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Fumare uccide oltre 8 milioni di persone all’anno. Questo numero non è cambiato molto negli ultimi decenni. Eppure i governi avrebbero la possibilità di proporre e sostenere strumenti che hanno dimostrato di funzionare davvero su larga scala. Non a caso i fumatori stanno passando a prodotti meno dannosi e il tasso di fumo sta diminuendo. Di conseguenza, oggi nel mondo ci sono meno fumatori e meno decessi legati al tabacco rispetto a una generazione fa. La risposta parte da un principio fondamentale: la nicotina e il fumo non sono la stessa cosa. Il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito afferma chiaramente: la nicotina crea dipendenza, ma non è ciò che uccide i fumatori. Il danno deriva dall’inalazione del fumo di tabacco prodotto quando il tabacco brucia. Nelle sigarette elettroniche così come nei sacchetti di nicotina la somministrazione avviene senza combustione. Una distinzione fondamentale ma trascurata dalle organizzazione sanitarie.
Una importante revisione condotta dal governo britannico ha concluso che svapare è almeno il 95% meno dannoso del fumo. Quando un fumatore passa completamente a un’alternativa meno dannosa, l’esposizione alle sostanze chimiche nocive diminuisce drasticamente e si recupera parte del rischio sanitario. Ma i benefici non si fermano al singolo fumatore. Il fumo passivo presenta rischi per la salute di chi vive accanto ai fumatori. Le emissioni del fumo di sigaretta sono tossiche. Le sigarette elettroniche e i prodotti senza combustione comportano rischi molto inferiori per chi si trova vicino all’utilizzatore. In questo modo si riduce il danno per le famiglie, soprattutto per i bambini e gli anziani che condividono gli stessi ambienti.
I Paesi che sostengono gli strumenti a rischio ridotto stanno già vedendo i risultati. La Svezia ha il tasso di fumo più basso d’Europa. Anche il Giappone ha registrato un forte calo delle vendite di sigarette dopo l’introduzione dei dispositivi senza combustione. In entrambi i casi, l’accesso a queste alternative ha contribuito a ridurre il consumo di sigarette più rapidamente rispetto alle sole misure tradizionali di controllo del tabacco.
Nessuno sostiene che la nicotina sia innocua. Rimane una sostanza che crea dipendenza. Ma le politiche di sanità pubblica devono concentrarsi sulla riduzione del danno, non solo sull’astinenza. Per le persone che non riescono o non vogliono smettere completamente, passare a prodotti meno dannosi può salvare vite. Sabato 30 maggio si terrà la Giornata mondiale del vaping. Come ogni anno la scelta della data non è casuale e cade appena un giorno prima della Giornata mondiale senza tabacco proclamata dall’Oms. La Giornata mondiale del vaping riguarda il riconoscimento della scienza e dei progressi. Milioni di fumatori hanno già cambiato abitudini e migliorato la propria salute e proprio per questo dovrebbe essere più facile per gli adulti accedere a prodotti a rischio ridotto, supportati da informazioni chiare e basate su prove scientifiche.
In occasione della Giornata mondiale del vaping siete tutti invitati a condividere con ogni strumento a disposizione e quanto più possibile tutte le principali ricerche a sostegno della riduzione del danno e della sigaretta elettronica come strumento utile per smettere di fumare. Una ampia selezione può essere trovata nei nostri archivi ormai decennali.



