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Chi abbandona completamente le sigarette tradizionali e passa alle sigarette elettroniche può avere una probabilità inferiore di soffrire di ipertensione rispetto a chi continua a fumare e persino rispetto a chi non utilizza alcun prodotto contenente nicotina. È uno dei risultati più interessanti emersi dallo studio “Cigarette smoking, e-cigarette use, and hypertension: a population-based cross-sectional study”, pubblicato sul Journal of Human Hypertension del gruppo Nature e condotto da un team di ricercatori internazionali, affiliati al Centro di eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno dell’Università di Catania. A firmare lo studio sono Yusuff Adebayo Adebisi della University of Glasgow, Massimo Volpe dell’Irccs San Raffaele e dell’Università di Roma La sapienza, Jacob George della University of Dundee, Ahmed K. Shukri e Najim Z. Alshahrani dell’Università di Jeddah in Arabia Saudita, Bader Ali Almustafa, segretario generale della World Hypertension League di Riyadh e Davide Capodanno e Riccardo Polosa dell’Università di Catania.
La ricerca ha preso in esame oltre 22 mila adulti scozzesi, analizzando i dati raccolti tra il 2017 e il 2022 nell’ambito dell’indagine Scottish Health Survey. I partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi: persone che non avevano mai fumato né utilizzato sigarette elettroniche, ex fumatori, fumatori di sole sigarette tradizionali, utilizzatori esclusivi di e-cigarette e utilizzatori duali, cioè persone che fumavano e svapavano contemporaneamente. Il gruppo dei vapers esclusivi era costituito oltre il 90% da ex fumatori che avevano sostituito completamente le sigarette combustibili con le sigarette elettroniche.
I risultati mostrano che la prevalenza di ipertensione diagnosticata dal medico era più bassa proprio tra gli utilizzatori esclusivi di sigarette elettroniche: il 19%, contro il 24% dei non utilizzatori e il 25,1% dei fumatori tradizionali. Il valore più elevato, invece, è stato registrato tra gli ex fumatori, con il 33,5%. Anche dopo aver corretto i dati per numerosi fattori che influenzano il rischio cardiovascolare, come età, sesso, condizioni socioeconomiche, diabete, altre patologie cardiovascolari, consumo di alcol e attività fisica, gli utilizzatori esclusivi di e-cigarette continuavano a mostrare una probabilità inferiore di riferire una diagnosi di ipertensione anche rispetto a chi non aveva mai fumato o svapato. La differenza, però si è attenuata fino a perdere la significatività statistica, quando i ricercatori hanno applicato una tecnica statistica più rigorosa, il cosiddetto propensity score matching, che consente di confrontare gruppi con caratteristiche il più possibile simili.

Gli autori, naturalmente, invitano alla cautela nell’interpretazione dei dati: non indicano che usare la sigaretta elettronica abbia una funzione protettiva dall’ipertensione. Il vantaggio osservato, argomentano, potrebbe essere spiegato almeno in parte dal cosiddetto “healthy switcher bias”, cioè dal fatto che chi riesce a smettere di fumare e a passare completamente alle sigarette elettroniche tende ad avere caratteristiche diverse rispetto a chi continua a fumare: può essere più giovane, avere un peso corporeo inferiore, seguire stili di vita più salutari o essere più attento alla propria salute. Lo spiega bene Riccardo Polosa, fondatore del Coehar: “Il messaggio chiave di questo studio non è che il vaping abbassi la pressione arteriosa, ma che le conseguenze cardiovascolari del fumo e dell’uso di nicotina sono più complesse di quanto spesso venga rappresentato”.
C’è anche un altro elemento importante: i consumatori duali, cioè coloro che continuano a fumare pur utilizzando anche le sigarette elettroniche, non hanno mostrato gli stessi vantaggi. Il dato suggerisce che eventuali benefici siano associati soprattutto alla sostituzione completa delle sigarette tradizionali e all’eliminazione della combustione. Secondo gli autori, questi risultati si inseriscono nel filone della riduzione del danno da tabacco. Pur senza attribuire alle sigarette elettroniche un effetto protettivo diretto nei confronti dell’ipertensione, la ricerca suggerisce che il passaggio totale dal fumo combusto a prodotti alternativi potrebbe accompagnarsi a un quadro cardiovascolare più favorevole. “Dal punto di vista della salute pubblica – conclude infatti Polosa– l’obiettivo principale resta allontanare i fumatori dalla combustione”.



