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Difendere in sede europea gli strumenti di riduzione del danno da fumo e respingere, se necessario anche con il veto, la proposta di tassazione sui prodotti con nicotina, come le sigarette elettroniche. È quanto nove associazioni di consumatori chiedono al governo svedese con una lettera aperta che interviene in una fase delicata dei negoziati sulla revisione della normativa fiscale e mette al centro le possibili conseguenze dell’armonizzazione tra sigarette tradizionali e alternative senza combustione.
I firmatari sottolineano di rappresentare migliaia di consumatori che utilizzano questi prodotti per restare lontani dal fumo. In questa prospettiva, il livello di tassazione viene considerato un elemento cruciale: ridurre il divario di prezzo tra sigarette e alternative prive di combustione potrebbe indebolire uno degli incentivi che favoriscono il mantenimento dell’astinenza dal tabacco tradizionale. Secondo le associazioni, il compromesso attualmente sul tavolo rischierebbe proprio di attenuare tale differenza, con possibili effetti negativi sulle scelte dei consumatori.
Le associazioni si rivolgono Svezia, perché rappresenta un caso emblematico di politica fiscale differenziata basata sul rischio. Da anni il Paese applica un sistema che distingue tra prodotti più e meno nocivi, scelta che ha contribuito a ridurre la prevalenza del fumo e la mortalità correlata al tabacco. L’eventuale abbandono di questo modello, sostengono i firmatari, rappresenterebbe non solo un cambiamento per il Paese ma anche un segnale politico capace di influenzare l’intera Unione europea, limitando la possibilità per altri Stati membri di adottare strategie simili.
Particolari critiche vengono rivolte ad alcune misure contenute nel compromesso. Soprattutto la proposta di tassare i liquidi per sigarette elettroniche a 0,30 euro per millilitro, includendo anche quelli privi di nicotina. I firmatari giudicano la misura difficilmente giustificabile sia dal punto di vista logico sia sanitario, poiché l’imposta verrebbe calcolata sul volume del liquido e non sulla quantità di nicotina, penalizzando in modo proporzionalmente maggiore chi utilizza prodotti a basso contenuto o senza nicotina. Controversa anche l’introduzione di una tassa minima sulle bustine di nicotina stimata intorno a 112 euro al chilogrammo, considerata troppo elevata rispetto alla differenza di rischio rispetto alle sigarette.
Le associazioni esprimono inoltre timori per possibili effetti indesiderati della riforma. Una tassazione elevata sulle alternative meno nocive, sostengono, potrebbe spingere parte degli utenti a tornare alle sigarette tradizionali o favorire la crescita del mercato nero e non regolamentato. Viene richiamata anche l’esperienza di diversi Paesi, dove l’aumento dei prezzi delle alternative sarebbe stato associato a una crescita del fumo, soprattutto tra giovani e fasce economicamente più vulnerabili. Nel testo emerge anche una critica più ampia al processo decisionale europeo, ritenuto poco attento alla prospettiva dei consumatori direttamente interessati dalle misure in discussione. In questo contesto, gli Stati membri vengono invitati a difendere soluzioni considerate pragmatiche e basate sull’evidenza, capaci di conciliare obiettivi di salute pubblica e libertà di scelta informata.
La lettera si conclude, quindi, con un appello esplicito al governo svedese a respingere la proposta attualmente in discussione, anche ricorrendo al veto qualora necessario, e a sostenere una tassazione che distingua chiaramente tra sigarette e prodotti senza combustione. I firmatari chiedono inoltre di preservare la possibilità per gli Stati membri di utilizzare la leva fiscale come strumento per ridurre il fumo. “La posizione della Svezia – conclude la lettera – non riguarda solo i consumatori svedesi. Riguarda tutti noi. Difendete la salute pubblica e una politica sulla nicotina basata sulle evidenze”. E, viste le posizioni espresse più volte dalla ministra delle finanze svedese Elisabeth Svantensson, il loro appello ha molte probabilità di essere accolto.
Le associazioni che hanno firmato la lettera aperta sono: Aporvap (Portogallo), Crohm (Croazia), Considerate Pouchers, Consumer Choice Center, EU4Snus, Generacija Brez Dima (Slovenia), Generaze Bez Koure (Repubblica Ceca), Greek Vaper Alliance (Grecia) e World Vapers’ Alliance.
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