L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

SVAPOWORLD – Notizie internazionali dal 14 al 20 giugno

Nella settimana in cui il parlamento europeo rispedisce al mittente l'aumento delle tasse sulle sigarette elettroniche, in Gran Bretagna si pensa a come gestire il "problema Irlanda del Nord".

Unione EuropeaParlamento blocca l’introduzione delle accise sulle sigarette elettroniche
Il parlamento europeo ha respinto le raccomandazioni della commissione parlamentare sull’economia e affari monetari relative alla struttura e alle aliquote dell’accisa sul tabacco e sui liquidi da inalazione. La decisione interrompe l’iter del dossier, che non sarà trasmesso al Consiglio dell’Unione Europea, rimandando ogni scelta al prossimo semestre di presidenza irlandese. Il testo bocciato prevedeva una tassazione del 30% o di 0,30 euro per millilitro sui liquidi delle sigarette elettroniche entro il 2033, modificando la proposta originaria della Commissione europea. Insieme alla tassa sulle sigarette elettroniche è saltato anche l’aumento dell’accisa sulle sigarette tradizionali. Il provvedimento richiedeva l’unanimità dei paesi membri, ma il veto opposto dalla Svezia ha bloccato l’adozione della misura fiscale comune a livello comunitario.

Il parlamento europeo blocca l’accisa sulle sigarette elettroniche

 

PalauRichiesta all’Onu per inserire la nicotina tra le sostanze psicotrope
La Repubblica di Palau, piccolo Stato della Micronesia, formato da circa 500 isole nell’Oceano Pacifico con poco più di 17.550 abitanti, ha presentato formale richiesta alle Nazioni Unite per includere la nicotina nella Convenzione del 1971 sulle sostanze psicotrope, equiparandola a narcotici e droghe psicoattive. La proposta, sostenuta dalla presidente della Coalition for Tobacco Free Palau (Ctfp) Valerie Whipps, mira a rendere illegale la vendita globale di tutti i prodotti non registrati come farmaci, comprese le sigarette elettroniche, già vietate nel Paese nel 2023. Secondo fonti giornalistiche, il dossier è stato redatto con il contributo di esponenti della European Network for Smoking Prevention (Ensp) e scienziati favorevoli al modello restrittivo. L’iter prevede ora una valutazione medica e scientifica da parte della Commissione di esperti su droghe e dipendenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), seguita dal voto dei 53 Stati membri della Commissione Onu sugli stupefacenti. Un precedente tentativo di inclusione era già stato respinto nel 1998, poiché si ritenne che le terapie sostitutive della nicotina non producessero gli effetti psicotropi previsti dal trattato.

Palau attacca la nicotina: il proibizionismo tenta il colpo globale

 

SudafricaSondaggio indica ampio sostegno a una regolazione del tabacco basata sul rischio tra i fumatori
Un’indagine tra fumatori adulti in Sudafrica, condotta dalla società di ricerca Povaddo, mostra che l’80% degli intervistati sostiene politiche che distinguono tra sigarette e alternative a rischio ridotto. Il 71% prevede di continuare a fumare, ma lo studio stima che un migliore accesso a informazioni corrette e a prodotti senza combustione regolamentati potrebbe più che raddoppiare i tassi di conversione, coinvolgendo fino a 3,3 milioni di consumatori. Persistono ampie lacune informative, con circa il 70% dei fumatori non informato su alternative come le nicotine pouches, mentre costi e timori sanitari restano le principali barriere. Oltre l’80% indica che accessibilità, disponibilità e chiarezza delle informazioni influenzerebbero le scelte, e circa tre quarti avverte che restrizioni eccessive potrebbero favorire il mercato illecito, segnalando per il settore del vaping un potenziale di crescita legato a una regolazione proporzionata.

 

Unione EuropeaRevisione Tpd, consultazione pubblica a senso unico
Terminata la possibilità di inviare propri contributi sulla imminente revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd) la Commissione europea mantiene aperta una consultazione pubblica sulla revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco (Tpd), sollevando le critiche dell’associazione European Tobacco Harm Reduction Advocacy (Ethra). L’organizzazione ha definito il questionario a disposizione degli utenti “impossible by design”, impossibile per progettazione, a causa di una struttura a risposte multiple che orienterebbe il consenso verso politiche proibizioniste. Secondo i consumatori, il testo raggruppa erroneamente tutti i prodotti con nicotina senza differenziare i rischi ed esclude i benefici della riduzione del danno da fumo per gli adulti. Il questionario ignora inoltre le conseguenze di eventuali restrizioni, come l’espansione del mercato illegale, concentrandosi sull’attrattiva dei prodotti del vaping verso i giovani. La consultazione si concluderà il prossimo 14 agosto e ha raccolto finora 2.335 risposte, a fronte degli 82.168 contributi scritti inviati nella precedente fase.

Tpd e sigaretta elettronica, una consultazione pubblica a senso unico

 

GlobalStudio internazionale rileva minore ipertensione tra chi passa dal fumo all’e-cig
Uno studio su oltre 22 mila adulti pubblicato sul Journal of Human Hypertension e coordinato dal Centro di eccellenza per l’accelerazione della riduzione del danno (Coehar) ha analizzato il legame tra vaping e pressione arteriosa. I dati della indagine scozzese rivelano che la prevalenza di ipertensione diagnosticata era del 19% tra gli utilizzatori esclusivi di e-cigarette, a fronte del 24% dei non utilizzatori e del 25,1% dei fumatori tradizionali. I ricercatori invitano alla cautela precisando che il vantaggio potrebbe dipendere da stili di vita più salutari e che i consumatori duali non mostrano gli stessi benefici. Il fondatore del Coehar, Riccardo Polosa, ha commentato; “Il messaggio chiave di questo studio non è che il vaping abbassi la pressione arteriosa, ma che le conseguenze cardiovascolari del fumo e dell’uso di nicotina sono più complesse di quanto spesso venga rappresentato”. L’obiettivo principale di salute pubblica, ha ggiunto Polosa, “resta allontanare i fumatori dalla combustione”.

Meno ipertensione tra chi abbandona il fumo per la sigaretta elettronica

 

Regno UnitoNuove regole e tasse doganali sui liquidi da vaping da ottobre
Comparto e consumatori del vaping si apprestano a un autunno di cambiamenti alle frontiere del Regno Unito, che vedrà diverse e profonde modifiche alle norme che hanno finora regolato i commerci del settore. Il governo britannico, infatti, introdurrà dal primo ottobre la Vaping Products Duty (Vpd), modificando il regime fiscale dei liquidi da inalazione con nuove franchigie doganali per i passeggeri. L’agenzia fiscale britannica HM Revenue & Customs (Hmrc) ha stabilito che i viaggiatori dai 17 anni in su potranno importare in Gran Bretagna fino a 50 millilitri di prodotto per uso personale senza versare il tributo. Oltre questa soglia la tassa si applicherà sull’intera quantità. La misura punta a generare un gettito stimato in 565 milioni di sterline entro l’anno fiscale 2030-2031, partendo da 135 milioni nel 2026-2027. Regole differenti si applicheranno in Irlanda del Nord, dove i flussi dall’Unione Europea resteranno esenti da dichiarazione e dazi per il solo uso personale. E questo crea un problema perchè le norme vanno in conflitto con quelle britanniche.

Sigarette elettroniche, da ottobre cambia tutto alle frontiere britanniche

 

GlobalMeta-analisi scientifica esclude legami tra uso esclusivo di sigarette elettroniche e diabete
Una meta-analisi pubblicata sulla rivista Internal and Emergency Medicine e coordinata dal Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo (Coehar) ha esaminato il rapporto tra sigarette elettroniche e salute metabolica. La ricerca non ha riscontrato alcuna associazione tra l’uso esclusivo di e-cigarette e il diabete, rilevando invece una modesta associazione per i consumatori duali a causa della persistente esposizione al fumo combusto. Per prediabete e insulino-resistenza il livello di certezza delle evidenze è stato giudicato molto basso a causa della natura trasversale degli studi disponibili. I ricercatori hanno sottolineato la necessità di condurre ulteriori studi prospettici e trial clinici come DiaSmokeFree per valutare gli effetti a lungo termine dei prodotti senza combustione. L’autore senior dello studio, Riccardo Polosa, ha dichiarato che “l’uso esclusivo di sigarette elettroniche non è associato al diabete” e che il vero problema rimane il fumo tradizionale.

Il vero rischio resta il fumo: nessuna associazione tra sigarette elettroniche e diabete

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