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Considerare erroneamente le sigarette elettroniche dannose quanto quelle tradizionali può spingere alcuni giovani adulti a smettere del tutto di usare nicotina, ma allo stesso tempo può aumentare la probabilità che altri passino alle sigarette combustibili o ad altri prodotti del tabacco. È questa la principale conclusione dello studio “Association Between Perceived Relative Harm of Electronic Cigarettes Vs. Cigarettes on Nicotine or Tobacco Use Patterns in Young Adults: Findings from the PATH Study”, pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research e firmato da Catherine S. Nagawa, Erin A. Vogel, Veronica L. Richards e Amy M. Cohn, tutti dello Stephenson Cancer Center presso la University of Oklahoma Health Sciences.
La ricerca parte da un contesto in evoluzione: negli ultimi anni la percezione pubblica dei rischi legati alle sigarette elettroniche è cambiata, spesso in senso più negativo. Se inizialmente erano viste da molti come un’alternativa meno dannosa al fumo tradizionale, oggi una quota crescente di giovani adulti tende a considerarle equivalenti o comunque non significativamente più sicure. Gli autori si sono chiesti quali conseguenze concrete possa avere questo cambiamento di percezione sui comportamenti di consumo.
Per rispondere, lo studio ha analizzato in modo prospettico i dati di 2.180 giovani adulti tra i 18 e i 24 anni, tutti utilizzatori recenti di prodotti a base di nicotina o tabacco, provenienti dal grande studio statunitense Path (Population Assessment of Tobacco and Health). La percezione del danno relativo tra sigarette elettroniche e sigarette tradizionali è stata rilevata nel 2021, mentre i comportamenti di consumo sono stati osservati tra il 2022 e il 2023. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: chi riteneva le e-cig meno dannose e chi invece non le considerava tali. Quest’ultimo gruppo, che rappresentava il 69,4% del campione, ha mostrato pattern di consumo significativamente diversi nel follow-up. In particolare, rispetto a chi percepiva una riduzione del danno, questi giovani avevano una probabilità maggiore di non utilizzare alcun prodotto nel mese precedente, ma anche di fumare esclusivamente sigarette tradizionali o di utilizzare altri prodotti del tabacco.
Questo doppio effetto è il punto centrale dello studio. Da un lato, l’idea che le sigarette elettroniche non siano meno dannose può scoraggiare l’uso complessivo di nicotina, favorendo l’astinenza. Dall’altro, però, la stessa convinzione può ridurre il vantaggio percepito del passaggio alle e-cig, spingendo alcuni individui verso prodotti combustibili, notoriamente più dannosi, oppure verso altri prodotti del tabacco. Gli autori sottolineano quindi una dinamica complessa e potenzialmente controintuitiva: messaggi o credenze che intendono mettere in guardia sui rischi delle sigarette elettroniche potrebbero avere effetti divergenti a seconda dei soggetti. In alcuni casi promuovono comportamenti più salutari, in altri rischiano di favorire scelte peggiori dal punto di vista sanitario.
In termini di salute pubblica, questi risultati suggeriscono la necessità di una comunicazione più equilibrata e mirata. Non si tratta solo di informare sui rischi assoluti dei diversi prodotti, ma anche di considerare come le percezioni relative influenzino le decisioni individuali. Comprendere meglio i fattori che modellano queste credenze diventa cruciale per evitare effetti indesiderati e per sostenere strategie di riduzione del danno realmente efficaci tra i giovani adulti ed evitare di commettere rovinosi autogol nel campo della salute pubblica.



