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Sigaretta elettronica, Tyndall: “Così si salva la vita dei fumatori”

Il medico canadese invita a sostituire il fumo con il vaping e critica l’Ue: rischio passo indietro nelle politiche antifumo.

Come medico, è un imperativo etico dire alle persone che non c’è più alcun bisogno di fumare. Esiste qualcosa di meglio del fumo e non ti ucciderà”. Si riferisce alla sigaretta elettronica Mark Tyndall, medico canadese docente di medicina presso la School of Population and Public Health dell’Università della British Columbia, esperto internazionale di salute pubblica con una lunga esperienza nel campo delle dipendenze. Con unintervista a EUNews, rilasciata a latere del World Nicotine Congress che si è svolto nei giorni scorsi nella capitale belga, Tyndall riassume una posizione sempre più diffusa tra gli specialisti: la lotta al tabagismo passa oggi soprattutto attraverso l’adozione di alternative considerate meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali. E proprio perché arriva da Bruxelles, il suo messaggio mette in guardia contro gli ultimi orientamenti delle politiche europee, che rischiano di far compiere ai Paesi dell’Unione pericolosi passi indietro nel campo della lotta al fumo.

Mark Tyndall

Il medico canadese, che l’anno scorso ha dato alle stampe un volume intitolato “Vaping: Behind the Smoke and Fears”, guarda soprattutto agli esempi di Regno Unito e Svezia, indicati come Paesi all’avanguardia nella riduzione del consumo di tabacco. Secondo Tyndall, le sigarette elettroniche sono state progettate proprio con l’obiettivo di sostituire il fumo combusto, eliminando molte delle sostanze chimiche responsabili delle principali patologie legate al tabacco. “È impossibile che il vaping causi tumori ai polmoni, ictus e infarti”, ha affermato, sottolineando come il vero problema sanitario resti il consumo di sigarette tradizionali. In questo contesto, giudica “ridicolo” che persistano campagne fortemente critiche nei confronti dello svapo mentre il fumo continua a essere diffuso.
Il cambiamento, secondo l’esperto, è già in atto e procede rapidamente. “Il 2025 è stato il primo anno in cui nel Regno Unito il consumo di sigarette elettroniche ha superato quello delle sigarette tradizionali”, ha spiegato, prevedendo che nel giro di pochi anni “l’80 per cento dei fumatori utilizzerà sigarette elettroniche e il 20 per cento continuerà a fumare sigarette”. Una trasformazione che, a suo avviso, riflette anche l’accumularsi di evidenze scientifiche. “Le ricerche dimostrano l’efficacia dello strumento – commenta – siamo arrivati al punto in cui possiamo dire che il vaping è sicuro”, ha dichiarato. Nel suo intervento, l’esperto ha anche indicato la Svezia come “un esempio unico”, capace di dimostrare come strategie basate sulla riduzione del danno possano portare risultati significativi. Il modello svedese, insieme a quello britannico, viene così proposto come riferimento per altri Paesi che intendono accelerare il declino del tabagismo.
Tyndall ha espresso, invece, grande preoccupazione per l’orientamento delle politiche europee, che paiono impermeabili a questi sviluppi. Le possibili modifiche alla direttiva sui prodotti del tabacco rischierebbero, secondo lui, di non tenere conto dei dati disponibili né dell’impatto concreto sulle persone. “L’Unione Europea non sta considerando i fatti né le conseguenze delle sue decisioni”, ha detto, aggiungendo che “sta facendo un passo indietro sul fumo”. Una critica che si estende anche alla questione fiscale: “Dato che il vaping è più sicuro del 95 per cento, credo che le tasse dovrebbero essere più basse del 95 per cento”. “Oggi è il fumo che uccide le persone”, ha insistito Tyndall.
L’esperto canadese ha subito incassato il sostegno dell’associazione Smoke Free Sweden. Il suo direttore Delon Human, medico e già segretario generale della World Medical Association, ha commentato: “Tyndall sta dicendo ciò che le evidenze dimostrano da anni: il problema è il fumo. In sostanza, più velocemente sostituiamo le sigarette con alternative meno dannose, più vite salviamo”. E, accodandosi al medico canadese nel sottolineare i successi di Svezia e Regno Unito, Human ha concluso: “Quando alle persone viene dato accesso a opzioni più sicure, le utilizzano. I decisori politici europei dovrebbero seguire queste evidenze”.

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