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Fruttati in testa nei centri antifumo inglesi: il vaping aiuta a smettere

Studio: con la sigaretta elettronica tassi di cessazione del fumo superiori a quelli degli altri strumenti di supporto.

I liquidi per il vaping fruttati sono ormai la scelta più diffusa nei servizi britannici per la cessazione del fumo e, secondo i dati raccolti sul campo, i percorsi che prevedono la sigaretta elettronica registrano percentuali di successo superiori rispetto alle altre forme di supporto. È quanto emerge dallo studio “An Assessment of the Provision of Vaping Products by UK Stop Smoking Services Using Data from Freedom of Information Requests”, pubblicato sulla rivista Cureus Medical Science Journal. Gli autori sono Ian M. Fearon di whatIF? Consulting Ltd, Jordan Millar di Jbp Associates Limited, John Dunne della UK Vaping Industry Association (UKvia) e Marina Murphy del gruppo Haypp. Lo studio è stato finanziato dalla stessa UKvia.
L’obiettivo della ricerca era capire in che modo i servizi britannici per smettere di fumare (Stop Smoking Services, l’equivalente dei nostri centri antifumo) stiano utilizzando i prodotti per il vaping e quali risultati riportino rispetto ad altri strumenti di cessazione. Per farlo, i ricercatori hanno inviato richieste di accesso agli atti a 43 autorità locali del Regno Unito. Hanno risposto in 31 e, dopo aver escluso due enti che non autorizzavano la diffusione dei dati, l’analisi finale ha riguardato 29 autorità locali. I risultati mostrano che la sigaretta elettronica è ormai entrata stabilmente nei percorsi istituzionali di cessazione del fumo. Ben 26 dei 29 servizi analizzati (89,7%) forniscono prodotti per il vaping ai fumatori che desiderano smettere. Nella quasi totalità dei casi vengono privilegiati sistemi aperti e ricaricabili.
Ancora più interessante è il capitolo dedicato agli aromi. Tutti i servizi che distribuiscono sigarette elettroniche offrono prodotti aromatizzati e i liquidi fruttati sono presenti nel 100% dei casi. Seguono menta o mentolo e tabacco, disponibili rispettivamente nel 96,3% dei servizi. Quando ai responsabili dei centri antifumo è stato chiesto quali aromi fossero i più richiesti o più frequentemente distribuiti, la risposta è stata netta: su 19 servizi che hanno fornito dati utilizzabili, 15 hanno indicato i gusti fruttati come i più popolari. Solo tre hanno citato il tabacco e nessuno ha segnalato menta o mentolo come aroma preferito.
Se il dato sugli aromi conferma quanto osservato da anni nel mercato del vaping, ancora più rilevanti sono i risultati relativi alle cessazioni dal fumo. I ricercatori hanno infatti confrontato i tassi di successo riportati dai servizi che utilizzano la sigaretta elettronica con quelli ottenuti attraverso altri strumenti, come le terapie sostitutive con nicotina, il supporto comportamentale o la combinazione dei due approcci. Le percentuali variano da un servizio all’altro: i percorsi con il vaping mostrano tassi di cessazione compresi tra il 43% e il 77%, mentre le altre forme di supporto oscillano tra il 35% e l’81%. Tuttavia, considerando i 19 servizi che hanno fornito dati per entrambe le modalità, emerge una differenza statisticamente significativa: il tasso medio di cessazione è pari al 61,5% per i percorsi supportati dalla sigaretta elettronica contro il 56,2% degli altri approcci. “Tra i fornitori partecipanti, i percorsi supportati dal vaping sono stati associati a tassi aggregati di cessazione più elevati rispetto alle altre forme di supporto”, concludono infatti gli autori.
Lo studio non è uno studio clinico randomizzato e non consente quindi di attribuire con certezza alla sigaretta elettronica la causa del maggior numero di cessazioni. I dati sono infatti aggregati a livello di servizio e non tengono conto delle caratteristiche individuali dei fumatori. Tuttavia, la ricerca offre una fotografia concreta di ciò che sta accadendo nel Regno Unito: il vaping non rappresenta più un’opzione marginale, ma è parte integrante delle politiche pubbliche di riduzione del danno. Un ruolo importante in questo senso sembra averlo avuto anche il programma nazionale governativo Swap to Stop, nato per distribuire kit iniziali di sigaretta elettronica ai fumatori insieme al supporto comportamentale. Diciannove servizi hanno dichiarato di aderire all’iniziativa e tutti hanno riferito di utilizzare prodotti aromatizzati, ancora una volta con una presenza universale dei gusti fruttati.
Pur invitando a interpretare con cautela i risultati, gli autori ritengono che lo studio fornisca una prova ulteriore del ruolo ormai assunto dalla sigaretta elettronica nelle strategie di cessazione del fumo del Regno Unito, dove gli aromi – e in particolare quelli fruttati – sembrano rappresentare uno degli elementi chiave dell’offerta rivolta ai fumatori adulti.

 

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