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Francia – Il Senato blocca la stretta sul vaping
Colpo di scena a Parigi: il Senato ha approvato la Legge finanziaria 2026 cancellando quasi tutte le misure previste per regolamentare il mercato delle sigarette elettroniche. Allo stesso tempo, però, modifica il testo uscito dall’Assemblea Nazionale e getta la Francia in esercizio provvisorio come già accadde nel 2024.
Sul fonte del vaping spariscono dunque il divieto di vendita online, l’obbligo di autorizzazione per i negozi e l’allineamento fiscale con il tabacco. Resta solo una tassa sui liquidi, che però entrerà in vigore a livello simbolico con un’aliquota fissata a zero fino al 2026. Per il settore del vaping, la bocciatura delle norme più restrittive rappresenta una tregua temporanea ma significativa. Gli operatori guardano ora ai prossimi passaggi parlamentari per capire se la linea morbida resterà confermata. Approfondimenti su Sigmagazine.
Francia, coup de théâtre: salta la stretta normativa sulle sigarette elettroniche
Sud Africa – Sigarette elettroniche equiparate al fumo nel nuovo disegno di legge
Il Sud Africa sta valutando un disegno di legge sul controllo dei prodotti del tabacco e dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina che equipara sigarette elettroniche e prodotti combustibili, introducendo regole identiche per entrambi. Il provvedimento prevede il divieto totale di fumo e svapo negli spazi pubblici al chiuso, il bando delle esposizioni al punto vendita, dei distributori automatici e delle vendite di pezzi singoli, oltre all’estensione delle restrizioni anche a determinati spazi privati. Per l’industria del vaping il punto più critico è l’introduzione del plain packaging e il rifiuto di ogni esenzione per e-cig rispetto ai divieti di esposizione, alle confezioni neutre e alle norme smoke-free. Associazioni di categoria avevano chiesto di differenziare la regolazione in base al profilo di rischio, ma le richieste sono state respinte. Il testo resta all’esame della Portfolio Committee on Health, dopo che la commissione parlamentare ha rinviato la discussione chiedendo al Ministero della salute ulteriori approfondimenti sulle osservazioni ricevute.
Unione Europea – La nuova Tpd già nel 2026, porte chiuse per la riduzione del danno
La Commissione Ue anticipa i tempi sulla revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd), prevista ora con un anno in anticipo per il 2026, all’interno del nuovo “Safe Hearts Plan”, il programma contro le malattie cardiovascolari. Il documento lega il tabacco ai rischi cardiaci ma esclude completamente la riduzione del danno, definendo e-cig e bustine di nicotina “porte d’ingresso alla dipendenza da nicotina e al consumo di tabacco tradizionale”. Non manca, naturalmente, il riferimento alla loro attrattività per i giovani. Bruxelles punta ad armonizzare anche la tassazione con la revisione della Direttiva sulle accise (Ted). Il fronte dei Paesi contrari alla politica dei divieti, che aveva costretto la Commissione a mitigare la posizione nella Cop11, dovrà vigilare con attenzione. Il settore del vaping reagisce con preoccupazione: “Occasione mancata”, avverte Michael Landl della World Vapers’ Alliance. Analoghe critiche da Considerate Pouchers, che accusa Bruxelles di ignorare la differenza tra combustione e prodotti alternativi.
Usa – Studio: le restrizioni sugli aromi delle sigarette elettroniche spingono verso il fumo
Limitare aromi e tipologie di sigarette elettroniche può favorire il ritorno alla sigaretta tradizionale. È quanto emerge dallo studio “Restricting choice of e-cigarette flavor and device type increases choices to use combusted cigarettes among adults who dual use both products”, realizzato da un pool di nove ricercatori coordinati da Dana Rubenstein della Duke University School of Medicine e pubblicato su Addictive Behaviours. La ricerca, condotta su 41 adulti che che facevano un uso duale di sigarette tradizionali e sigarette elettroniche aromatizzate, ha confrontato preferenze e scelte d’uso tra dispositivi personali e modelli standardizzati. I partecipanti, privati dei propri aromi abituali, hanno mostrato una minore propensione allo svapo e un aumento del consumo di sigarette tradizionali. Secondo gli autori, restringere caratteristiche chiave delle sigarette elettroniche, come aromi e tipologie di dispositivo, può ridurre la loro efficacia come alternativa al fumo. Lo studio invita regolatori e decisori pubblici a valutare con cautela politiche che che riduc ano l’attrattività delle e-cigarette.
Divieto sugli aromi e ritorno al fumo: l’effetto delle restrizioni sull’e-cig
Regno Unito – Il summit di Londra ribadisce l’efficacia del vaping nella cessazione dal fumo
Si è concluso a Londra, nella sede del Royal College of Physicians, il 13° Summit annuale sulla sigaretta elettronica, che ha riunito esperti internazionali di scienza, regolamentazione e salute pubblica. Dai lavori è emerso con chiarezza un paradosso sempre più marcato: mentre le evidenze scientifiche confermano il ruolo del vaping come strumento di riduzione del danno, la percezione del rischio tra i fumatori continua a peggiorare. Se nel 2014 il 44% riteneva le sigarette elettroniche meno nocive di quelle tradizionali, nel 2024 la quota è scesa al 19%, con il 61% che le considera uguali o addirittura più dannose del fumo. Un dato non neutro, come mostra uno studio del 2023: tra chi riconosce il principio della riduzione del danno, quasi la metà (49,9%) riesce a smettere di fumare, contro appena il 17,1% di chi resta scettico. Hayden McRobbie, della Queen Mary University di Londra, ha ribadito che il vaping favorisce la cessazione dal tabacco e che il vero fattore di rischio resta la combustione: è questa, e non la nicotina in sé, a ridurre l’aspettativa di vita dei fumatori di circa dieci anni. Tessa Langley, dell’Università di Nottingham, ha ricordato come negli ultimi cinque anni circa 2,7 milioni di britannici abbiano smesso di fumare grazie alle sigarette elettroniche, sottolineando l’importanza di politiche mirate: rigorose nel disincentivare l’uso tra i giovani, ma capaci di mantenere incentivi efficaci per i fumatori adulti. Altri esperti, tra cui Karl Lund, hanno confermato i rischi contenuti di alternative senza combustione come snus e nicotine pouches, invocando una comunicazione scientifica più chiara per contrastare disinformazione e stigma. Il resoconto più esteso del summit nell’articolo di Fabio Beatrice e Giusy Massaro, rispettivamente direttore e componente del board scientifico del Mohre, su Sigmagazine.
Summit sulla sigaretta elettronica: il punto su scienza e riduzione del rischio
Lituania – Dichiarato lo stato di emergenza per i palloni sonda che contrabbandano sigarette dalla Bielorussia
Ricordate la notizia riportata in questa stessa rubrica un paio di settimane fa sull’allarme nei cieli lituani per le ondate di palloni sonda dalla Bielorussia che trasportavano sigarette di contrabbando? Ebbene, l’emergenza non si arresta, tanto che il governo di Vilnius ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa dei rischi per la sicurezza aerea. Secondo l’esecutivo, la situazione rappresenta una minaccia concreta per la vita umana, la proprietà e l’ambiente. Le autorità accusano Minsk di non intervenire contro le reti di contrabbandieri che utilizzano palloni meteorologici per trasportare illegalmente sigarette oltre il confine. Il problema ha già provocato la chiusura temporanea in più occasioni dell’aeroporto internazionale di Vilnius, costretto a interrompere i voli per motivi di sicurezza.



