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“I governi dovrebbero attuare politiche che incentivino i fumatori a passare ad alternative meno dannose, anche se inizialmente diventano utilizzatori duali. Riconoscendo l’uso duale come parte del percorso di cessazione, i decisori politici possono sviluppare strategie per supportare meglio i fumatori nella riduzione del danno, in particolare quelli più vulnerabili. I legislatori possono sostenere più efficacemente la transizione dalle sigarette tradizionali e ridurre il peso complessivo del fumo sulla salute pubblica integrando misure fiscali, regolatorie e di sensibilizzazione”.
Sono queste le conclusioni dello studio spagnolo “Assessing dual nicotine use in Spain: Transition to cessation or sustained consumption?”, firmato da Alfredo Cabezas-Ares, Fernando Pinto-Hernández e María Jesús Delgado-Rodríguez della Universidad Rey Juan Carlos e pubblicato sulla rivista Research in Economics. La ricerca analizza il comportamento di 1329 consumatori di nicotina in Spagna, con l’obiettivo di comprendere se l’uso duale tra sigarette tradizionali e alternative meno dannose, nello specifico sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco, rappresenti una fase di transizione o una condizione stabile. Al centro dell’analisi infatti, c’è il ruolo di questi nuovi prodotti che, si legge nello studio, “possono essere un’alternativa adeguata e meno dannosa e uno strumento di cessazione per i fumatori”. I critici tuttavia, argomentano gli autori, esprimono preoccupazione per il rischio di diffusione tra i non fumatori e proprio per l’uso duale. Per questo la ricerca ritiene fondamentale esaminare questo comportamento.
I risultati dello studio mostrano che la grande maggioranza dei consumatori inizia con le sigarette tradizionali, ma quando introduce dispositivi elettronici tende progressivamente a ridurne l’uso. L’adozione della e-cigarette non comporta quindi un aumento del consumo complessivo, bensì una sostituzione graduale, con una diminuzione sia della frequenza sia dell’intensità del fumo. Un elemento particolarmente rilevante riguarda proprio l’uso duale, che emerge come una fase intermedia nel percorso dei fumatori. I dati longitudinali raccolti su un periodo di cinque anni indicano che chi utilizza contemporaneamente sigarette e dispositivi elettronici tende nel tempo a spostarsi verso le alternative non combustibili, riducendo anche il consumo totale di nicotina. Questo suggerisce che la sigaretta elettronica può contribuire a un processo di disassuefazione graduale, anche in assenza di un’intenzione immediata di smettere.
Dal punto di vista motivazionale, solo una parte degli utenti dichiara esplicitamente di utilizzare la sigaretta elettronica o il riscaldatore di tabacco per smettere o ridurre il fumo. Tuttavia, l’effetto complessivo osservato indica che il passaggio a questi dispositivi produce comunque una riduzione del danno, grazie alla diminuzione dell’esposizione alle sostanze tossiche generate dalla combustione del tabacco. In questo senso, la e-cigarette si configura come uno strumento pragmatico, capace di accompagnare i fumatori lungo un percorso di cambiamento progressivo. Lo studio evidenzia inoltre l’importanza del contesto normativo. Una quota significativa degli intervistati afferma che prenderebbe in considerazione la cessazione del fumo in presenza di modifiche fiscali o regolatorie. Questo dato suggerisce che politiche differenziate, basate sul diverso profilo di rischio dei prodotti, potrebbero incentivare ulteriormente la transizione verso alternative meno dannose come la sigaretta elettronica.
La ricerca spagnola, in sintesi, indica che l’uso dei prodotti alternativi riguarda principalmente i chi già è fumatore e, in questa prospettiva, la sigaretta elettronica appare non come una porta d’ingresso e più come uno strumento di uscita dal fumo tradizionale. I risultati invitano quindi a riconsiderare il significato dell’uso duale e a riconoscerlo come parte di un percorso dinamico, in cui le alternative non combustibili possono svolgere un ruolo significativo nella riduzione del danno e nel miglioramento della salute pubblica.



