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Dreamods-Il Santone dello Svapo: una collaborazione non solo commerciale

Dall'intesa sono già nati i primi tre liquidi per sigaretta elettronica ma le parti annunciano anche iniziative culturali e di comunicazione.

Una nuova collaborazione prende vita proprio in questi giorni. Si tratta dell’accordo stretto tra Matteo Gallegati (meglio noto come Il Santone dello Svapo) e Dreamods, azienda siciliana di produzione e distribuzione di liquidi per sigarette elettroniche. Il risultato sarà tangibile da lunedì 22 dicembre quando debutteranno sul mercato tre nuovi prodotti: Mk Delta (tabacco Kentucky affumicato secco); Boomer (selezione di tabacchi e ciliegia); Latakisssimo (tabacco Latakia e popcorn al burro). Saranno tutti proposti nel duplice formato scomposto da 20+40 e da 10+10.
Negli anni, le forze dell’azienda catanese sono state spese anche per diffondere la cultura del vaping come principale antidoto al fumo, finanziando ricerche scientifiche e collaborando con istituti universitari. Alla base della scelta c’è la convinzione che la sigaretta elettronica per milioni di fumatori adulti rappresenta, ad oggi, l’alternativa più efficace al tabacco tradizionale.
Abbiamo deciso di dare forma e sostanza – spiega Lorenzo Quartararo, cofondatore di Dreamods – a tutti i soprusi subiti dal settore del vaping già partendo dalle grafiche degli astucci in cui è raffigurato il Santone dello Svapo che non vede, non parla e non sente. Siamo un’azienda che crede fermamente nella ricerca scientifica. Collaboriamo da sempre con il mondo accademico e scientifico perché riteniamo che il vaping debba essere sviluppato con responsabilità, metodo e qualità. Solo attraverso un approccio basato su evidenze scientifiche, controllo dei processi e innovazione consapevole, il vaping può essere correttamente valutato come un’alternativa a ridotto rischio rispetto al fumo tradizionale, anche agli occhi delle istituzioni e degli organismi regolatori Lorenzo Quartararo“.
Per Dreamods, dunque, il rapporto con Il Santone dello Svapo rappresenta il collegamento diretto con i consumatori e la community social. “Lo svapo è stato raccontato per anni in modo distorto – spiega Gallegati – Io non difendo un’industria, ma la verità: la sigaretta elettronica ha aiutato più fumatori di qualsiasi altra alternativa. Ignorarlo non è prudenza, è disinformazione. La collaborazione arriva in un momento cruciale per il settore italiano, stretto tra tassazione record e normative che spesso equiparano lo svapo al fumo tradizionale. Proprio per questo, il nostro progetto vuole essere, prima ancora che commerciale – conclude Il Santone dello Svapo – una iniziativa culturale andando cioè a colmare il divario tra ricerca scientifica e percezione pubblica“.

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