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Il negazionismo scientifico della Commissione europea sull’e-cigarette

Gli esperti di Smoke Free Sweden accusano il commissario alla salute di privilegiare l'ideologia alla tutela delle vite umane.

La Commissione europea ignora le evidenze scientifiche sui prodotti con nicotina senza combustione, adottando una posizione paragonabile al negazionismo sui vaccini. È questa la pesante accusa che arriva all’esecutivo di Bruxelles dl gruppo internazionale di specialisti di salute pubblica Smoke Free Sweden, dopo l’ennesima dichiarazione ufficiale del commissario per la salute Olivér Várhelyi. Al centro della controversia c’è ancora la replica dell’ungherese a un’interrogazione parlamentare scritta, presentata dall’eurodeputato danese Kristoffer Storm. Nella sua risposta, il commissario per la salute ha affermato che l’uso di prodotti a nicotina senza combustione, rispetto al fumo tradizionale, “non riduce i rischi per la salute”.

Il commissario europeo alla salute Olivér Várhelyi

È una delle affermazioni più pericolose mai pronunciate da un politico responsabile della salute di 450 milioni di cittadini”, ha dichiarato Delon Human, medico e leader di Smoke Free Sweden, oltre che ex segretario generale della World Medical Association. Secondo Human, equiparare i rischi del fumo tradizionale a quelli di prodotti che non prevedono combustione significa negare il ruolo centrale del fumo nella genesi di tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie. “La posizione della Commissione contraddice una montagna di prove inattaccabili ed è un classico esempio di negazionismo scientifico”, ha aggiunto. “Anche se animata da buone intenzioni, questa affermazione potrebbe involontariamente aumentare le malattie e la mortalità legate al fumo in Europa invece di ridurle”. Human ha rincarato la dose, sottolineando che “liquidare le alternative a minor rischio è irrazionale e pericoloso quanto negare che i vaccini salvino vite”. Secondo il medico, la presa di posizione di Bruxelles “ignora le valutazioni dei regolatori, l’esperienza dei clinici, i dati del mondo reale e l’esperienza vissuta da milioni di ex fumatori”.
Le critiche si basano su evidenze consolidate. Autorità indipendenti come la Food and Drug Administration statunitense e revisioni sistematiche Cochrane riconoscono che i prodotti a nicotina senza combustione espongono gli utilizzatori a livelli significativamente inferiori di sostanze tossiche rispetto alle sigarette e possono aiutare i fumatori a smettere. Alla base del danno, ricordano gli esperti, c’è la combustione del tabacco, non la nicotina in sé. E, a dimostrazione dell’efficacia delle politiche di riduzione del danno, Human richiama il caso della Svezia, spesso indicata come modello a livello europeo. Grazie a un approccio pragmatico e all’uso regolamentato di alternative senza combustione, il Paese ha raggiunto il più basso tasso di fumatori dell’Unione europea, pari al 5,3% degli adulti, meno di un quarto della media Ue. I benefici sanitari sono evidenti: tassi di mortalità per cancro al polmone maschile inferiori del 61% rispetto alla media europea e una riduzione del 34% della mortalità complessiva per tumori.

Delon Human

La Svezia ha già mostrato all’Europa la strada da seguire – ha dichiarato Human – Ha fornito una roadmap verso un futuro senza fumo che salva vite invece impuntarsi su questioni morali. La Commissione rischia di spingere l’Ue nella direzione opposta”. Bruxelles ha giustificato la propria posizione citando il timore di un possibile “effetto gateway”, secondo cui i prodotti alternativi potrebbero favorire l’ingresso nel fumo tradizionale. Ma anche su questo punto Human è netto: “Non esistono prove solide a sostegno di questa ipotesi e l’esperienza svedese dimostra esattamente il contrario”. “La vera scelta ora davanti all’Europa – ha concluso – è se guidare la salute pubblica sulla base della scienza o ripetere gli errori del negazionismo. Nel controllo del tabacco, è tempo che la Commissione smetta di privilegiare l’ideologia e inizi a dare priorità alle vite umane”.

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