L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 18 al 24 gennaio

La consueta carrellata di notizie dal vaping di tutto il mondo. In primo piano: Regno Unito e Unione Europea.

Regno UnitoStudio: rari i casi di avvelenamento grave nei cani, ma custodire con cura i prodotti
Un’ampia ricerca britannica rassicura il settore del vaping e soprattutto i possessori di animali domestici sui potenziali rischi di una loro esposizione alle sigarette elettroniche, pur richiamando a una gestione responsabile dei prodotti. Lo studio si intitola “Electronic cigarette or e-liquid (vape) exposure in Dogs: 321 cases (2011–2024)”. Pubblicato sul Journal of Small Animal Practice e firmato da Nicola Bates e colleghi del Veterinary Poisons Information Service (Vpis) di Londra, analizza 321 casi di esposizione a sigarette elettroniche o liquidi tra il 2011 e il 2024. Si tratta di una delle più ampie analisi mai condotte sul tema. I dati indicano che nella grande maggioranza degli episodi l’ingestione non ha comportato conseguenze cliniche rilevanti: il 53% dei cani non ha mostrato sintomi e, nei restanti casi, i segni sono risultati per lo più lievi, senza una correlazione tra dose e gravità. I casi severi sono stati rari, con un solo decesso direttamente attribuito all’esposizione: “La comparsa di effetti gravi dopo l’esposizione a sigarette elettroniche o e-liquid è rara nei cani”, ha spiegato Nicola Bates, autore principale dello studio. Secondo gli autori, gli effetti gravi restano quindi un’eccezione, ma sottolineano in particolare l’importanza di un intervento veterinario tempestivo nei cani che manifestano sintomi cardiaci o respiratori. Su Sigmagazine ulteriori dettagli sullo studio londinese.

Studio su sigaretta elettronica e cani: rari i casi di avvelenamento grave

 

SpagnaGli psichiatri aprono all’e-cig come supporto nei disturbi duali
La Sociedad Española de Patología Dual (Sepd) riconosce la sigaretta elettronica come possibile strumento di aiuto nei pazienti con dipendenza da tabacco e coesistenti disturbi mentali. Il documento di indirizzo, pubblicato sul magazine Infosalus, segna una novità nel dibattito spagnolo, dove il governo punta a politiche anti-vaping più restrittive. La società spiega che molti pazienti, pur fortemente motivati, falliscono con i metodi tradizionali per smettere di fumare. Questo vale in particolare per i soggetti con patologie psichiatriche, che presentano tassi di consumo di tabacco più elevati, maggiore dipendenza dalla nicotina e minori percentuali di successo nei tentativi di cessazione. In tali casi, l’e-cig può offrire un approccio realistico di riduzione del danno. Secondo la Sepd, mantenere l’assunzione di nicotina riducendo le sostanze tossiche della combustione può facilitare la cessazione. L’obiettivo non è promuovere l’uso, ma diminuire i rischi legati al fumo nei soggetti fragili. Gli esperti invitano a distinguere tra prevenzione nei giovani e strategie terapeutiche per i fumatori cronici. La società chiede infine politiche basate su evidenze cliniche e assistenza qualificata per integrare la sigaretta elettronica nei programmi di cura come possibile strumento di riduzione del danno.

La Società di patologia duale spagnola apre alla sigaretta elettronica

 

MessicoEntrato in vigore il divieto totale di vendita e pubblicità delle sigarette elettroniche
Dal 16 gennaio il Messico ha ufficialmente vietato importazione, vendita e promozione di sigarette elettroniche e dispositivi da svapo, dopo la riforma della Legge generale sulla salute pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Il divieto, di portata assoluta, include dispositivi usa e getta, ricaricabili e senza nicotina, oltre ad accessori e liquidi. Resta consentito solo il possesso personale senza finalità commerciali. Le violazioni prevedono pene da uno a otto anni di carcere e multe fino a duemila volte il valore di riferimento per le sanzioni amministrative. Le autorità sanitarie potranno inoltre sequestrare i prodotti e chiudere i punti vendita. Una misura che consolida la linea fortemente proibizionista del Paese e riduce ulteriormente lo spazio legale per il settore del vaping.

 

Stati UnitiRitirato studio sul legame tra e-cig e ictus, ma i danni della cattiva informazione restano
Lo studio “Effect Comparison of E-Cigarette and Traditional Smoking and Association with Stroke – A Cross-Sectional Study of Nhanes”, firmato da Urvish Patel della Icahn School of Medicine at Mount Sinai e pubblicato su Neurology International nel 2022, è stato ufficialmente ritirato. La rivista ha riconosciuto gravi errori nell’analisi dei dati che compromettono l’affidabilità dei risultati. La ricerca sosteneva che gli utilizzatori di sigarette elettroniche avessero maggior rischio e insorgenza più precoce di ictus rispetto ai fumatori tradizionali, ma le verifiche hanno smentito tali conclusioni. I revisori hanno riscontrato dati campionari incompatibili con le fonti ufficiali e un uso improprio del database Nhanes, che non consente inferenze causali. Per il settore, la ritrattazione rappresenta un passo importante nel correggere una narrativa scientifica distorta che ha influenzato il dibattito pubblico sul vaping: ma si tratta di un intervento tardivo che non sana la cattiva informazione moltiplicata a suo tempo dall’enfasi dei media. Su Sigmagazine la ricostruzione dell’intera vicenda.

Ritirato studio che collegava sigaretta elettronica e ictus

 

Unione EuropeaProsegue la crociata del commissario alla salute Várhelyi contro le sigarette elettroniche
Le recenti affermazioni del commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi, secondo cui “l’uso di prodotti senza combustione, come sigarette elettroniche o altri dispositivi a base di nicotina, non ridurrebbe i rischi per la salute rispetto al fumo tradizionale”, hanno acceso un duro scontro politico e scientifico. Rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputato danese Kristoffer Storm, il commissario ha attribuito il calo dei fumatori nell’Ue alle politiche restrittive e non ai prodotti senza combustione. Citando dati Oms su 14 milioni di adolescenti che usano e-cig, Várhelyi ha definito tali dispositivi una “porta d’ingresso” al fumo. Le reazioni non si sono fatte attendere: la World Vapers’ Alliance accusa Bruxelles di negare le prove scientifiche sulla riduzione del danno. Il direttore Michael Landl parla di disinformazione istituzionale che ostacola chi vuole smettere: “La posizione della Commissione è frutto di un approccio ideologico più che scientifico e volta a ingannare i cittadini, privandoli delle informazioni necessarie per compiere scelte consapevoli”, ha detto.

Sigarette elettroniche: il fronte proibizionista di Bruxelles contro le evidenze scientifiche

 

Unione EuropeaSmoke Free Sweden accusa Bruxelles di negazionismo scientifico sul vaping
Anche il gruppo internazionale di specialisti di salute pubblica Smoke Free Sweden critica il commissario alla Salute dell’Unione Europea Olivér Várhelyi per aver affermato che i prodotti a nicotina senza combustione non riducono i rischi rispetto al fumo tradizionale. Per Delon Human, leader di Smoke Free Sweden ed ex segretario della World Medical Association, si tratta di “una delle affermazioni più pericolose mai pronunciate da un politico responsabile della salute di 450 milioni di cittadini”. Gli esperti ricordano che Fda e revisioni Cochrane riconoscono una minore esposizione a sostanze tossiche e un aiuto concreto alla cessazione del fumo. “La posizione della Commissione contraddice una montagna di prove inattaccabili ed è un classico esempio di negazionismo scientifico”, ha aggiunto Human. Citato come modello, il caso svedese mostra che l’uso regolato di alternative a minor rischio ha portato il Paese al 5,3% di fumatori adulti, il più basso della Ue. Smoke Free Sweden accusa quindi la Commissione di privilegiare l’ideologia a scapito delle politiche di riduzione del danno.

Il negazionismo scientifico della Commissione europea sull’e-cigarette

 

Regno Unito“Swap to Stop”, il programma che accelera il calo del fumo grazie al vaping
Avviato nel 2023 dal governo britannico, il programma “Swap to Stop” si conferma uno degli interventi più incisivi di riduzione del danno in Europa. Finanziato con oltre 45 milioni di sterline, prevede la distribuzione gratuita di sigarette elettroniche ai fumatori adulti attraverso i servizi del Nhs, il sistema sanitario pubblico del Regno Unito. L’obiettivo è raggiungere un milione di persone entro il 2027, con particolare attenzione ai soggetti più dipendenti e alle fasce socioeconomiche vulnerabili. Nei progetti pilota di Dorset e Bournemouth, Christchurch e Poole, il 24% dei partecipanti ha smesso di fumare entro un mese, e oltre la metà è rimasta astinente nelle settimane successive. Nel distretto di Richmond upon Thames con l’adozione sistematica del modello “Swap to Stop” il fumo è sceso al 5,3% della popolazione adulta, uno dei valori più bassi mai registrati in Inghilterra. Il successo del programma conferma come l’accesso gratuito al dispositivo sia un fattore determinante e segna una svolta culturale nelle politiche pubbliche per la salute.

La lungimiranza della sanità britannica: meno fumo, più sigarette elettroniche

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