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Chi usa la sigaretta elettronica per smettere di fumare ha più successo

Uno studio statunitense mostra che l’uso intenzionale dell'e-cig è associato a maggiore probabilità di astinenza dal fumo a 12 mesi.

Le persone che hanno utilizzato sigarette elettroniche con l’obiettivo specifico di smettere di fumare hanno mostrato una probabilità significativamente più alta di raggiungere l’astinenza dal fumo di sigaretta. Lo conferma lo studio “Cigarette smoking abstinence at follow-up at 12 months among US adults who regularly used Electronic Nicotine Delivery Systems and smoked in the past year: A prospective cohort study”, condotto da Amy L. Nyman, Katherine C. Henderson, David L. Ashley, Claire A. Spears, Jidong Huang, Zongshuan Duan e Scott R. Weaver, tutti della Georgia State Univesity di Atlanta, e pubblicato sulla rivista Tobacco Induced Diseases.
In questo studio prospettico, gli autori hanno analizzato l’evoluzione del comportamento di fumo in un campione di adulti statunitensi che nel biennio 2022-2023 utilizzavano regolarmente due tra i dispositivi più diffusi sul mercato statunitense, Juul e Vuse Alto, valutando lo stato di astinenza a distanza di dodici mesi. Il campione era composto da adulti che avevano fumato sigarette nell’anno precedente all’arruolamento e che facevano uso esclusivo di uno dei due dispositivi considerati. Dopo dodici mesi di follow-up, una quota ampia dei partecipanti risultava non più fumatrice di sigarette tradizionali. Complessivamente, oltre il 60% del campione aveva raggiunto l’astinenza dal fumo, un dato che evidenzia in modo chiaro il potenziale delle sigarette elettroniche nel favorire l’uscita dal tabagismo tradizionale.
L’analisi dei fattori associati al successo mostra che l’elemento determinante non è semplicemente l’uso di una sigaretta elettronica, ma l’utilizzo intenzionale di questi dispositivi come alternativa al fumo. I partecipanti che dichiaravano di svapare per smettere di fumare o per evitare ricadute presentavano, probabilità di astinenza nettamente superiori rispetto a chi ne faceva uso per altri motivi. In termini statistici, l’uso mirato delle sigarette elettroniche come strumento di cessazione era associato a un incremento di quasi tre volte delle probabilità di essere astinenti dal fumo a dodici mesi, anche tenendo conto di variabili demografiche e comportamentali. Lo studio mostra inoltre che non vi sono differenze sostanziali nei tassi complessivi di astinenza tra gli utenti dei due diversi dispositivi, a conferma del fatto che l’efficacia delle e-cigarette non dipende da un singolo marchio o prodotto ma dal loro ruolo funzionale come sostituti delle sigarette combustibili. In alcune sottopopolazioni, come tra coloro che avevano già smesso di fumare al momento dell’arruolamento, l’uso continuativo di e-cig ha contribuito in modo evidente al mantenimento dell’astinenza nel tempo.
I risultati di questo studio, insomma, confermano che le sigarette elettroniche sono uno strumento concreto ed efficace per la cessazione dal fumo, soprattutto quando vengono utilizzate con una chiara finalità di abbandono delle sigarette tradizionali. L’elevata percentuale di astinenza osservata a dodici mesi indica che il passaggio al vaping può sostenere percorsi di disassuefazione duraturi, riducendo l’esposizione ai prodotti della combustione. Lo studio di Nyman e colleghi contribuisce quindi a consolidare il quadro scientifico a favore dell’uso delle sigarette elettroniche come strategia di riduzione del danno e di cessazione dal fumo, sottolineando come l’intenzionalità e la continuità d’uso siano fattori chiave nel determinare risultati positivi e stabili nel tempo.

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