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Una nuova e importante ricerca della Queen Mary University di Londra ribalta una convinzione diffusa nel dibattito sulle sigarette elettroniche: l’uso duale non è necessariamente un ostacolo alla cessazione, anzi può rappresentare un passaggio utile verso l’abbandono del fumo. Secondo lo studio, intitolato “Patterns of e-Cigarette Use and Smoking Cessation Outcomes: Secondary Analysis of a Large Randomised Controlled Trial to Inform Clinical Advice” e pubblicato oggi su Nicotine & Tobacco Research, i fumatori che dopo aver intrapreso un tentativo di smettere continuano ad accendere qualche sigaretta ma al tempo stesso utilizzano l’e-cig, ottengono due risultati significativi: riducono l’esposizione alle sostanze tossiche del fumo combusto e aumentano la probabilità di riuscire a dire addio alle sigarette nel medio-lungo periodo.
Sette ricercatori, coordinati da Francesca Pesola, hanno condotto un’analisi approfondita dei dati di un grande trial clinico che ha seguito per un anno 886 adulti fumatori, ai quali era stato offerto un supporto alla cessazione basato o sulla sigaretta elettronica o sui tradizionali prodotti a rilascio di nicotina (cerotti, gomme e simili). L’obiettivo era osservare non solo gli esiti, ma anche le modalità concrete con cui i partecipanti hanno utilizzato i prodotti alternativi durante il percorso.
I risultati sono chiari: chi dopo le prime settimane di tentativo di cessazione continuava a fumare ma aveva iniziato a svapare mostrava una maggiore probabilità di smettere sia dopo quattro settimane sia dopo un anno rispetto a chi non aveva fatto ricorso al vaping e continuava a fumare esclusivamente. E, per coloro che non sono riusciti a raggiungere l’astinenza completa, il doppio uso ha comunque portato benefici tangibili. Questi fumatori hanno infatti ridotto in misura significativa non solo il numero di sigarette consumate, ma anche l’assorbimento dei composti tossici tipici del fumo di combustione, misurato attraverso marcatori oggettivi. Una riduzione del danno reale e misurabile.

“Prima si smette, meglio è. Ma per chi fa fatica a interrompere bruscamente il consumo, il vaping può aiutare a ridurre gradualmente il fumo nel tempo”, ha spiegato la prima autrice, Francesca Pesola, docente di Statistica a Queen Mary. Il co-autore Peter Hajek, figura di riferimento internazionale nella ricerca sulla cessazione, ha aggiunto: “A volte fumatori e clinici pensano che se non si smette subito dopo aver iniziato a usare la sigaretta elettronica, sia meglio lasciar perdere per evitare il doppio uso. Questo studio dimostra l’opposto: l’uso duale favorisce una riduzione effettiva del danno e può essere parte del processo che porta a smettere definitivamente”.
Accanto al ruolo del doppio uso, lo studio evidenzia altri tre aspetti importanti per la pratica clinica. Il primo riguarda il controllo del craving: chi utilizzava la e-cig riportava un livello di urgenza di fumare più basso rispetto a chi usava la terapia sostitutiva della nicotina. Una differenza che può spiegare perché molti fumatori trovino più facile ridurre il numero di sigarette quando hanno un’alternativa efficace nel soddisfare la dipendenza.
Il secondo riguarda l’evoluzione della dipendenza da nicotina: la maggior parte degli utilizzatori di sigarette elettroniche ha iniziato con liquidi ad alta concentrazione, per poi diminuirla gradualmente. Dopo un anno, circa uno su dieci era passato a liquidi senza nicotina. Segnale che il vaping può fornire una via per uscire progressivamente anche dalla dipendenza nicotinica, non solo dal tabacco combusto. Infine, una conferma sul ruolo degli aromi. Tutti i partecipanti hanno iniziato con liquidi al gusto tabacco, ma la maggior parte è passata rapidamente ad aromi fruttati o dolci. Chi ha mantenuto il gusto tabacco ha avuto risultati peggiori in termini di cessazione. Gli autori sottolineano che sapori differenti dal tabacco possono agevolare il distacco dalla sigaretta tradizionale anche a livello psicologico e sensoriale.
Le conclusioni sono state accolte con interesse dagli esperti. Caitlin Notley, della University of East Anglia, sottolinea come lo studio aiuti a correggere la narrazione secondo cui il doppio uso sarebbe una trappola: al contrario, può essere un passaggio utile per chi fatica a smettere di colpo. Notley evidenzia inoltre il ruolo centrale degli aromi nel favorire il cambiamento comportamentale. Linda Bauld, epidemiologa dell’Università di Edimburgo, ricorda che la sostituzione progressiva del tabacco con altri prodotti a base di nicotina è da tempo riconosciuta come una via efficace verso l’astinenza completa
Questo studio contribuisce a chiarire che non esiste un unico percorso valido per tutti: anche chi procede gradualmente, riducendo e poi eliminando il fumo grazie alla sigaretta elettronica, può arrivare con successo alla meta. E i dati dicono che il doppio uso, lungi dall’essere un fallimento, per molti fumatori è semplicemente una tappa del viaggio verso la libertà dal tabacco.



