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La revisione della direttiva europea sull’armonizzazione delle accise del tabacco (Ted) si avvicina a una fase decisiva e il dibattito politico a Bruxelles resta acceso. La proposta della Commissione europea guidata dal commissario Wopke Hoekstra, che punta a un aggiornamento significativo della fiscalità sui prodotti del tabacco e sui prodotti alternativi, continua infatti a suscitare reazioni contrastanti tra gli Stati membri, gli operatori del settore e il Parlamento europeo. Proprio a Strasburgo e Bruxelles si sta giocando una partita complessa, nella quale entrano in gioco obiettivi di salute pubblica, esigenze di armonizzazione fiscale e timori legati alla crescita dei mercati illegali. In questo contesto, una delle voci che stanno seguendo più da vicino il dossier è quella dell’eurodeputato Marco Falcone, vicecapo delegazione di Forza Italia e relatore per il Partito Popolare Europeo del dossier sulla proposta di revisione della tassazione sul tabacco in commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo.
Il punto centrale del confronto resta il contenuto della riforma fiscale europea. Secondo Falcone, l’impostazione della Commissione appare particolarmente severa. “La riforma del commissario Hoekstra sulla tassazione del tabacco, come evidenziato da più parti, è molto restrittiva“, osserva l’eurodeputato, riferendosi all’impianto della proposta che mira ad aumentare i livelli minimi di accisa e ad ampliare l’ambito di applicazione della direttiva anche a nuovi prodotti contenenti nicotina. Il Parlamento europeo, tuttavia, potrebbe cercare di imprimere una direzione diversa al confronto legislativo.

Falcone spiega infatti che all’interno dell’assemblea si sta lavorando per individuare una linea più equilibrata tra gli obiettivi di salute pubblica e le conseguenze economiche e sociali della riforma. “Io e altri colleghi in Parlamento – continua Falcone – stiamo lavorando per un approccio più pragmatico. Ciò non significa, ovviamente, preferire il fumo alla tutela della salute, ci mancherebbe. Anzi, vogliamo evitare che aumenti indiscriminati favoriscano il mercato nero e prodotti non controllati“, Il riferimento è a uno dei timori più ricorrenti sollevati nel dibattito sulla revisione della Ted: l’eventualità che incrementi troppo rapidi e generalizzati della pressione fiscale possano incentivare il contrabbando e la diffusione di prodotti illegali, con conseguenze negative sia per la sicurezza dei consumatori sia per le entrate fiscali degli Stati membri. Un tema che negli ultimi anni è tornato al centro delle preoccupazioni di diversi governi europei, soprattutto nei Paesi di frontiera e in quelli dove il differenziale di prezzi con i mercati limitrofi è più marcato. Per questo, secondo Falcone, la riforma dovrebbe basarsi su criteri più aderenti alla realtà dei prodotti presenti sul mercato. “Preferiamo, invece, una riforma che sia rispondente alla realtà dei fattori di rischio di ciascun prodotto e che non sia influenzata da un approccio ideologico”. La necessità di aggiornare le regole europee sulla fiscalità del tabacco, del resto, è condivisa da molti osservatori. L’evoluzione del mercato, con la diffusione di nuovi prodotti a rischio ridotto e sistemi alternativi di consumo della nicotina, ha reso evidente l’inadeguatezza di un quadro normativo pensato in un contesto molto diverso da quello attuale. Tuttavia, proprio la definizione di come includere questi nuovi prodotti nella struttura delle accise rappresenta uno dei nodi più delicati della riforma. In conclusione Falcone riconosce che un intervento sia necessario, ma invita a evitare approcci rigidi. “La riforma serve, è vero, perché le tariffe vanno aggiornate, ma questo lavoro può e deve essere fatto, secondo me, con uno spirito di realtà, senza usare una logica punitiva che non aiuta nessuno“.
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