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Batterie, rifiuti e minori: in Germania si riapre il fronte contro le ecig usa e getta

Mentre il mercato tedesco del vaping continua a crescere, i Länder spingono per uno stop nazionale alle sigarette elettroniche monouso.

Due regioni lontane tra loro, una a est e l’altra a ovest della Germania, si ritrovano sulla stessa linea su un tema ormai diventato sensibile per il mondo del vaping: le sigarette elettroniche monouso. Brandeburgo e Renania Settentrionale-Vestfalia chiedono al governo federale di Berlino di accelerare e arrivare in tempi brevi a un divieto nazionale. La proposta, oggi sul tavolo della Conferenza dei ministri dell’Ambiente (Umweltministerkonferenz) in corso a Lipsia – appuntamento che riunisce i responsabili dei sedici Länder e il ministro federale – riaccende un confronto mai del tutto spento tra livello federale e regionale.
A portare avanti l’iniziativa sono la ministra dell’ambiente del Brandeburgo, Hanka Mittelstädt (Spd), e il suo omologo del Land occidentale del Renania Settentrionale-Vestfalia Oliver Krischer (Verdi). Entrambi insistono su un punto: gli impegni presi finora devono tradursi in una norma vera e propria. Il Bundesrat, l’assemblea parlamentare che rappresenta le regioni (l’altra camera è il Bundestag), si è già espresso più volte in favore di un divieto, ma senza che questo si sia ancora tradotto in una misura concreta. Intanto il governo federale ha riconosciuto il problema, anche se non ha ancora chiarito né quando né attraverso quale legge intenda intervenire.
Nel quadro politico pesa anche la posizione del ministro federale dell’ambiente, Carsten Schneider (Spd), che già a dicembre si era detto favorevole allo stop. In un documento ufficiale, l’esecutivo aveva spiegato che il tema sarebbe stato discusso con i Länder per capire dove collocare la norma dal punto di vista legislativo, citando esplicitamente le criticità legate all’ambiente e alla tutela dei minori, in linea con gli orientamenti internazionali come la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc).
Il nodo principale, sostengono i due ministri regionali autori dell’iniziativa, riguarda la natura stessa di questi dispositivi. “Non si possono ricaricare, non si possono riparare: quando finiscono, diventano rifiuti elettronici difficili da gestire – ha detto Mittelstädt, che ha parlato chiaramente di un doppio problema – Le sigarette elettroniche usa e getta non sono solo un grave problema ambientale ma anche un rischio concreto per la sicurezza”. Il punto più critico è la batteria al litio: se questi prodotti finiscono nell’indifferenziata, possono provocare incendi negli impianti di smaltimento, con il rischio di sprigionare sostanze tossiche, ha aggiunto la ministra del Land orientale.
Le autorità regionali fanno notare anche un altro aspetto: molti di questi dispositivi non seguono i canali corretti di raccolta e finiscono dispersi. In quei casi, liquidi residui e componenti chimiche possono infiltrarsi nel terreno e nelle acque. La questione tocca anche il settore del riciclo: secondo Krischer, “senza regole più rigide si rischia di mettere sotto pressione un comparto che già fatica a reggere l’aumento dei volumi”.
Nel frattempo, il mercato tedesco del vaping continua a correre. Nel 2025 il fatturato legale ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro, con una crescita marcata rispetto all’anno precedente. Un dato che, per diversi responsabili politici, rende ancora più urgente fissare regole chiare sul fronte delle monouso, anche sulla scia di quanto già avvenuto in altri Paesi europei.
Qualcosa si è comunque già mosso dal punto di vista legislativo. Da luglio è previsto un primo cambiamento: i consumatori potranno riportare le sigarette elettroniche nei punti vendita, nel tentativo di migliorare la raccolta. È un passo nella direzione di una gestione più ordinata dei rifiuti, ma per Brandeburgo e Renania Settentrionale-Vestfalia non basta. La loro posizione resta ferma: serve un divieto esplicito e serve in tempi rapidi.

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