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Il controverso disegno di legge sudafricano che punta a rivoluzionare la regolamentazione dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche compie un passo avanti ma dal Parlamento arriva anche un importante riconoscimento del principio di riduzione del danno. La Commissione sanità dell’Assemblea nazionale ha infatti approvato la “desiderabilità” del Tobacco Products and Electronic Delivery Systems Control Bill, consentendone il proseguimento dell’iter legislativo ma ha allo stesso tempo chiarito che il testo dovrà essere modificato per distinguere in modo più netto tra prodotti combustibili e non combustibili.
La votazione si è conclusa con dieci voti favorevoli e uno contrario. Il provvedimento, presentato nel 2022 dal Dipartimento della salute, mira ad aggiornare la normativa nazionale sul tabacco introducendo misure più restrittive. Tra queste figurano il confezionamento neutro delle sigarette, l’estensione dei divieti di fumo agli spazi pubblici chiusi e ad alcune aree esterne, il rafforzamento delle avvertenze sanitarie, il divieto di pubblicità e promozione e l’inclusione delle sigarette elettroniche e degli altri prodotti contenenti nicotina nel quadro normativo.
Negli ultimi anni il disegno di legge è stato al centro di un ampio dibattito pubblico. La commissione sanità ha organizzato consultazioni in 27 municipalità distribuite nelle nove province del Paese. Secondo la presidente della commissione, Faith Muthambi, quasi 7.900 cittadini hanno partecipato alle audizioni pubbliche, oltre mille persone hanno presentato osservazioni orali e circa 40mila contributi scritti sono stati inviati al Parlamento. E proprio il confronto con esperti, ricercatori e cittadini ha portato la commissione a riconsiderare uno degli aspetti più controversi della proposta: l’equiparazione tra prodotti combustibili e non combustibili.

“Abbiamo imparato dalle evidenze scientifiche e dalle nostre stesse deliberazioni che non tutti i prodotti del tabacco e della nicotina comportano lo stesso rischio – ha dichiarato Muthambi –I prodotti combustibili rappresentano il rischio maggiore per la salute pubblica. I prodotti non combustibili non appartengono alla stessa categoria e una legge che finge il contrario non è una legge più rigorosa, ma una legge meno accurata”. Parole che segnano una significativa apertura verso il principio della riduzione del danno. Secondo la presidente della commissione, l’attuale formulazione del disegno di legge continua a regolare prodotti combustibili e non combustibili attraverso un approccio sostanzialmente identico, una scelta che non riflette adeguatamente le conoscenze scientifiche disponibili.
“La commissione ha riconosciuto la necessità di una differenziazione”, ha spiegato Muthambi, sottolineando come anche il Dipartimento della salute abbia ormai accettato ufficialmente questo principio e abbia già proposto alcuni emendamenti in tale direzione. “Come ha osservato il mio predecessore, affermare che un danno vale l’altro non è scientificamente fondato e non può rappresentare il principio guida di questa legislazione”, ha aggiunto. La parlamentare ha inoltre respinto l’idea che il concetto di riduzione del danno rappresenti una posizione sostenuta esclusivamente dall’industria: “Non si tratta di un argomento commerciale né della richiesta di un interesse particolare. È la posizione della stessa Organizzazione mondiale della sanità”. A sostegno della sua tesi ha richiamato l’articolo 1(d) della Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’Oms, che include esplicitamente le strategie di riduzione del danno tra gli strumenti di controllo del tabacco.
La presidente ha tuttavia precisato che una regolamentazione proporzionata al rischio non significa abbassare le tutele per i minori. “Nessun giovane dovrebbe iniziare a utilizzare nicotina in qualsiasi forma”, ha affermato, aggiungendo che la protezione dei minori dovrà rimanere rigorosa sia per i prodotti combustibili sia per quelli non combustibili. Un altro tema emerso durante il dibattito riguarda il mercato illecito, già molto diffuso in Sudafrica. Secondo diversi parlamentari, la futura legge dovrà essere accompagnata da strumenti efficaci di contrasto al commercio illegale, che rischia di compromettere gli obiettivi di salute pubblica perseguiti dal provvedimento. L’approvazione della “desiderabilità”, quindi, non equivale comunque a un via libera definitivo. Il disegno di legge entrerà ora nella fase di esame dettagliato articolo per articolo, durante la quale saranno valutati gli emendamenti richiesti dalla commissione. Solo al termine di questo processo il testo tornerà in Parlamento per i successivi passaggi legislativi.
“Il Sudafrica ha bisogno di questa legge – ha concluso Muthambi – Ma questo voto non rappresenta un’approvazione del testo così com’è. È un mandato a migliorarlo”. Secondo la presidente, la fase successiva dovrà verificare ogni disposizione alla luce dei principi di differenziazione e riduzione del danno. Un orientamento che potrebbe portare il Sudafrica a diventare uno dei primi Paesi africani ad adottare una normativa sui prodotti del tabacco e della nicotina basata in modo esplicito sulla proporzionalità del rischio.



