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Regno Unito, primi risultati del piano anti-fumo “Swap to stop”

Uno studio pubblicato su Addiction conferma l’efficacia delle sigarette elettroniche gratuita per aiutare i fumatori a smettere.

Il programma britannico “Swap to stop”, annunciato a metà del 2023 dall’allora premier Rishi Sunak, rappresenta un caso unico nella storia sanitaria. Il governo del Regno Unito si è impegnato a fornire, tramite le autorità locali, la cifra simbolica di un milione di sigarette elettroniche ad altrettanti fumatori per aiutarli a smettere di fumare. Sunak allora lo definì un “progetto pioneristico e rivoluzionario”, che poi è stato ripetuto in misura più piccola dalla Nuova Zelanda. È dunque importante per tutti i sostenitori della riduzione del danno da fumo analizzare questo caso studio per valutarne l’efficacia e la ripetibilità, volontà politiche permettendo.
Dopo i numerosi casi locali, che vi abbiamo riportato nel corso di questi anni, arriva uno studio che analizza i primi risultati del programma nel complesso. Pubblicato sulla rivista scientifica Addiction, il lavoro si intitola “Early insights from a national scheme providing vaping devices for smoking cessation: A preliminary evaluation to inform future return-on-investment modelling in England” Gli autori della ricerca sono Esther Moore e Duncan Gillespie della University of Sheffield insieme a Erikas Simonavičius e Leonie Brose del King’s College London, tutti studiosi attivi nell’ambito delle dipendenze e della salute pubblica. La ricerca prende in esame il primo anno di attività del programma, tra ottobre 2023 e ottobre 2024, periodo durante il quale le autorità locali inglesi hanno presentato 218 richieste di adesione. I ricercatori ne hanno analizzate 115, pari a oltre la metà del totale, insieme ai dati economici e ai risultati preliminari sui tentativi di cessazione del fumo. L’obiettivo era capire come il progetto sia stato recepito nelle diverse regioni dell’Inghilterra, quali categorie di persone siano state maggiormente coinvolte e quale possa essere il rapporto tra costi sostenuti ed efficacia dell’intervento.
“Swap to Stop” nasce all’interno della strategia britannica che punta a rendere l’Inghilterra “smoke free” entro il 2030, cioè con meno del 5% della popolazione fumatrice. Il programma prevede la consegna gratuita di kit iniziali per il vaping – dispositivo e liquidi inclusi – fino a un valore massimo di 40 sterline, accompagnati da consulenza e sostegno psicologico o comportamentale per smettere di fumare. I risultati mostrano una forte variabilità geografica. Nel Sud-Ovest dell’Inghilterra sono stati distribuiti 39 kit ogni 100 fumatori adulti, mentre nelle Midlands soltanto cinque. La maggior parte dei programmi è stata gestita dai servizi territoriali per la cessazione del fumo già esistenti, gli Stop smoking services, ma una quota consistente è stata attivata anche in ospedali, servizi sanitari, consultori per la maternità e centri per il trattamento delle dipendenze.
Quasi tutte le iniziative prevedevano un supporto continuativo oltre alla consegna della sigaretta elettronica. Nella maggioranza dei casi il sostegno era programmato per almeno 12 settimane, mentre la fornitura gratuita di sigarette elettroniche durava perlopiù quattro settimane. Alcuni programmi rivolti alle donne in gravidanza prevedevano però l’accesso ai dispositivi per tutta la durata della gestazione. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il targeting delle categorie considerate più vulnerabili. Circa un terzo dei progetti era rivolto in modo specifico a gruppi prioritari: donne incinte, persone in condizioni di deprivazione socioeconomica, soggetti con disturbi mentali o dipendenze da sostanze. In oltre la metà delle richieste analizzate emergeva inoltre l’intenzione di coinvolgere lavoratori manuali, persone economicamente svantaggiate e individui con problemi di salute mentale, categorie nelle quali il fumo resta particolarmente diffuso.
Dal punto di vista dell’efficacia, i dati raccolti tra aprile e settembre 2024 indicano che oltre 29 mila persone hanno ricevuto un kit gratuito e più di 10 mila hanno dichiarato di aver smesso di fumare dopo quattro settimane. Il tasso di successo iniziale è quindi pari al 34,3%. Il costo medio del kit è stato di 38,78 sterline, con una stima di circa 113 sterline per ogni cessazione del fumo ottenuta a quattro settimane, senza includere però i costi organizzativi e del personale.
Secondo i ricercatori, il programma potrebbe avere un impatto importante soprattutto tra le fasce di popolazione che normalmente accedono meno ai tradizionali servizi antifumo. La distribuzione gratuita delle sigarette elettroniche, spiegano gli autori, può infatti rappresentare un incentivo economico e psicologico per avviare un tentativo di cessazione, soprattutto in un contesto in cui il costo dei prodotti da vaping è destinato ad aumentare a causa delle nuove regolamentazioni britanniche. I primi risultati, dunque, confermano il potenziale del vaping come strumento di salute pubblica per ridurre il tabagismo e lo studio conclude che “esiste il potenziale per sviluppare interventi maggiormente mirati ai gruppi prioritari, attraverso maggiori investimenti, così da garantire alle persone le migliori possibilità di smettere di fumare”.

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