuzione di campioni gratuiti o sconti. L’assimilazione ai prodotti da combustione prevede inoltre un limite massimo del 5% sul valore delle promozioni, una soglia già introdotta dalla legge del 2005. La Cnmc osserva che, considerati i prezzi dei prodotti del vaping, le promozioni si ridurrebbero a pochi centesimi, con il rischio di una stagnazione del mercato e di una riduzione degli investimenti in innovazione, anche quelli orientati a diminuire i danni alla salute.
Nel suo rapporto la Commissione ricorda che le sigarette elettroniche, a differenza del tabacco tradizionale, non hanno un prezzo di vendita al pubblico fisso. L’applicazione del limite alle promozioni renderebbe quindi necessario stabilire un prezzo di riferimento. Per l’organismo di controllo, se l’obiettivo è limitare la capacità promozionale, l’equiparazione generalizzata di tutti i prodotti del tabacco proposta dal ministero della salute guidato da Mónica García non dovrebbe essere attuata; sarebbe invece opportuno applicare i principi di buona regolazione caso per caso.
Infine, la Cnmc sottolinea che molte delle misure previste non trovano riscontro nella direttiva europea sui tabacchi (Tpd) ma, visto che è in fase di revisione, raccomanda di coordinare i due processi legislativi per ridurre i costi di adeguamento per le imprese.

Articoli correlati