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Regno Unito – Una generazione senza fumo: stretta storica su tabacco (e vaping)
Il parlamento britannico ha approvato in via definitiva il Tobacco and Vapes Bill, che vieta a chi è nato dal 1° gennaio 2009 l’acquisto legale di tabacco per tutta la vita. La misura, ora in attesa dell’assenso reale, punta a creare una generazione senza fumo e segna una delle riforme più dure degli ultimi anni anche per il comparto del vaping. Nel testo rientrano infatti nuovi vincoli su pubblicità, aromi e packaging delle sigarette elettroniche, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’appeal sui più giovani. Il governo vuole inoltre ampliare le aree smoke-free e vape-free e introdurre una licenza obbligatoria per i rivenditori di tabacco e prodotti da inalazione. La legge, che avrà effetto graduale, prevede che l’età minima di vendita del tabacco salga di anno in anno fino a escludere in modo permanente le nuove generazioni dal mercato legale. Il provvedimento ha raccolto un ampio sostegno politico e sanitario, ma alcuni rappresentanti di industria e commercio del vaping temono effetti controproducenti su chi utilizza le e-cig per smettere di fumare o per la crescita del mercato illecito.
Regno Unito: mai più tabacco per i nati dopo il 2008, stretta anche sul vaping
Canada – Revisione: e-cig con nicotina favoriscono astinenza e riduzione del fumo
Le sigarette elettroniche con nicotina sostengono la cessazione e riducono il consumo di sigarette tra i fumatori abituali, con effetti già nel breve periodo e mantenuti nel tempo. È quanto emerge dalla revisione sistematica e meta-analisi “A systematic review and meta-analysis of the association between e-cigarette use and cigarette abstinence or changes in continued cigarette smoking among individuals who smoke cigarettes”, firmata da Mimi M. Kim, Isabella Steffensen, Red D. Miguel, Tanja Babic e Julien Carlone della canadese Thera-Business. Analizzando oltre 8.400 studi tra il 2007 e il 2022 con meta-analisi secondo gli standard Amstar 2 e Prisma, gli autori rilevano un’efficacia delle e-cig almeno comparabile alle terapie sostitutive della nicotina e superiore al solo supporto comportamentale in termini di astinenza a 3, 6 mesi e nei follow-up più lunghi. Le meta-analisi evidenziano inoltre una riduzione significativa delle sigarette giornaliere anche tra chi non smette, con benefici stabili nel tempo. Nel complesso, la revisione rafforza il ruolo delle e-cig come strumento di riduzione del danno e alternativa meno dannosa al fumo combusto, una considerazione che vale anche nei casi in cui non si raggiunga una completa cessazione. La revisione è stata pubblicata su Harm Reduction Journal.
Sigarette elettroniche efficaci: più astinenza e meno sigarette fumate
Russia – Verso il divieto totale di e-cig e liquidi, timori per il mercato nero
La Commissione statale russa contro il traffico illecito, guidata dal vicepremier Denis Manturov, ha approvato una proposta per vietare produzione, importazione e vendita di sigarette elettroniche, dispositivi vaping e liquidi di ricarica. Secondo fonti citate da Vedomosti, il prossimo passo sarà la stesura di un disegno di legge, con il coinvolgimento di Duma, ministero della Salute e dell’Industria, mentre resta da definire l’elenco dei prodotti, inclusi possibili divieti per e-hookah e pipe elettroniche. Vladimir Putin ha già espresso sostegno a misure restrittive, rafforzando l’orientamento politico verso un giro di vite sul comparto. Per il settore, il nodo centrale resta l’impatto sul mercato parallelo illegale, che già rappresenta circa il 68% delle vendite di e-cig nel Paese e potrebbe espandersi ulteriormente. Nel 2024 il mercato russo del vaping ha superato i 250 miliardi di rubli (circa 3 miliardi di dollari), con oltre 245 milioni di dispositivi venduti e 1,2 milioni di litri di liquidi immessi al consumo.
Stati Uniti – Studio: i divieti sugli aromi spingono le vendite delle sigarette tradizionali
Le restrizioni sugli aromi nelle sigarette elettroniche riducono le vendite di e-cig ma aumentano quelle di sigarette combustibili, con un effetto di sostituzione che può annullare i benefici attesi per la salute pubblica. È quanto emerge dallo studio “E-Cigarette Flavor Restrictions’ Effects on Tobacco Product Sales”, pubblicato sull’American Journal of Health Economics e firmato da Abigail S. Friedman della Yale School of Public Health, Michael F. Pesko dell’University of Missouri, Alex C. Liber della Georgetown University School e Alyssa Crippen della Yale School of Public Health. Analizzando dati di vendita tra il 2018 e il 2023 su centinaia di giurisdizioni Usa, la ricerca rileva un calo significativo delle e-cig aromatizzate accompagnato da un incremento delle sigarette tradizionali. In termini quantitativi, per ogni sigaretta elettronica non venduta si registrano tra 11 e 15 sigarette in più acquistate. Il fenomeno riguarda soprattutto prodotti non mentolati e marchi diffusi tra i giovani, elemento critico per le politiche di prevenzione. Il punto centrale del lavoro è il rapporto di sostituzione tra prodotti: limitare gli aromi riduce l’adozione di alternative a rischio ridotto senza ridurre la domanda di nicotina. Gli autori sottolineano che i benefici complessivi delle restrizioni risultano “probabilmente modesti o addirittura negativi” nel contesto attuale degli Stati Uniti. Da qui l’indicazione ai regolatori: politiche troppo restrittive sugli aromi potrebbero ridurre un’alternativa meno dannosa.
Australia – Studio: il fallimento delle buone intenzioni che porta al boom del mercato nero
Le politiche australiane sul tabacco, limitando l’accesso alle sigarette elettroniche e mantenendo tasse elevate sul fumo, favoriscono l’espansione dei mercati illegali e riducono il potenziale delle alternative a rischio ridotto. È il paradosso che emerge dallo studio “Has Australia lost control of its tobacco and nicotine markets?”, pubblicato su Addiction e coordinato da Ron Borland della Deakin University con il supporto di un team di ricercatori australiani. L’analisi evidenzia come oltre la metà delle sigarette consumate e quasi tutto il mercato del vaping siano ormai di provenienza illecita. Un quadro alimentato da una forte differenza di prezzo tra prodotti legali e illegali e dalla scarsa disponibilità di alternative legali accessibili per i consumatori adulti di nicotina. Il confronto con la Nuova Zelanda, dove il vaping è regolamentato come prodotto di consumo, è impietoso e mostra una più rapida riduzione del fumo e un mercato illecito contenuto. Gli autori avvertono che l’approccio proibizionista rischia di rafforzare la criminalità e rallentare il calo del fumo. E così, misure pensate per proteggere la salute pubblica, finiscono per indebolirla. Serve invece una regolazione proporzionata al rischio per riallineare salute pubblica, entrate fiscali, contrasto alla criminalità e controllo del mercato.
Sigarette elettroniche e politiche del tabacco: il modello Australia in crisi
Global – Esperti: come portare il fumo sotto il 5% entro il 2040
Le sigarette elettroniche e i prodotti senza combustione possono accelerare la fine dell’epidemia di fumo globale e portare la prevalenza globale dei fumatori adulti sotto il 5% entro il 2040. È quanto sostengono tre ex dirigenti Oms, Robert Beaglehole, Ruth Bonita e Tikki Pang, in un commento intitolato “Smoke-free nicotine products can accelerate the end of the smoking epidemic” e pubblicato su Health Nature. Gli autori evidenziano che, nonostante oltre vent’anni di politiche ispirate alla Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’Organizzazione mondiale della sanità, il fumo causa ancora oltre 7 milioni di morti l’anno e i progressi rallentano, rendendo insufficienti da sole misure tradizionali pur importanti come tasse e divieti. Centrale è il ruolo dei prodotti a rischio ridotto, tra cui le e-cig, che eliminando la combustione risultano meno dannosi e possono sostenere un calo più rapido dei fumatori. Evidenze da Svezia, Usa, Regno Unito e Nuova Zelanda indicano una stretta relazione tra diffusione delle alternative e riduzione del consumo di sigarette, senza aumento significativo tra i giovani. Gli esperti propongono una regolazione proporzionata al rischio e una comunicazione più chiara sulla nicotina, riconoscendo criticità ma sottolineando che integrare la riduzione del danno è decisivo per il settore e per la salute pubblica globale.
Sigarette elettroniche e futuro senza fumo: la proposta degli esperti



