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Sigaretta elettronica, Londra valuta lo stop nei luoghi chiusi

Al via la consultazione per estendere i divieti del fumo anche alle e-cig ma gli esperti chiedono norme proporzionate ai rischi.

Il governo del Regno Unito ha aperto una consultazione per vietare l’uso della sigaretta elettronica in tutti i posti al chiuso dove è anche vietato il fumo. Questo comprenderebbe: luoghi di lavoro e luoghi pubblici chiusi e semi-chiusi, trasporti pubblici, veicoli utilizzati per lavoro, veicoli privati in presenza di una persona di età pari o inferiore a 17 anni. Insomma, se la misura dovesse essere approvata, sarà vietato svapare nella propria auto se ci sono dei minori. All’aperto, invece, il governo prevede di vietare l’uso della sigaretta elettronica nei parchi giochi pubblici e nelle aree esterne delle strutture educative. Questo sia perché – spiega il documento del governo – “il vapore delle sigarette elettroniche può comportare rischi sia per chi svapa sia per le persone intorno, inclusi i bambini e le persone clinicamente vulnerabili”, sia per “ridurre l’attrattiva percepita e l’inizio dell’uso delle sigarette elettroniche tra i minori”.
Una esenzione solo per la sigaretta elettronica è, invece, prevista nelle aree esterne alle strutture assistenziali, dove la proposta di governo vieterebbe il fumo e l’uso di riscaldatori di tabacco. “Questo – chiarisca ancora il documento – per bilanciare la necessità di proteggere le persone clinicamente vulnerabili, continuando però ad aiutare i fumatori adulti a smettere, poiché lo svapo può svolgere un ruolo nel percorso di cessazione del fumo”. Inoltre, come per il fumo, la proposta prevede delle esenzioni per alcuni luoghi al chiuso come le case di riposo, le strutture residenziali per la salute mentale, dove si potranno designare delle stanze per lo svapo. Nelle scuole residenziali, invece, si potranno identificare delle aree esterne dedicate agli utilizzatori di sigaretta elettronica. “Questo per evitare di adottare un approccio più restrittivo verso lo svapo rispetto al fumo o al tabacco riscaldato”, chiarisce il governo.
Questa proposta è oggetto di una consultazione pubblica iniziata lo scorso 13 febbraio. Al momento riguarda solo l’Inghilterra, mentre gli altri Paesi del Regno Unito potranno legiferare a loro volta. Le misure, inoltre, rientreranno nell’ambito dei vasti e indefiniti poteri concessi in materia al Ministro della salute dal Tobacco and Vape Bill (attualmente ancora in fase di votazione in Parlamento) e dunque non ci sarà bisogno di un processo legislativo ordinario per la loro approvazione.
Il documento del governo riconosca apertamente che “le prove scientifiche dimostrano che la sigaretta elettronica è meno dannosa del fumo” e che “il principale rischio sanitario ad essa legato è la dipendenza dalla nicotina”. Nonostante questo, o forse proprio per questo, la proposta del governo ha sollevato molte critiche. La prima è quella di voler vietare il vaping al chiuso, pur in assenza di evidenze su una sua nocività. Proprio il sito del Servizio sanitario nazionale, in una sezione dedicata a sfatare i miti sulla sigaretta elettronica, afferma che non vi sono evidenze che il vaping faccia male a terzi. “Mentre il fumo passivo delle sigarette causa gravi danni agli altri – scrive l’Nhs – finora non ci sono prove che svapare sia dannoso per le persone che ti circondano e qualsiasi rischio è probabilmente molto basso”.

Sarah Jackson

Anche molti esperti sottolineano questo aspetto e temono che equiparare nei divieti fumo e vaping possa confondere il pubblico. “È importante che le politiche distinguano chiaramente tra fumo e svapo”, ha commentato Sarah Jackson, ricercatrice principale del Tobacco and Alcohol Research Group presso lo University College di Londra. “Il fumo comporta la combustione e produce migliaia di sostanze chimiche, molte delle quali cancerogene – ha aggiunto – mentre lo svapo è sostanzialmente meno dannoso ed efficace nell’aiutare le persone a smettere. Anche l’esposizione passiva è diversa: il fumo proviene sia dalla punta accesa della sigaretta che dal fumo espirato, mentre le sigarette elettroniche rilasciano aerosol solo quando vengono espirate, con conseguente esposizione molto inferiore degli astanti”. Le normative – conclude Jackson – “dovrebbero quindi essere proporzionate e riflettere i minori rischi dello svapo rispetto al fumo”.
La consultazione durerà dodici settimane e si concluderà l’8 maggio e allora vedremo se il Regno Unito riuscirà a raggiungere l’equilibrio fra protezione dei minori e sostegno ai fumatori e gli ex fumatori adulti.

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