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Il Myanmar chiude definitivamente la porta alle sigarette elettroniche e ai prodotti per lo svapo. Il 20 febbraio il Ministero della Salute ha annunciato un divieto totale che colpisce la vendita, l’importazione e il possesso. Il provvedimento è particolarmente severo: vieta importazione, esportazione, vendita, possesso, stoccaggio, trasporto, distribuzione, uso e consumo di sigarette elettroniche, accessori per lo svapo e dispositivi elettronici per shisha. Non si tratta quindi solo di uno stop al commercio, ma di un divieto che colpisce anche l’utilizzo personale. Fino a oggi il Myanmar, noto in passato come Birmania, non disponeva di una legge specifica sulle sigarette elettroniche. Negli ultimi anni, tuttavia, le autorità — guidate da un governo controllato dai militari — avevano effettuato sequestri occasionali di spedizioni in ingresso nel Paese, segnalando un atteggiamento già orientato alla restrizione.
Secondo Kyaw Kan Kaung, funzionario del Dipartimento della Salute Pubblica, la nuova normativa è stata motivata dall’aumento dell’uso delle sigarette elettroniche tra i giovani. Il funzionario ha sostenuto che questi dispositivi sarebbero pericolosi quanto le sigarette tradizionali, rafforzando così la posizione del ministero a favore di un intervento drastico. I dati sul consumo di tabacco nel Paese offrono un quadro complesso. Secondo il rapporto internazionale Tobacco Atlas, il tasso di fumatori tra gli adulti è del 12,3 per cento. Tuttavia, il dato è fortemente influenzato dalla bassissima percentuale di donne fumatrici. Tra gli uomini sopra i 15 anni la quota sale al 23,4 per cento, mentre nel 2023 il 14,29 per cento dei ragazzi tra i 10 e i 14 anni risultava già fumatore. Nonostante la stretta sullo svapo, le sigarette tradizionali restano legali. Nel contesto del Sud-est asiatico, la decisione di Naypyidaw colloca il Myanmar tra i Paesi con la normativa più rigorosa. Dei membri dell’area, solo Indonesia, Malesia e Filippine non hanno attualmente un divieto totale sullo svapo, anche se Kuala Lumpur ha annunciato l’intenzione di tornare presto a restrizioni più stringenti. Brunei e Timor Est proibiscono la vendita di sigarette elettroniche ma non sanzionano il possesso o l’uso. Il Myanmar si allinea invece a Stati come Cambogia, Laos, Singapore, Thailandia e Vietnam, dove le leggi vietano non solo la vendita ma anche il possesso e l’uso personale delle sigarette elettroniche. Anche i vicini occidentali, India e Bangladesh, hanno già adottato un bando nazionale.



