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La revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco, la cosiddetta Tpd, potrebbe arrivare già nel 2026, un anno prima di quanto ormai atteso. La decisione di accelerare il processo è contenuta nella Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e ai comitati economico e sociale e delle regioni sul Piano sanitario cardiovascolare, ora ribattezzato “Safe Hearts Plan”, pubblicata ieri.
Il documento affronta il tema del tabacco come causa di malattie cardiovascolari ma chiude completamente le porte alla riduzione del danno. Ne dipinge gli strumenti, anzi, come parte del problema, tralasciando completamente il fatto che hanno aiutato milioni di europei a smettere di fumare. “Negli ultimi anni nuovi prodotti del tabacco e della nicotina, come i prodotti a tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina – si legge infatti nel documento – sono diventati sempre più popolari, soprattutto tra i giovani. Le evidenze emergenti mettono in luce i rischi per la salute associati a questi prodotti e suggeriscono che possano fungere da porta d’ingresso alla dipendenza da nicotina e al consumo di tabacco tradizionale”. E poi aggiunge: “Al fine di proteggere in particolare i giovani dagli effetti nocivi del tabacco e dei prodotti correlati, la Commissione sta tenendo conto di questi nuovi sviluppi e delle tendenze di mercato nella valutazione in corso del quadro legislativo sul controllo del tabacco”.

La Commissione ricorda nel documento la sua proposta, presentata lo scorso luglio, di modifica della Direttiva sulle accise (Ted), nella quale suggerisce di armonizzare la tassazione dei nuovi prodotti del tabacco e della nicotina, come le sigarette elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato, le bustine di nicotina e altri prodotti contenenti nicotina, sottolineando come secondo l’Organizzazione mondiale di sanità “la tassazione è uno degli strumenti più efficaci per contenere il consumo di tabacco”. E poi conclude con quella che definisce la Flagship Initiative, l’iniziativa bandiera: la modernizzazione della legislazione sul controllo del tabacco. Cosa si intenda è subito spiegato: “La Commissione intende proporre, nel 2026, una revisione del quadro legislativo in materia di controllo del tabacco. L’obiettivo a lungo termine è che meno del 5% degli adulti utilizzi tabacco entro il 2040”.
Insomma, come si temeva, la Commissione europea non ha digerito il boccone amaro della Cop11, quando per l’opposizione di alcuni Stati (fra cui l’Italia) aveva dovuto mitigare la posizione da portare alla Conferenza, eliminando tutte le richieste di divieti sui nuovi prodotti. Durante i lavori della Cop11 era stato tentato un nuovo colpo di mano, che prevedeva l’appoggio a una decisione altamente proibizionista presentata da Messico, Panama e Thailandia. Anche questo fallito. Evidentemente ora la Commissione tenta di raggiungere i suoi obiettivi muovendosi nei meandri della burocrazia brussellese, un piano che le è molto più congeniale. Il fronte dei Paesi contrari alla politica dei divieti dovrà vigilare con attenzione.
Intanto arrivano le prime reazioni al Piano cardiovascolare. “Il Piano Safe Hearts penalizza i fumatori ignorando completamente la riduzione del danno e trattando il vaping e le bustine di nicotina come una porta d’ingresso alla dipendenza, invece che come strumenti per smettere di fumare”, dichiara Michael Landl, direttore dell’associazione dei consumatori World Vapers’ Alliance. “Paesi come la Svezia – continua – hanno invertito le tendenze del fumo e migliorato gli esiti cardiovascolari grazie ad alternative meno dannose, non attaccando tali alternative, che dovrebbero far parte della soluzione. Questa è un’occasione mancata. Ora almeno la revisione della Tpd deve fare della riduzione del danno e di una regolamentazione basata sul rischio i suoi pilastri, altrimenti l’Ue non diventerà mai libera dal fumo”.
Critico anche Juan Rafael Taborcía, portavoce dell’associazione Considerate Pouchers. Mettere sullo stesso piano bustine di nicotina, riscaldatori di tabacco, sigarette elettroniche e sigarette tradizionali, spiega, significa ignorare la causa principale delle malattie cardiovascolari legate al fumo: la combustione. “Non distinguendo tra prodotti che prevedono combustione e quelli che non la prevedono – afferma Taborcía – la Commissione rischia di compromettere i propri obiettivi cardiovascolari. Una tassazione uguale per prodotti diseguali elimina gli incentivi per i fumatori a passare ad alternative meno dannose, mantiene più elevato il consumo di sigarette e aumenta il rischio di commercio illecito”. Una cosa appare chiara, la revisione della Tpd non sarà una passeggiata.
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