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Sigaretta elettronica e cancro, ritirato studio allarmistico per gravi errori

La revisione collegava vaping e tumori. La rivista la ritira per inesattezze metodologiche e incongruenze nei dati.

Una revisione di studi che collegava l’uso della sigaretta elettronica al cancro è stata ritirata per criticità sulla sua integrità metodologica, l’accuratezza e la validità scientifica. Il lavoro, intitolato “Evidence on vaping e-cigarettes as a risk factor for cancer: A systematic review”, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori brasiliani guidato da Guilherme Guedes de Oliveira della Portiguar University e pubblicato lo scorso luglio sul Journal of Cancer Policy. Ed è stato proprio il direttore della rivista che, dopo aver contattato gli autori e non aver ricevuto nessuna replica o spiegazione alle criticità sollevate, ha chiesto il ritiro dello studio perché non “soddisfa gli standard di accuratezza e affidabilità scientifica richiesti per la pubblicazione”.
La revisione di Guedes de Oliveira prendeva in esame dieci studi osservazionali, per un totale di circa 144 mila partecipanti, che valutavano l’associazione fra l’uso della sigaretta elettronica e il cancro. Sulla base della loro analisi ricercatori concludevano che svapare può essere associato a un aumento del rischio di alcuni tipo di cancro, compresi quelli al collo dell’utero e al seno. Conclusioni e risultati che oggi la stessa rivista che ha pubblicato la revisione, definisce inaffidabili, dopo “una valutazione dettagliata dell’articolo”, a causa di “numerosi gravi errori” individuati nel lavoro.
Le criticità che sono state riscontrate, citiamo dalla nota di ritiro, includono ma non si limitano a:

  • Deviazioni non dichiarate dal protocollo registrato e pubblicato, tra cui modifiche ai criteri di eleggibilità, all’inclusione dei disegni di studio, ai gruppi di confronto e agli strumenti di valutazione, senza un’adeguata e trasparente comunicazione.
  • Incongruenze tra la strategia di ricerca riportata e gli studi effettivamente inclusi, che compromettono la riproducibilità e la tracciabilità della base di evidenze.
  • Errata classificazione dei disegni di studio, inclusa la categorizzazione di studi su biomarcatori e studi trasversali come studi sull’incidenza del cancro.
  • Inclusione e valutazione qualitativa favorevole di uno studio che era stato precedentemente ritirato.
  • Contraddizioni interne e discrepanze numeriche nel numero di studi riportati, nelle dimensioni dei campioni e nei dati sugli esiti.
  • Conclusioni non supportate dall’evidenza eterogenea e metodologicamente limitata presentata”.

Nel loro insieme è stato ritenuto che queste problematiche compromettano la trasparenza, la coerenza e il rigore scientifico della revisione. “L’entità e la natura degli errori – conclude la nota della rivista – non consentono di avere fiducia nella validità delle analisi e delle conclusioni”. Visto anche il silenzio degli autori, il direttore ha quindi deciso di ritirare la revisione, scusandosi con i lettori per il fatto che tali problemi non siano stati individuati durante il processo di revisione e pubblicazione.
Dunque un altro studio scientifico inaccurato, o semplicemente falso, su presunti pericoli posti dall’uso della sigaretta elettronica, è stato ritirato. Ma c’è poco da festeggiare. Le notizie di questi passi indietro, se va bene, raggiungono solo gli addetti ai lavori, mentre il clamore mediatico di cui godono questi studi nel momento della pubblicazione arriva al grande pubblico. Arriva ai legislatori che magari elaboreranno leggi sulla base di suggestioni sbagliate. E arriva a quei fumatori che avrebbero potuto ridurre il danno da fumo passando al vaping e invece non lo faranno. Ci si chiede a cosa serva il processo di revisione degli studi scientifici, se poi lavori come questo (e tanti altri di cui vi abbiamo parlato in passato) raggiungono comunque la pubblicazione e solo tardivamente ci si accorge dei gravi difetti che ne invalidano le conclusioni. Le scuse del direttore, duole dirlo, purtroppo servono a poco.

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