L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Divieto sugli aromi e ritorno al fumo: l’effetto delle restrizioni sull’e-cig

Uno studio americano dimostra che limitare la scelta e l'attrattività della sigaretta elettronica è un autogol sanitario.

Uno studio pubblicato su Addictive Behaviours ammonisce che limitare gli aromi e le tipologie di sigarette elettroniche potrebbe spingere alcuni consumatori a fumare di più le sigarette tradizionali. La ricerca, intitolata “Restricting choice of e-cigarette flavor and device type increases choices to use combusted cigarettes among adults who dual use both products”, è stata condotta da un team di nove ricercatori coordinato da Dana Rubenstein della Duke University School of Medicine di Durham, negli Stati Uniti.
Il lavoro parte da un’osservazione già emersa da dati di mercato e da alcune esperienze normative nel mondo reale: i divieti sugli aromi delle e-cigarette sembrano associati, in alcuni contesti, a un aumento delle vendite di sigarette combustibili. Mancavano però dati sperimentali controllati in grado di chiarire i meccanismi alla base di questo fenomeno. Lo studio di Rubenstein e colleghi prova a colmare questo vuoto, analizzando come le caratteristiche delle sigarette elettroniche influenzino la loro attrattività e le scelte di consumo tra chi utilizza entrambi i prodotti.
Alla sperimentazione hanno partecipato 41 adulti che facevano un uso duale di sigarette tradizionali e sigarette elettroniche aromatizzate. In media, i partecipanti fumavano sigarette combustibili per 22,1 giorni al mese e utilizzavano e-cigarette per 26,9 giorni. Il disegno dello studio prevedeva tre sessioni sperimentali, in ordine controbilanciato, durante le quali i partecipanti dovevano effettuare dieci scelte ripetute: fare due boccate da una sigaretta elettronica, due boccate da una sigaretta tradizionale fornite dai ricercatori, oppure astenersi. Le sessioni differivano per il tipo di e-cigarette disponibile: il proprio dispositivo abituale con il proprio aroma, un dispositivo standardizzato dello studio con liquido non al gusto tabacco, e lo stesso dispositivo standardizzato con aroma di tabacco.
I risultati mostrano che l’attrattività delle e-cigarette fornite dallo studio era significativamente inferiore rispetto a quella dei dispositivi personali dei partecipanti. In particolare, quando era disponibile una e-cigarette standard con aroma di tabacco, le scelte a favore dell’e-cigarette diminuivano rispetto alla sessione con il dispositivo personale. Ancora più rilevante, rispetto alle sessioni con il proprio dispositivo, i partecipanti sceglievano più spesso di fumare sigarette tradizionali quando avevano a disposizione le e-cigarette dello studio, indipendentemente dal fatto che il liquido fosse aromatizzato o al gusto tabacco.
Secondo gli autori, questi dati indicano che la restrizione di caratteristiche chiave delle sigarette elettroniche, come aromi e tipologie di dispositivo, può avere l’effetto paradossale di aumentare il consumo di sigarette combustibili tra chi usa entrambi i prodotti. Un risultato che rafforza quanto osservato in alcuni contesti reali dopo l’introduzione dei divieti sugli aromi e che, secondo Rubenstein e colleghi, dovrebbe essere attentamente considerato da regolatori e decisori pubblici. In particolare, le politiche che riducono l’attrattività delle e-cigarette potrebbero spingere verso il prodotto più dannoso dal punto di vista sanitario.

Articoli correlati