L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

Medici tedeschi: no ad aumento delle tasse su sigarette elettroniche

Gli esperti di Forum Gesundheit chiedono fiscalità proporzionata al rischio che spinga il consumo verso prodotti meno dannosi.

Una tassazione più bassa per le sigarette elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali: è questa la presa di posizione netta che emerge dal comunicato del gruppo di esperti tedeschi Forum Gesundheit, che interviene nel dibattito sull’aumento delle accise sul tabacco chiedendo un approccio più mirato e proporzionato al rischio. Secondo i medici, infatti, equiparare fiscalmente prodotti molto diversi tra loro finirebbe per indebolire uno degli strumenti più efficaci per ridurre i danni del fumo, cioè lo spostamento dei consumatori verso alternative meno nocive.

Martin Storck

Il tema non riguarda solo la Germania, ma si inserisce in una discussione più ampia a livello europeo, dove la revisione della direttiva sulle accise del tabacco è al centro dell’agenda politica. Diversi Paesi stanno valutando aumenti delle tasse per contrastare il consumo di sigarette, ma resta aperto il nodo su come trattare i prodotti alternativi, come le e-cig, i dispositivi a tabacco riscaldato e le bustine di nicotina. In questo contesto, la posizione degli esperti tedeschi si distingue per la richiesta esplicita di una “tassazione proporzionata al danno”, che tenga conto delle evidenze scientifiche sui diversi livelli di rischio, come accade per esempio in Italia. A sostenere questa linea è anche Martin Storck, professore e specialista in chirurgia vascolare presso il Städtisches Klinikum Karlsruhe, che sottolinea come il dibattito politico sia necessario ma ancora incompleto. “Il confronto sull’aumento della tassa sul tabacco è ormai più che necessario – afferma – ma deve essere condotto con misura e con attenzione alle conseguenze: ed è proprio questo che manca”. Il punto, secondo Storck, non è soltanto aumentare le entrate fiscali o scoraggiare genericamente il consumo, ma costruire un sistema che orienti concretamente i fumatori verso scelte meno dannose.
Il primo elemento su cui gli esperti insistono è la necessità di colpire con decisione le sigarette tradizionali, definite “estremamente dannose per la salute”. Finché, osservano, un pacchetto di sigarette economiche resta accessibile a pochi euro, l’effetto deterrente della tassazione rimane limitato. In questo senso, un aumento delle accise sui prodotti combustibili viene ritenuto non solo legittimo, ma indispensabile. Tuttavia, il secondo punto introduce una critica più ampia al modo in cui queste politiche vengono spesso implementate. Le maggiori entrate fiscali, sostengono i medici, dovrebbero essere vincolate a programmi di prevenzione, informazione e supporto alla cessazione del fumo. In caso contrario, il rischio è che l’intervento si trasformi in una semplice misura di bilancio. “Lo Stato incassa, ma l’effetto sulla salute svanisce”, si legge nel comunicato, che continua: “Chi aumenta solo le tasse senza investire nella disassuefazione non fa politica sanitaria, ma solo politica fiscale”. Una critica che risuona anche nel dibattito europeo, dove spesso le accise sul tabacco rappresentano una fonte significativa di entrate per i bilanci pubblici.

Knut Kröger

Il terzo punto è quello più importante: concentrare l’aumento delle tasse sui prodotti combustibili, lasciando invece un trattamento fiscale più favorevole per le alternative senza combustione. Secondo gli esperti, solo così si può ottenere una reale “efficacia di orientamento” verso prodotti a rischio ridotto. Le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato vengono descritti come “basati su evidenze scientifiche che ne indicano un rischio inferiore” e, proprio per questo, non dovrebbero essere tassati allo stesso livello delle sigarette tradizionali. Su questo aspetto interviene anche il professor Knut Kröger, angiologo, che sottolinea il ruolo di questi strumenti nella riduzione del danno: “Per i fumatori adulti, le alternative non combustibili come le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato svolgono un ruolo decisivo nella riduzione del rischio”. Da qui la conclusione: “Le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato dovrebbero essere esclusi dall’aumento della tassa”.
Questa posizione si inserisce in una linea di pensiero sempre più presente anche a livello internazionale, secondo cui la regolazione del tabacco dovrebbe distinguere chiaramente tra i diversi prodotti in base al loro impatto sanitario e il contributo degli esperti di Forum Gesundheit punta a spostare il baricentro del dibattito, insistendo su un principio di proporzionalità che potrebbe influenzare non solo le politiche tedesche, ma anche le future decisioni a livello europeo.

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