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Nel 2025 gli utilizzatori di sigarette elettroniche erano circa 129 milioni in tutto il mondo, un dato in crescita che fa del vaping una realtà consolidata nel mercato della nicotina. La diffusione dello strumento, però, è a macchia di leopardo e si concentra soprattutto nei Paesi ad alto reddito. Sono queste le stime dello studio intitolato “Estimation of the global number of nicotine vapers in 2025”, di prossima pubblicazione sulla rivista Global Epidemiology. A firmarlo sono Tomasz Jerzyński del Robert Zajonc Institute for Social Studies presso l’Università di Varsavia, Giorgi Mzhavanadze dell’organizzazione britannica Knowledge Action Change e Gerry V. Stimson dell’Imperial College di Londra. Il lavoro si propone di colmare una lacuna rilevante nella letteratura epidemiologica: la mancanza di stime globali aggiornate e comparabili sull’uso delle sigarette elettroniche contenenti nicotina.

Negli ultimi anni il consumo di dispositivi per il vaping si è diffuso rapidamente, ma la disponibilità di dati è rimasta frammentaria. Solo una parte dei Paesi dispone infatti di sistemi di monitoraggio regolari, mentre in molte aree del mondo mancano completamente indagini rappresentative. Per superare questo limite, gli autori hanno sviluppato un approccio in tre fasi che combina dati osservati, tecniche di imputazione e modelli di proiezione. In primo luogo sono stati raccolti dati di prevalenza provenienti da 92 Paesi tra il 2013 e il 2023. Successivamente, per i Paesi privi di dati, i valori mancanti sono stati stimati utilizzando variabili strutturali come livello di reddito, area geografica e regolamentazione della vendita. Infine, le prevalenze sono state proiettate al 2025 attraverso un indicatore proxy (una variabile sostitutiva) basato sulla crescita del mercato dei prodotti da vaping, per poi essere convertite in numeri assoluti utilizzando le stime demografiche delle Nazioni unite.
Il risultato principale dello studio indica che nel 2025 i consumatori adulti di dispositivi elettronici con nicotina nel mondo sarebbero, come detto, circa 129 milioni. Si tratta di un aumento significativo rispetto ai circa 50 milioni stimati nel 2018 e ai 114 milioni del 2023, anche se il ritmo di crescita appare in rallentamento. La distribuzione geografica del fenomeno è fortemente disomogenea: la maggior parte degli utenti si concentra nei Paesi ad alto reddito e in contesti con regolamentazioni meno restrittive, mentre molte regioni a basso reddito mostrano livelli di diffusione ancora molto bassi. Un aspetto rilevante evidenziato dagli autori è il peso limitato, ma non trascurabile, dei Paesi privi di dati diretti, che contribuiscono a circa il 18% della stima globale. Questo riflette sia una minore diffusione del fenomeno sia l’incertezza legata alla mancanza di informazioni empiriche. Lo studio sottolinea inoltre come i risultati debbano essere interpretati come ordini di grandezza piuttosto che misure precise, a causa dell’eterogeneità delle fonti, delle differenze nelle definizioni di “uso corrente” e dell’impiego di proxy economici per stimare l’evoluzione temporale.
La ricerca di Jerzyński, Mzhavanadze e Stimson offre una fotografia aggiornata della diffusione globale del vaping, evidenziando come esso sia ormai un fenomeno rilevante a livello di popolazione, ma ancora fortemente concentrato in specifici contesti economici e normativi. Gli autori insistono, però, sulla necessità di migliorare i sistemi di monitoraggio internazionale per ottenere dati più solidi e comparabili, condizione indispensabile per comprendere meglio l’evoluzione dei comportamenti legati alla nicotina e le implicazioni per la salute pubblica.



