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La Giordania cambia rotta sulla fiscalità delle alternative al fumo tradizionale. Con una modifica alla Legge speciale sulle imposte per il 2025, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, il governo ha varato un forte alleggerimento delle tasse che colpiscono la sigaretta elettronica, una scelta destinata a incidere rapidamente sui prezzi e sul mercato.
L’intervento più rilevante riguarda proprio le e-cigarette, che beneficiano di tagli fiscali particolarmente marcati. La tassa sui dispositivi preriempiti viene ridotta in modo drastico, passando da 5.000 a 1.500 fils per millilitro, cioè da circa 5,98 a 1,79 euro. La tassa sui dispositivi ricaricabili è stata ridotta da 15.000 fils (circa 17,93 euro) a 10.000 fil (circa 11,95 euro). Anche i liquidi di ricarica vedono dimezzata l’imposta, che scende a 500 fils per millilitro (circa 1,20 euro), rendendo meno oneroso l’utilizzo continuativo delle sigarette elettroniche, pur rimenendo tra le imposte più alte al mondo. Una diminuzione, insomma, che ridimensiona sensibilmente il peso dell’imposizione su uno dei segmenti più diffusi tra i consumatori.
La revisione della normativa non si limita allo svapo. Anche i dispositivi a tabacco riscaldato rientrano nel pacchetto di riduzioni, con una tassa per unità che viene tagliata del 50%, passando da 20.000 a 10.000 fils, cioè da 23,91 a 11,95 euro circa. Un alleggerimento, questo, che contribuisce a ridefinire il quadro fiscale complessivo dei prodotti alternativi al tabacco combusto.
Pur in assenza di spiegazioni ufficiali da parte delle autorità, la portata dei tagli lascia intendere la volontà di favorire una maggiore diffusione delle alternative al fumo tradizionale, in particolare delle sigarette elettroniche. L’effetto atteso è una riduzione immediata dei prezzi al dettaglio, con possibili ripercussioni sulle abitudini dei consumatori e sugli equilibri del mercato della nicotina in Giordania.



