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Stati Uniti – Dimissioni del commissario Fda Makary riaccendono lo scontro su aromi e regolazione del vaping
Lo scorso 12 maggio si è dimesso il commissario della Food and Drug Administration Marty Makary, al termine di settimane di tensioni interne legate alla gestione delle autorizzazioni dei prodotti da svapo aromatizzati. Alla base della rottura vi sarebbe il contrasto con la Casa Bianca, favorevole a un ampliamento dell’offerta nell’ottica della riduzione del danno, mentre Makary avrebbe espresso riserve sull’approvazione di aromi fruttati e dolci, ritenuti potenzialmente attrattivi per i giovani. La Fda aveva recentemente autorizzato due prodotti aromatizzati e avviato una linea più aperta alla commercializzazione, segnando un possibile cambio di indirizzo regolatorio. Le divergenze evidenziano una frattura che divide istituzioni, industria e comunità scientifica tra esigenze di tutela dei minori e strategie di riduzione del danno per i fumatori adulti. Su Sigmagazine la ricostruzione – polemica dopo polemica – della fase di crescente tensione politica tra l’ente regolatorio e la Casa Bianca.
Sigarette elettroniche e politica, esplode il caso Fda: Makary si dimette
Spagna – Via libera in commissione parlamentare alle restrizioni sulla vendita di prodotti per vaping
I due principali partiti spagnoli, Psoe e Partito popolare, hanno concordato di sostenere misure che limitano la vendita di sigarette elettroniche, pouch alla nicotina e prodotti affini ai soli canali autorizzati e controllati, come tabaccherie e negozi specializzati, escludendo piattaforme online e grande distribuzione. La proposta è stata approvata dalla commissione parlamentare, ma deve ancora essere votata dall’aula per diventare legge. Nelle intenzioni del legislatore, l’introduzione della verifica dell’età mira a ridurre l’accesso dei giovani, mentre tracciabilità e conformità normativa serviranno a migliorare il controllo su un mercato caratterizzato da significative falle di vigilanza, in particolare per i prodotti importati e non conformi.
Stati Uniti – Studio: impatto duraturo dei casi Evali sulla percezione del rischio delle sigarette elettroniche
A quasi sette anni dalla crisi Evali del 2019, la comunicazione iniziale di media e autorità sanitarie continua a influenzare negativamente la percezione delle sigarette elettroniche negli Stati Uniti. È quanto rivela uno studio intitolato “Shifting perceptions of e-cigarette risk: A secondary analysis from a nationwide, randomized controlled clinical trial of e-cigarettes among smokers”, condotto da un gruppo di ricercatori della Medical University of South Carolina e pubblicato sulla rivista scientifica Addictive Behaviors. La ricerca, coordinata da Tracy T. Smith, basata su un’analisi secondaria di un trial clinico randomizzato condotto tra il 2018 e il 2022 su oltre 600 fumatori adulti in undici città, rileva un aumento significativo della percezione di rischio delle e-cig durante e dopo l’ondata mediatica, nonostante la successiva identificazione delle cause nei prodotti illegali a base di Thc adulterati con acetato di vitamina E. Pur restando considerate meno dannose delle sigarette combustibili, le e-cig hanno visto ridursi il divario percepito di rischio, con implicazioni dirette sulla propensione dei fumatori a orientarsi verso alternative a rischio ridotto. Secondo Smith, le informazioni correttive diffuse successivamente non hanno avuto la stessa penetrazione della comunicazione iniziale. Lo studio evidenzia inoltre un impatto differenziato tra gruppi etnici, con un aumento della percezione di rischio più marcato tra i fumatori non bianchi, elemento che potrebbe aggravare disuguaglianze sanitarie già esistenti.
L’effetto Evali pesa ancora molto sulle sigarette elettroniche
Stati Uniti – Iowa, via libera del Senato a una tassa da 5 centesimi su svapo e prodotti a base di nicotina
Il Senato dello Iowa ha approvato un disegno di legge che introduce un’accisa sulle nicotine alternative, con un prelievo di 5 centesimi per unità sulle pouch alla nicotina e di 5 centesimi per millilitro sui liquidi da svapo, applicabile sia ai dispositivi usa e getta sia alle cartucce ricaricabili, andando a tassare in modo uniforme categorie emergenti finora esenti nello stato. I legislatori hanno spiegato che le risorse aggiuntive saranno destinate alla ricerca sul cancro pediatrico.
Malesia – Studio: percezione distorta dei rischi di e-cig limita la riduzione del danno
Un’ampia quota di fumatori malesi mostra percezioni errate sulla minore nocività relativa di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, con possibili effetti negativi sulle scelte di consumo e sui tentativi di cessazione. È quanto emerge da uno studio intitolato “Perceptions of relative harm of e-cigarettes and heated tobacco products among smokers in Malaysia”, firmato da 14 ricercatori coordinati da Muhamad Alfakri Mat Noh della Universiti Malaya di Kuala Lumpur e pubblicato su Drug and Alcohol Dependence. La ricerca è basata sui dati dell’Itc Malaysia Survey 2020, un’indagine condotta su oltre 1.000 adulti fumatori. Il 96,8% del campione dichiara di conoscere le e-cigarette contro il 53,4% dei prodotti a tabacco riscaldato, con livelli di consapevolezza più bassi tra donne, minoranze etniche e soggetti con minore istruzione. Tra gli utenti informati sui prodotti a tabacco riscaldato, il 39,7% li considera meno dannosi delle sigarette tradizionali e il 38,9% ugualmente pericolosi, mentre per le e-cig la quota di chi le ritiene meno nocive sale al 46,4%, a fronte di circa un terzo che le giudica equivalenti e del 14,1% che le considera più dannose. Persistono forti incertezze anche nel confronto diretto tra prodotti, con quasi la metà degli intervistati che li reputa equivalenti e un quarto che attribuisce maggiore rischio a quelli a tabacco riscaldato, mentre gli over 40 tendono più frequentemente a sovrastimare i rischi delle e-cig o a non esprimere un giudizio. Gli autori evidenziano che tali percezioni non riflettono le evidenze scientifiche, che indicano una riduzione dell’esposizione a sostanze tossiche passando completamente alle e-cig. Lo studio segnala inoltre una diffusa confusione sul ruolo della nicotina rispetto alla combustione, fattore che può compromettere l’efficacia delle strategie di riduzione del danno.
Sigaretta elettronica, percezione dei rischi ancora lontana dai dati scientifici
Indonesia – Da luglio nuove regole restrittive sul vaping
L’Indonesia introdurrà da luglio nuove norme per le sigarette elettroniche con un inquadramento più vicino a quello delle sigarette tradizionali. Le misure prevedono un’età minima di 21 anni per l’acquisto, limiti alla pubblicità anche sui social media, tetti al contenuto di nicotina e l’obbligo di avvertenze sanitarie con immagini. Il pacchetto normativo include anche l’istituzione di aree smoke-free. Il ministero della Salute sta inoltre preparando ulteriori linee guida, con particolare attenzione all’accesso dei giovani e alle pratiche di marketing nel settore.
Stati Uniti – Sequestrati 18 milioni di e-cig illegali per un valore di 175 milioni di dollari
Le autorità statunitensi hanno sequestrato oltre 18 milioni di dispositivi per vaping non autorizzati, per un valore superiore a 175 milioni di dollari, nell’ambito dell’operazione “Red Mist” mirata ai flussi marittimi dalla Cina e al contrasto delle importazioni illecite. L’iniziativa, condotta dall’autorità doganale (U.S. Customs and Border Protection) con la guardia costiera militare (U.S. Coast Guard) e la Food and Drug Administration, ha individuato spedizioni classificate o etichettate in modo improprio per eludere controlli, dazi e requisiti normativi su prodotti del tabacco, componenti elettronici e materiali pericolosi. Tutti i prodotti sequestrati risultavano privi dell’autorizzazione preventiva della Food and Drug Administration, requisito obbligatorio per la commercializzazione negli Stati Uniti, configurando quindi una violazione delle norme federali. L’operazione ha evidenziato criticità nei canali logistici e nella conformità regolatoria della filiera del vaping, con implicazioni dirette per importatori e distributori. L’azione fa parte di una strategia più ampia per escludere dal mercato prodotti non conformi e potenzialmente rischiosi, tutelare i consumatori e contrastare attività economiche illegali collegate.



