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Scienza e salute, gli esperti: “Non è la nicotina a rendere il fumo letale”

Report di Ash separa gli effetti della sostanza da quelli della combustione e sottolinea il ruolo delle e-cig nella cessazione.

La nicotina crea dipendenza ma da sola comporta pochi rischi diretti per la salute. Può essere usata nei prodotti senza tabacco come le terapie sostitutive e le sigarette elettroniche ed è un metodo efficace per smettere di fumare”. Questo, in sintesi estrema, è il messaggio chiave di un briefing pubblicato dalla fondazione sanitaria britannica Ash (Action on smoking and health) e intitolato “Evidence summary: the health effects of nicotine”. A riassumere le evidenze scientifiche sugli effetti della salute della nicotina e le loro implicazioni per l’elaborazione di politiche relative, sono state chiamate personalità del mondo della ricerca di prim’ordine: Ann McNeill del King’s College London, Jamie Brown e Lion Shahab dello University College London, Nick Hopinson e Alan Boobis dell’Imperial College London, Sajay Agrawal, presidente del Tobacco Advisory Group del Royal College of Physcians, Jacob George della University of Dundee, Jasmine Khouja della University of Bath e Andy McEwen, direttore del National Centre for Smoking Cessation and Training.
L’obiettivo del documento è distinguere gli effetti della nicotina da quelli provocati dalla combustione del tabacco, una distinzione che secondo gli autori continua a essere poco chiara nell’opinione pubblica. La nicotina, spiega il documento, è una sostanza che dà dipendenza: agisce sui recettori cerebrali stimolando il rilascio di dopamina e di altri neurotrasmettitori che rafforzano il comportamento ripetitivo e la dipendenza. Ed è proprio per questo che smettere di fumare è così difficile. Ma non è la nicotina a rendere il fumo così letale, sono le migliaia di sostanze chimiche tossiche e cancerogene contenute nel fumo di tabacco. Come affermato in una recente revisione del Royal College of Physicians, “la nicotina di per sé comporta pochi rischi per la salute in confronto al fumo di tabacco”.
Può però avere un ruolo per aiutare a smettere di fumare e a gestire la voglia di sigaretta. I prodotti a base di nicotina come cerotti, gomme e inalatori sono farmaci da banco. Le sigarette elettroniche – continua il documento – sono raccomandate come ausilio alla cessazione dal National Institute for Health and Care Excellence e dal Servizio sanitario nazionale. “Tanto gli studi quanto le esperienze empiriche – sostengono gli autori – testimoniano la loro efficacia”. E, secondo la revisione sistematica Cochrane citata nel report, chi utilizza sigarette elettroniche con nicotina ha probabilità quasi doppie di abbandonare il tabacco rispetto a chi ricorre alle tradizionali terapie sostitutive come cerotti o gomme. Insomma, pur non essendo privo di rischi, il vaping è significativamente meno dannoso del fumo. E i rischi non sono comunque legati alla nicotina.
Ma quali sono gli effetti della sostanza sulla salute? Secondo il documento, quello principale è la dipendenza, che è correlata anche alla velocitò di somministrazione, alla dose e alle sostanze chimiche che vi sono associate. Gli effetti cardiovascolari sono tutti di breve durata: si può avere un temporaneo aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Non solo non vi sono evidenze di danno cardiovascolare a lungo termine, ma molti studi hanno rilevato benefici nel giro di settimane per i fumatori che passano alla sigaretta elettronica. Gli autori escludono anche effetti sullo sviluppo cerebrale e neuro-cognitivo, suggerito d alcuni studi sui topi. “La maggior parte dei fumatori – spiega il documento – inizia prima dei 20 anni, quindi qualsiasi impatto cognitivo dell’uso di nicotina dovrebbe essere osservabile nei fumatori di lungo periodo. Uno studio condotto su una coorte di persone nate nel 1932, il cui quoziente intellettivo era stato testato all’età di 11 anni, non ha rilevato differenze nelle funzioni cognitive a 70 anni tra chi non aveva mai fumato e gli ex fumatori”.
In dosi molto alte la nicotina può causare effetti collaterali spiacevoli come vertigini, nausea e vomito, ma per evitarli è sufficiente consumarne meno. Infine il report affronta il tema più spinoso, quello del cancro. “Le evidenze scientifiche – conclude il documento – concordano sul fatto che la nicotina non provochi il cancro e che da sola non si legata on sia legata alla maggior parte delle patologie causate dal fumo”. Una presa di posizione netta e chiara.

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