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Caos Corea del Sud, rinviate le nuove norme sulle sigarette elettroniche

Seul sposta di due mesi l'entrata in vigore della stretta regolatoria, creando disordini e incertezza fra gli operatori.

Il calendario del vaping in Corea del Sud subisce una brusca frenata con uno slittamento improvviso della stretta regolatoria: l’entrata in vigore delle nuove norme, inizialmente fissata al 24 aprile, è stata rinviata al 23 giugno dal ministero della Salute, allungando la fase di incertezza per amministrazioni locali e operatori del settore. La misura riguarda la revisione del Tobacco Business Act, che inquadra le sigarette elettroniche alla stregua dei prodotti del tabacco e include anche la nicotina sintetica nel perimetro della normativa.
Il nuovo impianto legislativo estende il controllo pubblico lungo tutta la filiera. Produttori e importatori dovranno ottenere autorizzazioni governative, effettuare le registrazioni richieste a livello locale e adeguarsi agli obblighi fiscali previsti, pur beneficiando di una riduzione temporanea del 50% delle imposte per due anni. Ma i problemi organizzativi sono più complicati di quanto le autorità governative pensassero. I rivenditori devono tutti ottenere licenze come esercenti di tabacco e gli stessi funzionari ministeriali non hanno ancora risolto il problema di come inquadrare i nuovi “analoghi della nicotina” non ancora formalmente classificati. C’era poi il problema dei prodotti già presenti in magazzino prima della nuova data e ora con lo slittamento è stato previsto un periodo di tolleranza, così da consentire lo smaltimento delle giacenze senza un’applicazione immediata delle restrizioni.
Sul terreno, la proroga ha creato disordine, malumori e un quadro disomogeneo. Alcuni comuni hanno continuato con i controlli già avviati preventivamente, altri hanno preferito sospenderli, mentre la capitale Seul, che aveva già avviato una macchina amministrativa dedicata prima della scadenza originaria, ora non sa che fare. Nella capitale sono state condotte ispezioni diffuse, comprese quelle sui distributori automatici e nei giorni precedenti al 24 aprile erano state intensificate anche le campagne di sensibilizzazione pubblica. Con il rinvio, tutta l’organizzazione dovrà essere riallineata alla nuova tempistica. Resta aperto, intanto, un nodo applicativo che preoccupa le autorità locali: la verifica delle date di produzione dei prodotti, elemento considerato decisivo per distinguere le scorte interessate dalla nuova disciplina. I funzionari parlano di una cornice ancora ambigua, destinata a complicare i controlli anche dopo il 23 giugno.
Sul fronte delle misure sostanziali, la riforma introduce un pacchetto ampio di vincoli per il settore. È vietata la vendita ai minori, con sanzioni fino a 5 milioni di won, pari a circa 3.375 euro, e vengono limitate promozioni, modifiche dei prodotti destinate alla rivendita e uso nelle aree smoke-free, dove le multe possono arrivare a 100.000 won, circa 67 euro. Sono previsti anche avvisi sanitari grafici, dichiarazione degli ingredienti e test periodici sulle sostanze nocive. Come già citato, i punti vendita dovranno ottenere licenze analoghe a quelle richieste ai rivenditori di tabacco. Per il ministero, la revisione costruisce una rete di prevenzione in linea con gli standard della Convenzione quadro sul controllo del tabacco, ma la nuova legge – nel momento in cui entrerà finalmente in vigore fra due mesi – segnerà un passaggio rilevante per il mercato coreano del vaping.

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