L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 1° al 7 marzo

Ennesimo studio allarmistico condotto con metodologia errata, confondendo gli effetti del tabacco con quelli del vaping. Intanto la la Chiesa irlandese riforma la promessa della cresima inserendo anche la sigaretta elettronica.

Stati UnitiStudio: sigaretta elettronica e ipertensione, ma gli esperti frenano sull’allarme
Dibattito e critiche suscita un nuovo studio pubblicato su The American Journal of Physiology – Heart and Circulatory Physiology, firmato da Douglas Corsi della Rutgers Robert Wood Johnson Medical School (negli Usa) e Andrew Agbaje dell’Università della Finlandia orientale. La ricerca si focalizza sui possibili effetti cardiovascolari dello svapo e giunge alla conclusione che il fumo e l’uso della sigaretta elettronica sono associati a maggiori probabilità di avere pressione alta o ipertensione rispetto al non uso della nicotina. Lo studio è intitolato “Tobacco and electronic cigarette use with hypertension and the mediating effect of dyslipidemia – the Nhanes study” e  ha analizzato i dati di 6.262 adulti Usa tra il 2021 e il 2023. L’esito contraddice una vasta letteratura precedente e dunque non potevano mancare le osservazioni critiche da una parte della stessa comunità scientifica. Innanzitutto sul metodo: fumatori e svapatori sono stati fusi in un’unica categoria, rendendo il confronto con i non utilizzatori poco chiaro. Tra i pareri contrari quelli di Jamie Brown, direttore del Tobacco and Alcohol Research Group dell’University College London, il quale nota che l’aumento di rischio per chi usa solo e-cigarette è modesto, intorno al 5%, contro oltre il 40% per i fumatori, di Nicola Lindson del Nuffield Department of Primary Care Health Sciences dell’Università di Oxford e Peter Hajek, direttore della Health and Lifestyle Research Unit alla Queen Mary University di Londra. I tre scienziati concordano: le conclusioni di questo studio rischiano di confondere gli effetti del tabacco con quelli del vaping. L’approfondimento su questo studio nelle pagine di Sigmagazine.

Sigaretta elettronica e ipertensione, lo studio che mescola le carte

 

SpagnaI socialisti puntano a restringere la vendita di e-cig e sacchetti di nicotina
Il Partito socialista spagnolo (Psoe) ha presentato al Congresso una proposta non legislativa per limitare in modo drastico la vendita di sigarette elettroniche e sacchetti di nicotina (pouch), con obiettivo dichiarato sulla tutela dei giovani. Il testo mira a vietare il commercio elettronico e a impedire la distribuzione di questi prodotti nei punti vendita generalisti, confinandola ai soli negozi autorizzati. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di controllo dell’accesso ai prodotti a nicotina. Secondo i socialisti, l’obiettivo è porre fine all’attuale mancanza di controllo nella commercializzazione, che favorirebbe evasione fiscale e violazioni delle norme sanitarie e ambientali.

 

IranTensioni e guerra dei cieli spingono in alto i costi del vaping
Le tensioni militari in Medio Oriente legate all’Iran stanno mettendo sotto pressione anche la logistica globale delle sigarette elettroniche, colpendo in particolare le rotte aeree tra Cina ed Europa, che erano appena riprese dopo il Capodanno lunare. È saltato il consueto calo stagionale delle tariffe: le spedizioni Cina-Europa restano attorno ai 30 yuan al chilogrammo, circa 4 dollari, un livello che di fatto equivale a un aumento dei costi per gli esportatori di e-cig in una fase di margini già compressi. Per il momento le rotte verso gli Stati Uniti, meno dipendenti dagli hub mediorientali e servite anche da charter diretti di compagnie cinesi, risultano relativamente stabili, ma gli operatori avvertono che l’effetto Iran potrebbe propagarsi anche a questi collegamenti. In assenza di un rapido allentamento delle tensioni geopolitiche, la filiera internazionale dello svapo deve quindi prepararsi a una fase prolungata di volatilità logistica.

Crisi in Medio Oriente: la guerra nei cieli pesa anche sulle sigarette elettroniche

 

IrlandaLa Chiesa aggiorna la promessa della cresima e include il divieto di vaping
La Conferenza episcopale irlandese ha aggiornato il tradizionale “Confirmation Pledge Programme”, il percorso educativo e spirituale rivolto ai ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima (Confirmation) in Irlanda, inserendo esplicitamente la sigaretta elettronica tra i comportamenti da evitare insieme al fumo e all’alcol. Il nuovo impegno invita i giovani a scegliere uno stile di vita sano e ad astenersi dal vaping almeno fino ai 18 anni. Si parla apertamente di “crisi dello svapo” tra adolescenti, di pressioni sociali, di scelte sbagliate che possono compromettere il futuro. Su Sigmagazine, oltre alla notizia, un commento sull’iniziativa della Chiesa irlandese.

La Chiesa d’Irlanda riscrive la promessa della cresima: “No alla sigaretta elettronica”

 

GlobalIl modello svedese rilancia le critiche alle strategie dell’Oms sulle alternative a rischio ridotto
Il modello svedese nella lotta al fumo è il cavallo di battaglia con cui un gruppo di esperti internazionali riaccende il confronto con l’Organizzazione mondiale della sanità sulle strategie di riduzione del danno. Gli scienziati accusano l’Oms di ignorare il contributo delle alternative non combustibili al calo dei fumatori. Secondo i critici, equiparare lo svapo o le bustine di nicotina alle sigarette tradizionali confonde i consumatori e ostacola politiche più efficaci. Lo sguardo è rivolto verso Stoccolma: in Svezia, dove la prevalenza di fumatori quotidiani è prossima al 5%, la diffusione di prodotti a rischio inferiore viene indicata come fattore decisivo per il successo. Delon Human, alla guida dell’iniziativa Smoke Free Sweden, invita a distinguere chiaramente tra tabacco combustibile e opzioni meno nocive e ricorda allo stesso tempo che la tutela dei minori resta un punto imprescindibile, da garantire con regole mirate e controlli efficaci. Accesso per gli adulti, difesa per i minori: è il modello svedese ad essere vincente, non la politica dell’Oms.

Lotta al fumo: la strategia svedese mette in discussione la linea dell’Oms

 

BielorussiaLukashenko rinuncia al bando e punta su controlli più severi
Il governo di Minsk ha deciso di non vietare le sigarette elettroniche, puntando invece su controlli più rigidi (una specialità della casa, purtroppo anche in altri ambiti) per contenere il mercato illegale e recuperare entrate fiscali. La Bielorussia ha comunque respinto il proibizionismo, ritenendo che un divieto assoluto favorirebbe il contrabbando dai Paesi vicini e ridurrebbe la sicurezza dei consumatori. La riforma introduce licenze più selettive per produzione e importazione, limitando il numero di operatori autorizzati. Secondo le stime ufficiali sul mercato illecito, oltre il 70% dei dispositivi usa e getta entrerebbe illegalmente nel Paese, con perdite fino a 130 milioni di rubli l’anno. I negozi al dettaglio resteranno operativi, ma soggetti a controlli più frequenti e sanzioni più pesanti. Un nuovo disegno di legge in discussione prevede infine pene aggravate per la vendita ai minori.

Sigarette elettroniche, la Bielorussia sceglie la regolamentazione al posto del bando

 

GermaniaL’ipotesi sulla nuova stretta fiscale sul tabacco divide: associazione animalista lancia accusa di ipocrisia
I partiti di governo (Cdu, Csu e Spd) hanno proposto un aumento delle tasse sul tabacco per compensare il previsto deficit miliardario delle casse sanitarie pubbliche nel 2027. Ogni anno in Germania il fumo causa 131 mila morti e genera costi stimati in 100 miliardi di euro tra spese mediche e perdite economiche. La misura, accolta con favore dai sostenitori della prevenzione, riapre però il dibattito sulla coerenza fiscale tra salute e consumi. Peta Deutschland, l’organizzazione tedesca per i diritti degli animali, definisce “ipocrita” colpire solo il tabacco e non la carne, che pure incide su malattie e costi ambientali. Per il settore del vaping, la revisione potrebbe preludere a nuovi adeguamenti fiscali anche sui prodotti a rischio ridotto.

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