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Nel 2025 in Italia fumatori, utilizzatori di sigarette elettroniche e consumatori di altri prodotti alternativi raggiungono quota 13 milioni, pari al 26,5% della popolazione, con una crescita trainata soprattutto dalle e-cig mentre il tabacco tradizionale resta dominante ma in progressivo calo. È quanto emerge dalla terza edizione dello studio realizzato da Logista con Ipsos Doxa sul mercato legale e illegale del comparto. Il dato più dinamico riguarda proprio le sigarette elettroniche che continuano a guadagnare terreno: gli utilizzatori passano dal 16% del 2023 al 27,1% del 2025, circa 3,5 milioni di persone. Parallelamente il mercato si consolida anche in termini economici, con un valore di 1,8 miliardi di euro, mentre cresce l’attenzione sul fronte dell’illegalità che, secondo la ricerca, per le e-cig si concentra soprattutto dalle piattaforme social, canale da cui proviene il 61% degli acquisti irregolari. Nonostante questo, il valore complessivo del mercato illecito resta stabile al 4,8% (circa 1,2 miliardi), anche grazie a un parziale rientro nella legalità proprio delle sigarette elettroniche. A incidere è anche la scarsa conoscenza delle norme: il 40% degli utilizzatori non è a conoscenza del divieto di vendita online dei prodotti con nicotina entrato in vigore nel 2025, mentre solo il 15% si considera ben informato.
Più in generale, l’utilizzo di canali non ufficiali coinvolge il 13,8% dei consumatori, pari a 1,8 milioni di persone, con un impatto stimato in 690 milioni di euro di mancate entrate fiscali, 630 milioni di perdita di fatturato e circa 5.900 posti di lavoro a rischio. Il danno erariale si divide ormai in modo equilibrato tra prodotti tradizionali ed e-cig, segno del peso crescente delle nuove categorie. Resta comunque centrale il tabacco tradizionale, che rappresenta l’80,1% dei consumi, circa 10,5 milioni di persone, e genera la quota principale del mercato con 18,3 miliardi di euro su un totale di 24,5 miliardi. Tuttavia il trend è in discesa rispetto agli anni precedenti, quando la quota era all’87% nel 2023 e all’85,5% nel 2024. Diverso anche il profilo dell’illegalità: nel caso delle sigarette tradizionali circa due terzi delle vendite irregolari avvengono ancora attraverso canali fisici. Sul fronte normativo, il dibattito si concentra sulla revisione della direttiva europea sulle accise. “Prodotti meno rischiosi devono poter contare su una minore pressione fiscale, insieme a un contrasto efficace all’illegalità”, ha dichiarato l’eurodeputato Marco Falcone (Forza Italia), sottolineando la necessità di una proposta equilibrata. Più critico Gaetano Pedullà (M5S), secondo cui le nuove regole “rischiano di distribuire gli oneri in modo iniquo tra i Paesi, penalizzando l’Italia”. Secondo le stime di Logista, un aumento della tassazione sul tabacco tradizionale potrebbe generare oltre 1 miliardo di euro di minori entrate fiscali e ulteriori 500 posti di lavoro a rischio. “I risultati evidenziano l’impatto dell’illegalità, ma anche l’efficacia delle attività di controllo”, ha spiegato il vicepresidente Logista Federico Rella, aggiungendo che i rincari ipotizzati “potrebbero determinare impatti rilevanti sul sistema economico”.
Dalla politica arriva un richiamo alla collaborazione. “Il contrasto al mercato illegale è una responsabilità condivisa”, ha affermato la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli (Forza Italia), evidenziando come la difesa dei canali ufficiali tuteli consumatori e imprese. Sulla stessa linea Marco Osnato (Fratelli d’Italia), che parla di “settore dinamico” ma segnala la necessità di nuovi interventi contro l’illegalità. Se oggi il tabacco tradizionale resta ancora maggioritario, la traiettoria dei consumi racconta però un cambio di paradigma già in atto: mentre le sigarette elettroniche crescono a doppia cifra e conquistano nuove fasce di utenti, il fumo classico arretra anno dopo anno. Più che una semplice alternativa, le e-cig si stanno configurando come il vero motore di trasformazione del settore, destinate a ridisegnare gli equilibri del mercato fino a superare progressivamente il consumo tradizionale.



