© Sigmagazine, rivista d'informazione specializzata e destinata ai professionisti del commercio delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica - Best edizioni srls, viale Bruno Buozzi 47, Roma - P. Iva 14153851002 - Direttore responsabile: Stefano Caliciuri - Redazione: viale Angelico 78, Roma - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma al numero 234/2015 - Registro Operatori della Comunicazione: 29956/2017
Quando anche l’incenso deve fare i conti con il vapore alla fragola significa che i tempi sono davvero cambiati. In Irlanda, terra di verdi pascoli e solide tradizioni cattoliche, la preparazione alla cresima si è arricchita di un nuovo capitolo: la lotta alla sigaretta elettronica. Perché se una volta il problema erano le tentazioni dell’anima, oggi ci sono anche quelle al gusto mango ghiacciato.
A mettere mano alla promessa che accompagna la cresima è stata la Conferenza Episcopale Irlandese, l’organismo che riunisce tutti i vescovi cattolici d’Irlanda e coordina le posizioni ufficiali della Chiesa nell’isola. Stavolta l’aggiornamento non riguarda sottili questioni teologiche ma qualcosa di molto più tangibile: il vaping entra ufficialmente nella preghiera del “Confirmation Pledge Programme”, chiamato per nome come un avversario da sconfiggere. Il tono è serio, quasi emergenziale. Si parla apertamente di “crisi dello svapo” tra adolescenti, di pressioni sociali, di scelte sbagliate che possono compromettere il futuro. E così, accanto ai doni dello Spirito Santo, spunta l’invito a scegliere uno stile di vita sano, evitare vaping e fumo e rimandare l’alcol almeno fino ai diciotto anni. Una sorta di piano pastorale che incontra il manuale del perfetto salutista.
Ora, che il fumo tradizionale sia dannoso non lo discute più nessuno, neppure il più irriducibile dei tabagisti. Ma infilare nello stesso pacchetto morale sigarette classiche e sigarette elettroniche fa un certo effetto. Perché se è vero che svapare non è acqua fresca e non è privo di rischi, è altrettanto vero che la comunità scientifica considera il vaping significativamente meno dannoso del fumo combusto. Non c’è catrame, non c’è combustione, non c’è quell’elenco infinito di sostanze tossiche che accompagna la sigaretta tradizionale. Insomma, non è un elisir di lunga vita, ma neppure il cavallo dell’Apocalisse. Eppure la nuova promessa della cresima sembra suggerire un fronte compatto contro qualsiasi nuvoletta, come se tra un pacchetto di bionde e una e-cig alla vaniglia non passasse alcuna differenza. Il messaggio è chiaro: meglio non iniziare proprio, meglio scegliere la via della purezza polmonare assoluta. Un’aspirazione nobile, certo, ma che detta così suona un po’ come se, per evitare le abbuffate al fast food, si mettesse al bando anche l’insalata con troppo condimento.
Il programma, va detto, ha ambizioni alte. È pensato per essere inclusivo, aperto anche a chi non si prepara alla cresima. Invita tutti gli studenti a riflettere sulle proprie scelte e a fare un impegno personale per sé e per la propria famiglia. I doni dello Spirito Santo vengono presentati come alleati contro la pressione del gruppo, contro la tentazione del “dai, solo un tiro”, contro la voglia di sentirsi grandi un po’ prima del tempo. La fortezza come scudo anti-svapo, il consiglio come navigatore morale tra una festa e un corridoio scolastico. C’è qualcosa di tenero e insieme di solennemente sproporzionato in questa battaglia spirituale contro le sigarette elettroniche. Da una parte adolescenti armati di dispositivi colorati e aromi esotici; dall’altra un’istituzione millenaria che aggiorna le proprie preghiere per intercettare le mode del momento. È l’eterno tentativo della Chiesa di parlare la lingua del presente, anche quando il presente profuma di panna e fragola.
Alla fine, forse, la questione non è se la sigaretta elettronica sia meno dannosa del fumo – visto che, pur con tutte le cautele del caso, lo è – ma come educare i ragazzi a distinguere tra rischio e catastrofe, tra prudenza e allarmismo. Perché crescere significa anche questo: imparare a valutare, a informarsi, a scegliere con consapevolezza. E magari a capire che non tutte le nuvole sono tempesta.


