L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Sigarette elettroniche monouso proibite totalmente anche in Bulgaria

Dopo Belgio e Francia, diventa il terzo paese europeo a introdurre il divieto totale di vendita e distribuzione.

La Commissione europea ha dato il via libera alla legislazione della Bulgaria che vieta l’immissione sul mercato, la distribuzione e la vendita delle sigarette elettroniche usa e getta. La decisione, pubblicata il 16 marzo sul sito dell’esecutivo comunitario, segna l’inizio di un periodo di tre mesi entro il quale questi prodotti dovranno essere progressivamente ritirati dal mercato nazionale. Il provvedimento è stato adottato nel rispetto della direttiva europea sui prodotti del tabacco e arriva dopo la scadenza, a fine gennaio, del termine per eventuali obiezioni da parte degli altri Stati membri. Come previsto dalle norme Ue, Sofia aveva notificato la misura spiegando le ragioni di salute pubblica alla base dell’introduzione di regole più restrittive rispetto al quadro comunitario.
La legge bulgara, approvata dal Parlamento a fine giugno 2025 e promulgata il 4 luglio dello stesso anno, entrerà ora pienamente in vigore. Alla base della scelta c’è soprattutto il forte aumento dell’uso di dispositivi da svapo tra i più giovani: secondo i dati citati dalle autorità, circa un quarto degli studenti tra i 13 e i 15 anni ne fa uso. Le notifiche inviate a Bruxelles sottolineano anche come questi prodotti, spesso venduti a prezzi contenuti, con aromi accattivanti e confezioni colorate, risultino particolarmente attraenti per gli adolescenti. Non meno rilevante è l’impatto ambientale, dovuto alla produzione di rifiuti come plastica e batterie. Dopo aver valutato le motivazioni e le prove presentate, la Commissione ha ritenuto il divieto giustificato e proporzionato, sottolineando che le misure già in vigore, come il divieto di vendita ai minori o online, non si sono dimostrate sufficienti.
Con l’approvazione europea, la Bulgaria potrà quindi applicare le disposizioni previste, tra cui la dichiarazione delle scorte, il ritiro dal mercato entro tre mesi e, se necessario, l’esportazione dei prodotti non smaltiti. Il Paese diventa così il terzo nell’Unione, dopo Francia e Belgio, ad adottare un divieto così severo.

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