L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 15 al 21 marzo

La consueta carrellata settimanale di notizie dal vaping di tutto il mondo.

Stati UnitiI dati del Nyts 2025 confermano il calo vaping tra i minori, ma la notizia è diffusa senza enfasi
La Food and Drug Administration ha pubblicato – in verità senza clamore – i dati dell’indagine annuale che misura il consumo di prodotti a base di nicotina tra studenti delle scuole medie e superiori negli Stati Uniti, il National Youth Tobacco Survey (Nyts) 2025. Sono numeri importanti, perché registrano un netto calo dell’uso di sigarette elettroniche tra gli adolescenti americani, sceso al 5,9% nel 2024 contro il 27,5% del 2019 ma anche il 7,7% del 2023. Il dato smentisce l’allarme sull’epidemia di vaping giovanile, mostrando anche un uso marginale di nicotine pouch, al 2,3% tra gli studenti delle superiori, e un record minimo di fumo tradizionale all’1,4%. Una notizia che dovrebbe essere accolta con soddisfazione dalle autorità sanitarie e dalle organizzazioni impegnate nella lotta al tabagismo è invece passata quasi inosservata: l’Fda ha diffuso i risultati caricando semplicemente sul sito i dati grezzi online, senza alcuna enfasi e senza emettere uno straccio di comunicato stampa. La stravaganza non è passata inosservata: perché – per citare chi di segreti politici ne capiva qualcosa – a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Usa: vaping ancora in calo fra i minori ma l’Fda non lo dice a nessuno

 

Stati UnitiLa svolta di Oklahoma: apre alle e-cig nelle carceri per arginare il contrabbando
Le carceri dell’Oklahoma saranno le prime negli Stati Uniti a consentire ai detenuti l’acquisto di sigarette elettroniche monouso e bustine di nicotina tramite lo spaccio interno, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il mercato nero e la violenza collegata ai debiti di contrabbando. La svolta, annunciata dal Dipartimento di Correzione dello Stato, segna un cambio di approccio: non è la nicotina il problema, ha spiegato il direttore Justin Farris, ma l’economia illegale che si sviluppa attorno ai prodotti vietati, a partire dal tabacco combusto bandito dal 2006 ma ancora largamente introdotto clandestinamente. I detenuti potranno comprare solo dispositivi forniti dall’amministrazione – sigarette elettroniche usa e getta non ricaricabili oppure bustine di nicotina da utilizzare oralmente – senza possibilità di introdurre articoli dall’esterno, e i costi saranno coperti interamente dagli acquirenti, senza oneri per i contribuenti. La disponibilità di nicotina in forme regolamentate viene presentata anche come strumento per allontanare i detenuti dal fumo tradizionale, abbassare irritabilità e tensioni e togliere terreno ai traffici illegali interni.

Tabacco vietato, sigarette elettroniche consentite: la svolta nelle carceri americane

 

BrasileRitira la revisione allarmistica su e-cig e rischio cancro
Una revisione che collegava sigaretta elettronica e cancro è stata ritirata dal Journal of Cancer Policy per gravi criticità metodologiche e di affidabilità scientifica. Il lavoro, intitolato “Evidence on vaping e-cigarettes as a risk factor for cancer: A systematic review”, firmato da Guilherme Guedes de Oliveira e colleghi della Portiguar University, passava in rassegna dieci studi osservazionali su circa 144 mila partecipanti e concludeva per un possibile aumento del rischio di alcuni tumori, come quelli del collo dell’utero e del seno. Dopo una valutazione dettagliata dell’articolo, la rivista ha rilevato numerosi errori gravi, incongruenze tra la strategia di ricerca e gli studi inclusi, contraddizioni interne e discrepanze numeriche su campioni ed esiti. Elementi che, secondo lo stesso direttore che l’aveva pubblicato, minano trasparenza, coerenza e rigore scientifico tanto da non consentire più fiducia nella validità delle analisi e delle conclusioni. Da qui il ritiro della revisione con tanto di scuse ai lettori. Ma questa marcia indietro – la cui notizia nel migliore dei casi raggiungerà solo gli addetti ai lavori – non ripaga del clamore mediatico che questo studio errato e allarmistico aveva riscosso al momento della pubblicazione.

Sigaretta elettronica e cancro, ritirato studio allarmistico per gravi errori

 

BhutanIl “Regno della felicità” rivede la legge sul tabacco per regolamentare il boom del vaping
Il Consiglio Nazionale del Bhutan, la camera alta del parlamento, e l’Autorità bhutanese per alimenti e farmaci (la Bhutan Food and Drug Authority, Bfda) stanno rivedendo il Tobacco Control Act per regolamentare meglio sigarette elettroniche e nicotina sintetica, dopo l’impennata registrata di importazioni e uso giovanile. I dati commerciali mostrano un aumento delle importazioni di e-cig da 994 unità nel 2022 a 448.086 nel 2025, per un valore di 48,5 milioni di ngultrum (pari a 533.000 dollari). Le modifiche chiariranno i controlli, introdurranno limiti di nicotina e sicurezza per i prodotti, rafforzeranno le tutele per i minori e uniformeranno le sanzioni per importatori e rivenditori. Il Bhutan, spesso descritto come il “Regno della felicità” per aver adottato la Felicità interna lorda (Fil) come indice di progresso nazionale al posto del Pil, è stato anche il primo Stato al mondo a bandire completamente la vendita e il consumo di tabacco nei luoghi pubblici nel 2004.

Bulgaria Stop totale alle sigarette elettroniche monouso, l’Ue dà il via libera al divieto
La Bulgaria diventa il terzo Paese dell’Unione europea, dopo Francia e Belgio, a vietare vendita e distribuzione delle e-cig usa e getta, con il via libera della Commissione europea. La decisione, pubblicata lo scorso 16 marzo, avvia un periodo di tre mesi entro il quale questi prodotti dovranno essere progressivamente ritirati dal mercato nazionale. Il provvedimento, adottato nel rispetto della direttiva europea sui prodotti del tabacco, è stato giustificato con il forte aumento dell’uso di dispositivi da svapo tra i più giovani: secondo i dati citati dalle autorità, circa un quarto degli studenti tra i 13 e i 15 anni ne fa uso. Rilevante anche l’impatto ambientale, dovuto alla produzione di rifiuti come plastica e batterie.

Sigarette elettroniche monouso proibite totalmente anche in Bulgaria

 

Australia Vaping fuori controllo, il divieto alimenta il mercato illegale
La storia sembra non insegnare nulla e quella del proibizionismo è una lunga serie di fallimenti. Non fa eccezione il caso del vaping in Australia, dove oltre il 95% delle sigarette elettroniche circola fuori dai canali legali. L’approccio securitario del governo sta favorendo l’espansione del mercato nero e anche la nuova stretta annunciata, con pene più severe e poteri investigativi ampliati, rischia di intervenire sugli effetti più che sulle cause. I dati ufficiali mostrano un quadro significativo, con più della metà del tabacco venduto illegale e un mercato nero dello svapo stimato in circa 1,6 miliardi di dollari australiani. Parallelamente i profitti della criminalità organizzata oscillano tra 4,1 e 6,9 miliardi, mentre le perdite fiscali possono superare gli 11 miliardi. Per il settore del vaping, l’eccessiva compressione dell’offerta legale ha creato uno spazio rapidamente occupato da reti illegali sempre più strutturate e difficili da controllare. Il confronto con la Nuova Zelanda, che ha adottato una regolamentazione orientata alla riduzione del danno, evidenzia come un mercato legale possa garantire maggiore tracciabilità e controllo.

Australia fuori controllo: il vaping vietato arricchisce la criminalità

 

Regno UnitoEccessivo il licenziamento per svapo, Nestlé condannata al risarcimento
Un tribunale del lavoro britannico ha riconosciuto un risarcimento di 22.200 sterline a Luke Billings, tecnico operativo Nestlé licenziato per aver presumibilmente svapato nei bagni dello stabilimento di Hatton, in seguito a un allarme antincendio e all’evacuazione dell’impianto. I giudici hanno ritenuto che, pur avendo l’azienda motivi ragionevoli per sospettare una violazione delle regole interne, il licenziamento per presunta grave infrazione disciplinare fosse sproporzionato rispetto a un episodio isolato in una carriera fino ad allora senza rilievi. Il tribunale ha sottolineato che la decisione era dipesa in larga parte dal mancato riconoscimento di responsabilità e dalle mancate scuse del dipendente, chiarendo però che il rifiuto di ammettere la colpa non costituisce di per sé condotta illecita. È emerso inoltre che non esisteva una norma aziendale esplicita che qualificasse l’uso della sigaretta elettronica nei bagni come motivo di licenziamento per giusta causa, elemento che ha pesato nella valutazione dell’equità del provvedimento.

UK: licenziamento per svapo giudicato eccessivo, scatta il risarcimento

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