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L’uso delle sigarette tradizionali continua a diminuire in Italia e nel mondo ma il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina resta sostanzialmente stabile anche per la diffusione delle sigarette elettroniche e dei prodotti a base di tabacco riscaldato. È quanto emerge dalle indagini del sistema di sorveglianza Passi e del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità, presentate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco dello scorso 31 maggio. A livello globale, secondo i dati più recenti dell’Oms, ci sono circa 1,3 miliardi di utilizzatori di tabacco e oltre 8 milioni di morti all’anno per malattie fumo correlate. Nel contempo, il numero di utilizzatori di sigarette elettroniche ha raggiunto oltre 100 milioni di persone (di cui circa 86 milioni di adulti), con proiezioni che arrivano fino a 129 milioni di adulti nel corso di quest’anno.
In Italia, i fumatori di sigarette tradizionali sono circa 10 milioni (18,6% della popolazione sopra gli 11 anni), in lieve calo rispetto agli anni precedenti. Gli utilizzatori di sigarette elettroniche (abituali e occasionali) sono invece stimati intorno a 1,3 milioni di persone, con un uso di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato quasi raddoppiato in quattro anni, arrivando al 7,4% della popolazione.
Le sigarette elettroniche sono molto meno dannose del fumo tradizionale e rappresentano per molti fumatori un valido strumento per ridurre i danni e per smettere di fumare. Numerosi studi scientifici hanno già dimostrato che il passaggio completo dalle sigarette tradizionali alle elettroniche riduce significativamente l’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene, aiutando migliaia di persone a liberarsi dalla dipendenza dal fumo. Il fenomeno del consumo di nicotina interessa in modo particolare le donne ma, secondo l’indagine Iss, coinvolge anche giovani adulti e adolescenti: sono infatti oltre 850mila gli studenti tra i 14 e i 17 anni (il 37,1%) e circa 93mila i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni (il 5,9%) che hanno utilizzato nell’ultimo mese (aprile 2026) prodotti contenenti tabacco o nicotina. La sigaretta elettronica è il prodotto maggiormente utilizzato (ne riferisce l’uso il 5,2% degli 11-13enni e il 30,8% dei 14-17enni). In entrambe le fasce d’età i consumi risultano più elevati tra le ragazze. Questi dati sottolineano l’importanza di distinguere chiaramente tra i rischi elevati del fumo tradizionale e quelli, nettamente inferiori, delle sigarette elettroniche. Le politiche di prevenzione dovrebbero essere mirate soprattutto a chi non ha mai fumato, in particolare i più giovani, mentre si dovrebbe sostenere chi usa la sigaretta elettronica come strumento di disassuefazione dal fumo. Chissà se, prima o poi, anche le organizzazioni sanitarie internazionali e il nostro ministero della salute capiranno la sostanziale differenza.



