L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dall’8 al 14 febbraio

Boom del mercato illegale in Olanda dopo il divieto sugli aromi. Anche per questo medici ed esperti mettono in guardia la Germania da misure analoghe. Uno studio boccia il modello su prescrizione australiano mentre in Europa si accende il dibattito sulla revisione della Tpd.

GermaniaMedici contro il governo, lo stop gli aromi del vaping mette a rischio la salute pubblica
I medici tedeschi dell’associazione Thrombose Initiative e.V. criticano duramente il piano del Ministero dell’agricoltura per vietare 13 additivi nelle sigarette elettroniche, tra cui il mentolo. Secondo il gruppo interdisciplinare, che riunisce specialisti in cardiologia, pneumologia, angiologia, chirurgia vascolare e medicina delle dipendenze, l’ordinanza penalizza le alternative a rischio ridotto, equiparandole di fatto al tabacco combusto e spingendo i fumatori adulti a tornare alle sigarette tradizionali. L’associazione avverte che l’eliminazione degli aromi ignora le evidenze cliniche internazionali e non protegge i giovani, favorendo invece il ritorno alla sigaretta tradizionale. Gli esperti citano studi americani da cui si evince che restrizioni simili hanno causato un aumento del fumo tra gli adolescenti, come avvenuto a San Francisco. I medici chiedono uno stop all’iter accelerato del divieto e di avviare un confronto a tutto campo tra esperti, capace di valutare in modo equilibrato rischi, benefici e conseguenze di una misura di così ampia portata.

Divieto aromi per sigaretta elettronica, medici criticano il governo tedesco

Asia-PacificoCaphra chiede revisione della Fctc dopo l’uscita Usa dall’Oms
La Coalition of Asia Pacific Tobacco Harm Reduction Advocates (Caphra), associazione che promuove le politiche di harm reduction nell’area Asia-Pacifico, invita i governi della regione a riesaminare la Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco (Fctc) dopo il ritiro degli Stati Uniti e le critiche del ministro neozelandese Winston Peters. Secondo l’organizzazione, l’articolo 1(d) della Fctc riconosce formalmente la riduzione del danno ma la sua applicazione non sostiene in modo coerente le alternative a rischio ridotto come vaping e nicotine pouch. Caphra avverte che vincoli eccessivi potrebbero frenare il calo del fumo e alimentare il mercato illecito. Citando il tasso di fumatori neozelandese sceso al 6,8%, sottolinea come strategie regolamentate di harm reduction possano accelerare i progressi sanitari. L’organizzazione chiede infine maggiore trasparenza nei lavori della Conferenza delle parti e maggiore coinvolgimento di scienziati indipendenti e associazioni di consumatori.

Regno UnitoE-cig, Londra introduce imposta e contrassegno sul modello italiano
Il Regno Unito vara una stretta fiscale sul comparto delle sigarette elettroniche, con un impianto che richiama l’esperienza italiana. L’Hm Revenue & Customs ha informato produttori, importatori e rivenditori che dal 1° aprile entrerà in vigore la nuova cornice regolatoria, mentre l’imposta scatterà da ottobre. È prevista un’aliquota uniforme di 2,20 sterline ogni 10 millilitri di liquido, indipendente dal contenuto di nicotina. Le aziende coinvolte in produzione, importazione o stoccaggio di prodotti soggetti a sospensione d’accisa dovranno ottenere un’approvazione formale per continuare a operare. L’iter può richiedere fino a 45 giorni lavorativi e per i soggetti esteri diventa obbligatoria la nomina di un rappresentante fiscale nel Paese. Gli importatori saranno responsabili del versamento del tributo, mentre un sistema di contrassegni fiscali accompagnerà la distribuzione al dettaglio. Previsto un periodo transitorio di sei mesi per lo smaltimento delle scorte, con obbligo generalizzato dei contrassegni dal 1° aprile 2027. Secondo il Tesoro britannico la misura potrebbe generare oltre 550 milioni di sterline annui entro il 2030-‘31.

Sigarette elettroniche, il Regno Unito copia il sistema italiano di imposta e contrassegno

 

Unione EuropeaRevisione Tpd, per il vaping la sfida è il riconoscimento del rischio ridotto
La Commissione europea affronta la riforma delle direttive tabacco e accise in un clima di profonda divisione tra gli Stati membri. Al centro del dibattito settoriale emerge la necessità di distinguere i prodotti a combustione dalle alternative elettroniche, considerate da molti governi, tra cui quello italiano, strumenti efficaci per la riduzione del danno. Una normativa che ignori il principio di proporzionalità rischierebbe di penalizzare le numerose piccole e medie imprese europee del comparto a favore dei mercati paralleli, meno controllabili dal punto di vista sanitario e fiscale, osserva Sigmagazine, che all’argomento ha dedicato una lunga analisi. “La distinzione tra prevenzione dei non fumatori, in particolare dei giovani, e strumenti di riduzione del danno per fumatori adulti resta uno degli snodi più delicati della revisione della Tpd”, aggiunge il magazine. Per gli operatori del vaping, il riconoscimento del potenziale di transizione per i fumatori adulti resta lo snodo cruciale per tutelare la salute pubblica senza soffocare l’innovazione industriale. La partita a Bruxelles si gioca quindi sull’evidenza scientifica, cercando un equilibrio tra la prevenzione per i minori e il riconoscimento del potenziale delle sigarette elettroniche come strumento di transizione per i fumatori adulti. L’approfondimento direttamente nel link.

Revisione direttiva europea tabacco: una prova di maturità per l’Unione europea

 

BangladeshStop alla vendita di tabacco e sigarette elettroniche vicino a ospedali e cliniche
Il Ministero della salute del Bangladesh ha ordinato il rafforzamento del divieto di vendita di prodotti del tabacco e sigarette elettroniche entro 100 metri da ospedali, cliniche e strutture sanitarie. La misura, parte della nuova revisione della legge sul controllo del fumo e dei prodotti del tabacco, mira a creare aree totalmente “smoke-free” per pazienti e personale. Dal momento che le modifiche legislative ampliano la definizione di prodotto del tabacco, esse includono anche i nuovi dispositivi a nicotina. Le sanzioni per il consumo in luoghi pubblici salgono ora a 2.000 taka (circa 16 dollari). Le strutture sanitarie dovranno anche esporre in modo visibile la segnaletica antifumo.

AustraliaIl modello su prescrizione non ha frenato l’uso di e-cig
L’accesso alle sigarette elettroniche su prescrizione medica “non ha impedito la sperimentazione tra chi non ha mai fumato né favorito l’uso regolamentato per la cessazione”. Il colpo di grazia alla misura pilastro delle politiche proibizioniste australiane sul vaping arriva da un commento pubblicato su Addiction a firma di Dimitra Kale e Sarah Jackson dello University College di Londra. Le due autrici traggono le conclusioni dallo studio di Lim e colleghi intitolato “Patterns, reasons and characteristics of e-cigarette use in Australia: Findings from the 2022–2023 National Drug Strategy Household Survey”, che offriva appunto una panoramica dell’uso della sigaretta elettronica in Australia fra il 2022 e il 2023. L’accesso alle sigarette elettroniche solo su prescrizione era stato proposto come un compromesso regolatorio in grado di limitare l’adozione tra i giovani e, allo stesso tempo, consentirne l’uso per smettere di fumare. Ma l’esperienza, avvertono Kale e Jackson, ha dimostrato che il sistema non ha funzionato. Quel modello è stato poi abbandonato dall’Australia a favore della vendita esclusiva in farmacia ma viene ancora spesso invocato a livello normativo. L’approfondimento su Sigmagazine spiega perché è un errore farlo.

E-cig solo con prescrizione: l’Australia insegna che non funziona

 

Paesi BassiIl divieto degli aromi ridisegna il mercato: crolla quello legale, boom dei canali informali
Il divieto degli aromi diversi dal tabacco nelle sigarette elettroniche, in vigore dal 1° gennaio 2024 nei Paesi Bassi, ha provocato effetti inattesi per filiera e consumatori. È quanto riferisce l’associazione Esigbond, che in una lettera al Consiglio superiore della salute di Bruxelles segnala un crollo dell’offerta regolamentata e una riconfigurazione del mercato a favore dei canali informali. La norma ha limitato le formulazioni a sedici ingredienti consentiti, escludendo di fatto tutti i liquidi presenti sugli scaffali e colpendo immediatamente il settore specializzato, con vendite ridotte di circa due terzi e chiusura di numerosi punti vendita dedicati. Indagini sui consumatori indicano tuttavia che meno del 5% degli utenti adulti ha smesso di svapare o modificato le proprie abitudini, mentre è cambiata radicalmente la modalità di acquisto. La quota di approvvigionamento nei negozi specializzati è scesa dal 60% al 9%, con crescente ricorso a fornitori esteri, e-commerce transfrontaliero e circuiti informali. Secondo Esigbond ciò ha ampliato la circolazione di dispositivi non conformi, talvolta con livelli elevati di nicotina e senza trasparenza sulla composizione.

Le conseguenze indesiderate del divieto sugli aromi per sigaretta elettronica

 

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