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Si è aperto ieri, lunedì 18 maggio, e si concluderà alla mezzanotte del 15 giugno l’invito a inviare commenti sulla revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco, la cosiddetta Tpd, e quella sulla pubblicità del tabacco che riguardano anche le sigarette elettroniche e gli altri prodotti alternativi al fumo combusto. Come noto, il mese scorso la Commissione ha presentato la sua valutazione delle due legislazioni, in preparazione della proposta di revisione delle direttive che dovrebbe arrivare entro il 2026.
Molti, come vi abbiamo riportato, sono i motivi di preoccupazione per i sostenitori della riduzione del danno da fumo. Nel testo che accompagna l’invito a presentare i contributi, infatti, la Commissione specifica i problemi che l’iniziativa intende affrontare, che sono: la frammentazione del mercato interno, dovuta a – si legge nel testo – “norme nazionali divergenti in ambiti quali la regolamentazione degli aromi nelle sigarette elettroniche, l’obbligo di confezionamento generico, le sigarette elettroniche usa e getta, i dispositivi di riscaldamento del tabacco, i prodotti a base di nicotina diversi dalle sigarette elettroniche e dai contenitori di liquido di ricarica (come le buste di nicotina) e gli inalatori elettronici non contenenti nicotina”; e i rischi per la salute pubblica. E qui il testo della Commissione, coerentemente con le posizioni espresse recentemente, afferma che “i prodotti di nuova generazione, che attirano i giovani con aromi e confezioni colorate, determinano anche il rischio, in particolare proprio nei giovani, di avviare alla dipendenza da nicotina e al consumo di tabacco”.
Anche le opzioni strategiche elencate nel documento prospettano un possibile futuro a tinte fosche per le sigarette elettroniche. La Commissione, infatti, afferma che si occuperà dei seguenti aspetti: “introdurre ulteriori requisiti per i prodotti del tabacco e i prodotti correlati attualmente disciplinati dalle direttive; estendere l’ambito di applicazione della normativa ai prodotti di nuova generazione e introdurre una maggiore flessibilità per far fronte alla rapida evoluzione dei prodotti; introdurre norme concernenti gli aromi nelle sigarette elettroniche, le sigarette elettroniche usa e getta, i dispositivi di riscaldamento del tabacco e gli altri prodotti di nuova generazione come le buste di nicotina e gli inalatori elettronici non contenenti nicotina; rafforzare le norme vigenti in materia di etichettatura e imballaggio, compreso il confezionamento generico; rafforzare le norme vigenti in materia di marketing e pubblicità digitali”.
L’invito a inviare i commenti è rivolto a cittadini, imprese, organizzazioni rappresentative e autorità pubbliche dei Paesi dell’Ue, accademici, ricercatori e organizzazioni non governative. Si può inviare il proprio commento in una qualsiasi delle 24 lingue ufficiali dell’Unione, quindi anche in italiano. Purtroppo in passato la Commissione ha già dato prova di non tenere in grande considerazione i risultati di queste consultazioni, liquidando i pareri discordanti come “bot organizzati”. Ma vale comunque la pena di partecipare per far sentire la propria voce di consumatori, operatori del settore e sostenitori della riduzione del danno da fumo. L’invito a presentare i contributi vale fino al 15 giugno e si trova a questo link.
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