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A quasi sette anni di distanza, la reputazione della sigaretta elettronica paga ancora le conseguenze della pessima comunicazione sui casi di Evali, i casi di lesioni polmonari verificatisi negli Stati Uniti alla fine del 2019. Per mesi media e istituzioni sanitarie ricondussero il fenomeno all’uso delle sigarette elettroniche con nicotina, tanto che il nome stesso della malattia è l’acronimo di “e-cigarette or vaping product use-associated lung injury”, salvo poi scoprire che il responsabile dei casi clinici era il consumo di cartucce precaricate illegali a base di Thc adulterati con acetato di vitamina E. Ma il danno ormai era difficilmente sanabile, come dimostra uno studio intitolato “Shifting perceptions of e-cigarette risk: A secondary analysis from a nationwide, randomized controlled clinical trial of e-cigarettes among smokers”, condotto da un gruppo di ricercatori della Medical University of South Carolina, pubblicato sulla rivista scientifica Addictive Behaviors.
I ricercatori, coordinati da Tracy T. Smith, hanno analizzato, appunto, come i casi di Evali abbiano modificato nel tempo la percezione dei rischi legati al vaping. Lo studio si è basato su un’analisi secondaria di un trial clinico randomizzato condotto negli Stati Uniti tra il 2018 e il 2022 su oltre 600 fumatori adulti con esperienza minima di sigarette elettroniche. I partecipanti provenivano da undici città americane e, all’inizio dello studio, hanno risposto a domande sulla percezione del danno personale associato sia alle sigarette combustibili sia alle e-cigarette. I ricercatori hanno quindi confrontato le risposte raccolte prima, durante e dopo il periodo di massima diffusione di Evali. I risultati dimostrano che quell’ondata mediatica ha lasciato un’impronta duratura nell’opinione pubblica, alimentando la convinzione che le e-cig siano pericolose quanto, o addirittura più, delle sigarette tradizionali.
Lo studio registra infatti un cambiamento netto. Durante e dopo lo scoppio di Evali, la percezione del rischio delle sigarette elettroniche è aumentata in modo significativo rispetto al periodo precedente. In altre parole, i partecipanti hanno iniziato a considerare le e-cig più pericolose rispetto alle sigarette tradizionali rispetto a quanto facessero prima del 2019. Anche se, mediamente, le e-cigarette continuavano a essere ritenute meno dannose delle sigarette combustibili, il divario percepito tra i due prodotti si è ridotto sensibilmente. Secondo Tracy Smith, l’impatto della copertura mediatica iniziale è stato tale da resistere anche dopo che le autorità sanitarie hanno chiarito le cause di Evali. “Le informazioni emerse successivamente non hanno raggiunto tutti, o almeno non hanno avuto lo stesso impatto della copertura iniziale”, spiega la ricercatrice.
Un aspetto interessante riguarda le differenze tra gruppi etnici. Lo studio evidenzia infatti che l’aumento della percezione di rischio è stato molto più marcato tra i fumatori non bianchi, mentre tra i partecipanti bianchi non si sono osservate variazioni statisticamente significative. Per gli autori questo dato merita attenzione perché le popolazioni non bianche sono già colpite in misura maggiore dalle malattie legate al tabacco. Se i fumatori percepiscono le e-cigarette come pericolose quanto le sigarette tradizionali, potrebbero essere meno inclini a sostituire il fumo combustibile con alternative considerate a rischio ridotto, con il rischio di ampliare ulteriormente le disuguaglianze sanitarie.
I ricercatori sottolineano che le sigarette elettroniche non devono essere considerate sicure per i giovani e per chi non fuma. Ma per i fumatori adulti, che continuano a utilizzare il prodotto più letale disponibile sul mercato del tabacco, la comunicazione sui rischi relativi dovrebbe essere più precisa. “L’insorgenza di Evali – conclude quindi lo studio – potrebbe aver influenzato la percezione del rischio relativo delle sigarette elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali. È necessario continuare a monitorare le percezioni del rischio tra i fumatori, perché una percezione negativa relativa delle e-cigarette potrebbe ostacolare il passaggio dalle sigarette combustibili a quelle elettroniche”.



