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Svezia – Stop alla riforma Ue delle accise, congelate nuove tasse su e-cig e nicotine pouches
La Svezia ha bloccato il consenso unanime necessario per aggiornare la direttiva europea sulla tassazione del tabacco (Ted), fermando di fatto l’introduzione di nuovi livelli minimi di accisa su sigarette elettroniche e bustine di nicotina. Il governo di Stoccolma ha respinto il compromesso proposto dalla presidenza cipriota del Consiglio Ue, congelando una riforma che avrebbe aumentato il carico fiscale sui prodotti alternativi al fumo e destinato parte del gettito direttamente al bilancio europeo. È saltata di conseguenza la discussione tra i ministri degli Stati membri che era prevista per il 12 giugno. La proposta passerà ora alla presidenza irlandese. La decisione è stata sostenuta da organizzazioni favorevoli alla riduzione del danno, che evidenziano come la Svezia abbia raggiunto un tasso di fumatori del 3,7% grazie anche alla disponibilità di snus, e-cig e nicotine pouches, mentre il settore teme che una tassazione più elevata possa ridurre l’accessibilità delle alternative e favorire il mercato illecito.
Per difendere lo snus, la Svezia blocca anche la tassa Ue sulla sigaretta elettronica
Paesi Bassi – La ministra della Salute respinge il divieto generazionale sul fumo
La ministra della Salute, del Benessere e dello Sport, Sophie Hermans, ha respinto l’ipotesi di un divieto generazionale sul fumo basato sull’anno di nascita, definendolo inefficace nel contesto olandese. In una lettera indirizzata alla Camera dei deputati del parlamento, Hermans ha evidenziato come l’alto tasso di consumo tra i giovani e il massiccio ricorso al vaping illegale rappresentino ostacoli insormontabili per l’applicazione della norma. Secondo la ministra, tali divieti possono funzionare in Paesi con tassi di tabagismo giovanile inferiori, come il Regno Unito, mentre la frammentazione delle regole europee rischierebbe di alimentare il commercio transfrontaliero e il mercato illecito. I dati citati indicano che la grande maggioranza dei prodotti da svapo utilizzati nei Paesi Bassi proviene già da canali illegali, vanificando le restrizioni sull’età.
Global – Studio: fino a cento milioni di morti evitate entro il 2060 con la riduzione del danno
L’adozione su vasta scala di prodotti senza combustione e sigarette elettroniche eviterà fino a cento milioni di morti premature entro il 2060 se il venti per cento dei fumatori passerà ad alternative a rischio ridotto nei prossimi quindici anni. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Nicotine 2030. An Outlook on Smoke-Free Nicotine, Global Health, and Regulatory Innovation” firmato dall’esperto di salute pubblica Derek Yach con il supporto di Zanoprima Lifesciences. Il documento rileva che i consumatori di sigarette elettroniche sono passati nell’ultimo decennio da 22 milioni a oltre 110 milioni e che i dispositivi alternativi riducono le sostanze tossiche del 90-95 per cento rispetto al fumo tradizionale. L’analisi cita il successo della Svezia, dove i fumatori sono scesi sotto il 5 per cento grazie allo snus, e del Giappone, che ha registrato un calo del 52 per cento nelle vendite di sigarette con il tabacco riscaldato e del Regno Unito, dove grazie alla promozione sanitaria delle e-cig circa 2 milioni di fumatori sono passati in dieci anni al vaping. Al contrario, le politiche proibizioniste di paesi come l’India hanno alimentato il mercato illecito. Uno degli aspetti centrali del documento riguarda la distinzione tra nicotina e fumo. La quasi totalità delle patologie correlate al tabacco è causata dai prodotti della combustione e non dalla nicotina in sé, spiega Yach, e invita l’Organizzazione mondiale della sanità e i governi ad adottare norme proporzionate al rischio dei prodotti, poiché il vero nemico è la combustione, non la nicotina.
Cento milioni di vite salvate entro il 2060 con la riduzione del danno
Stati Uniti – Ritirato studio che legava sigarette elettroniche a malattie polmonari
La rivista Journal of Investigative Medicine ha ritirato una ricerca del 2023 che associava lo svapo a patologie polmonari nella popolazione statunitense. L’editore Sage ha motivato la decisione spiegando che “permangono dubbi irrisolti sull’accuratezza dei dati dello studio” estratti dal database National Health and Nutrition Examination Survey (Nhanes), oltre a criticità sui reali contributi dei firmatari. L’indagine interna era scattata dopo la segnalazione di un lettore alla quale gli autori, tra cui Sudha Dirisanala della Emory University School of Medicine e Urvish Patel, non hanno fornito repliche sufficienti a chiarire i calcoli metodologici. La comunità scientifica contesta l’uso distorto di analisi trasversali Nhanes che attribuiscono al vaping danni legati alla precedente storia tabagica dei soggetti.
Ritirato l’ennesimo studio allarmistico sulla sigaretta elettronica
Regno Unito – Indagine Ash: a un anno dal divieto cala tra i giovani l’uso delle e-cig monouso
Un anno dopo l’entrata in vigore del divieto sui dispositivi monouso nel Regno Unito, un’indagine di YouGov commissionata da Action on Smoking and Health (Ash) ha rilevato una forte contrazione del mercato. Tra i consumatori di età compresa tra 11 e 17 anni, l’uso prevalente di prodotti monouso è sceso dal 69 per cento del 2023 al 13 per cento del 2026, mentre tra gli adulti la percentuale è passata dal 31 all’8 per cento, accelerando il passaggio ai sistemi ricaricabili e precaricati. La misura regolatoria ha ridotto anche l’impatto dei rifiuti elettronici e delle batterie al litio, sebbene persistano rischi sul mercato. Le rilevazioni del settore indicano infatti la continua disponibilità di prodotti illeciti, dispositivi non registrati o di provenienza incerta che aggirano le norme britanniche.
Stati Uniti – West Virginia, entra in vigore la nuova legge sulla sicurezza del vaping
Lo Stato federale del West Virginia ha avviato l’attuazione del Vape Safety Act introducendo nuovi requisiti di etichettatura per i prodotti da fumo elettronico. La normativa impone l’obbligo di inserire avvertenze sanitarie, limiti di età, informazioni sui produttori e l’elenco degli ingredienti, definendo anche un quadro di licenze per i rivenditori che dovranno regolarizzarsi entro il primo luglio. Gli operatori non autorizzati rischiano sanzioni fino a diecimila dollari e un anno di reclusione per contrastare un fenomeno che vede il ventisette virgola cinque per cento degli studenti delle scuole superiori locali utilizzare sigarette elettroniche. Il provvedimento rappresenta la prima fase di un regime regolatorio più ampio che dal 2027 vieterà l’uso di confezioni ispirate a caramelle o cartoni animati e limiterà drasticamente la pubblicità nei negozi.
Irlanda/Nuova Zelanda – Un rapporto di Smoke Free Sweden mette a confronto le rispettive strategie anti fumo
L’associazione Smoke Free Sweden ha pubblicato uno studio comparativo che evidenzia come l’approccio neozelandese basato sulla riduzione del danno abbia dimezzato i fumatori adulti dal 15,1 per cento del 2015 all’attuale 6,8 per cento. In Irlanda, dove il governo adotta politiche restrittive su sigarette elettroniche e aromi, il tasso è invece sceso solo dal 19 al 13 per cento. Il coautore Garrett McGovern ha dichiarato che i responsabili politici irlandesi stanno rendendo tali prodotti “meno attraenti, meno accessibili e più costosi” col rischio di intrappolare più persone nel consumo di sigarette. Lo scienziato Delon Human ha aggiunto che per sconfiggere il tabagismo è necessario sostenere i fumatori nell’abbandonare le sigarette, invece di bloccare l’accesso ad alternative più sicure.
Irlanda e Nuova Zelanda, due modelli di lotta al fumo a confronto
Malesia – Polizia chiede divieto sul vaping per il rischio di diffusione di droghe sintetiche
I vertici della polizia malese hanno chiesto il divieto nazionale sulle sigarette elettroniche dopo il rilevamento di una nuova droga sintetica denominata “Piu Piu” nei liquidi da inalazione. Il sottufficiale e vice ispettore generale Ayob Khan Mydin Pitchay ha spiegato che le organizzazioni criminali utilizzano i dispositivi da vaping per distribuire sostanze psicoattive, sollecitando il governo e il ministero della Salute ad adottare misure restrittive contro la diffusione del fenomeno tra gli adolescenti. Polemiche nascono dal fatto che l’utilizzo criminale di un dispositivo deve essere perseguito, ma non costituisce giustificazione per un divieto totale del vaping. Il dipartimento investigativo sui crimini legati agli stupefacenti ha fatto sapere che proseguirà i controlli sui rivenditori di prodotti da fumo elettronico e manterrà il rigore contro le complicità interne, contrastando lo sfruttamento dei sistemi elettronici di rilascio come canali di spaccio illecito. Una misura che in realtà basterebbe a garantire i normali consumatori di sigarette elettroniche, molti dei quali ex fumatori, senza ricorrere a misure draconiane come il divieto generalizzato.



