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Una nuova e importante ricerca mostra che l’approccio negativo dell’Irlanda nei confronti dei prodotti a base di nicotina a rischio ridotto rischia di invertire i progressi compiuti nella lotta al fumo e di intrappolare milioni di persone nel consumo di sigarette. Il nuovo rapporto di Smoke Free Sweden, che mette a confronto Irlanda e Nuova Zelanda, evidenzia una marcata divergenza nei risultati ottenuti da due Paesi che un tempo condividevano la stessa ambizione: diventare liberi dal fumo. Mentre la Nuova Zelanda ha quasi dimezzato il proprio tasso di fumatori nell’arco di un decennio adottando le alternative alla nicotina a rischio ridotto come elemento centrale della propria strategia di salute pubblica, il tasso di fumatori in Irlanda rimane quasi il doppio, dopo anni di politiche sempre più restrittive nei confronti di prodotti come sigarette elettroniche e sacchetti di nicotina.
Il rapporto, intitolato Tale of Two Nations: Ireland vs New Zealand (Storia di due nazioni: Irlanda contro Nuova Zelanda), rileva che il tasso di fumatori quotidiani adulti in Nuova Zelanda è sceso dal 15,1% del 2015 ad appena il 6,8% di oggi, una riduzione superiore al 50%. In Irlanda, invece, il tasso è passato dal 19% al 13% nello stesso periodo, con progressi limitati e poco significativi dal 2019 in poi. Secondo i ricercatori, questa differenza riflette approcci politici profondamente diversi. La Nuova Zelanda promuove attivamente lo svapo come strumento per smettere di fumare attraverso campagne governative, una regolamentazione proporzionata e messaggi di salute pubblica che incoraggiano i fumatori a passare dalle sigarette ad alternative meno dannose. L’Irlanda, al contrario, si sta orientando verso restrizioni più severe sui prodotti a base di nicotina a rischio ridotto, comprese limitazioni proposte sugli aromi, divieti delle sigarette elettroniche usa e getta e nuove tasse sui prodotti per lo svapo. Il dottor Garrett McGovern, specialista irlandese in dipendenze e coautore del rapporto, ha affermato che l’Irlanda rischia di compromettere uno degli strumenti più efficaci per ridurre il tabagismo. “Le prove dimostrano che le alternative alla nicotina a rischio ridotto stanno già aiutando i fumatori irlandesi a smettere. I dati governativi mostrano che un fumatore su quattro che ha smesso con successo ha utilizzato lo svapo e che circa la metà degli utilizzatori di sigarette elettroniche in Irlanda non fuma più. Eppure, invece di valorizzare questo successo, i responsabili politici stanno rendendo questi prodotti meno attraenti, meno accessibili e più costosi. Il risultato probabile è che più persone rimarranno intrappolate nel consumo di sigarette più a lungo“.
Il rapporto sottolinea che in Irlanda si registrano circa 100 decessi a settimana correlati al fumo, nonostante il Paese disponga di alcune delle più severe misure tradizionali di controllo del tabacco in Europa.

La professoressa Marewa Glover, scienziata comportamentale neozelandese ed esperta di fama internazionale nella riduzione del danno da tabacco, anch’essa coautrice del rapporto, ha affermato che l’esperienza della Nuova Zelanda dimostra ciò che può essere ottenuto quando i governi offrono ai fumatori alternative pratiche. “La Nuova Zelanda ha ottenuto uno dei più rapidi cali del fumo al mondo riconoscendo che i fumatori hanno bisogno di vie d’uscita praticabili dalle sigarette combustibili. Fornendo informazioni accurate, mantenendo l’accesso a prodotti più sicuri e regolamentandoli in base al loro rischio inferiore, la Nuova Zelanda ha aiutato centinaia di migliaia di persone ad allontanarsi dal fumo. I risultati parlano da soli“. Il rapporto evidenzia inoltre che l’uso quotidiano di sigarette elettroniche tra gli adulti in Nuova Zelanda è aumentato da meno dell’1% a quasi il 12% nello stesso periodo in cui i tassi di fumo sono crollati. Oggi, più di un adulto neozelandese su quattro è un ex fumatore.

Smoke Free Sweden sostiene che questi risultati offrano importanti insegnamenti ai Paesi europei che stanno valutando nuove restrizioni sui prodotti a base di nicotina senza combustione. Il dottor Delon Human, responsabile di Smoke Free Sweden, ha inoltre aggiunto: “Irlanda e Nuova Zelanda sono partite con la stessa destinazione: un futuro senza fumo. Un Paese ha aperto la porta d’uscita dalle sigarette e ha quasi raggiunto il proprio obiettivo. L’altro sta progressivamente bloccando quella porta e sta rimanendo indietro. Se i governi vogliono davvero sconfiggere il fumo, devono sostenere i fumatori nell’abbandonare le sigarette, invece di rendere più difficile l’accesso ad alternative più sicure“. Il rapporto raccomanda infine che l’Irlanda adotti una strategia di riduzione del danno, regolamenti e tassi i prodotti in base al loro rischio relativo, mantenga l’accesso agli aromi autorizzati che aiutano gli adulti a passare ad alternative meno dannose e fornisca informazioni pubbliche chiare sulle opzioni più sicure.



