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Un beneficio netto per la salute pubblica. Così gli autori dello studio “Trends in adult exclusive and dual use of combustible and non-combustible tobacco products in the United States”, pubblicato sulla rivista JNCI Cancer Spectrum hanno definito lo spostamento della popolazione dal fumo a prodotti a rischio inferiore come la sigaretta elettronica. Il lavoro, condotto da a un gruppo di ricercatori di diversi atenei statunitensi, ha come primo autore Kenneth Michael Cummings, della Medical University of South Carolina ed è stato finanziato da fondi del National Cancer Institute e del Center for Tobacco Products della Food and Drug Administration.
I risultati principali indicano che, come rilevato anche da altri studi, l’uso esclusivo dei prodotti del tabacco combusti continua a diminuire negli Stati Uniti, mentre cresce quello dei prodotti non combusti, in particolare delle sigarette elettroniche. Ancora più significativo è il fatto che il consumo duale, cioè l’utilizzo contemporaneo di prodotti combusti e non combusti, rimane basso e sostanzialmente stabile nel tempo. L’analisi ha utilizzato i dati della National Health Interview Survey (Nhis), l’indagine nazionale sulla salute degli Stati Uniti, esaminando l’evoluzione dei consumi di tabacco fra il 2015 e il 2023 su un campione rappresentativo della popolazione adulta. I ricercatori hanno distinto tre categorie: uso esclusivo di prodotti combusti (sigarette, sigari, pipa e narghilè), uso esclusivo di prodotti non combusti (sigarette elettroniche, tabacco orale e nicotine pouch) e consumo duale, cioè l’impiego contemporaneo di entrambe le categorie.
Il consumo esclusivo di prodotti combusti resta ancora il modello prevalente, soprattutto tra gli adulti più anziani, ma è in costante diminuzione. La prevalenza è infatti scesa dal 15,7% del 2015 all’11,2% del 2023, con i cali più marcati tra i giovani. Nella fascia di età fra 18 e 24 anni si è passati dal 14,2% al 2,9% nello stesso periodo. All’opposto, l’uso esclusivo dei prodotti non combusti è aumentato in tutte le classi di età dopo il 2017, trainato soprattutto dalle sigarette elettroniche. Nella popolazione adulta complessiva la prevalenza è più che raddoppiata, passando dal 2,7% del 2015 al 5,6% del 2023. Tra i giovani di 18-24 anni ha raggiunto il 10,9%, superando ormai l’uso esclusivo dei prodotti combusti. Diversamente da quanto spesso viene ipotizzato, il consumo duale non ha mostrato una crescita significativa. Durante tutto il periodo osservato è rimasto stabile intorno al 2-3% della popolazione adulta. La combinazione più frequente è risultata quella tra sigarette tradizionali e sigarette elettroniche, ma anche questa non ha evidenziato aumenti rilevanti nel corso degli anni.
Per valutare il possibile impatto sulla salute pubblica, gli autori hanno introdotto un indicatore basato sul rapporto tra la prevalenza dell’uso esclusivo dei prodotti non combusti e quella di qualsiasi uso di prodotti combusti, sia esclusivo sia duale. Secondo i ricercatori, questo parametro consente di descrivere in modo semplice l’evoluzione della popolazione verso modalità di consumo meno rischiose. Nel periodo analizzato il rapporto è aumentato in tutte le fasce di età e in entrambi i sessi, con gli incrementi più evidenti tra i giovani adulti e tra le donne. Allo stesso tempo, gli autori evidenziano che il declino del fumo è stato molto meno marcato tra gli over 35, indicando la necessità di rafforzare gli interventi rivolti ai fumatori adulti. “Il messaggio più importante, per me, è che non stiamo riuscendo a raggiungere i fumatori più anziani – ha commentato Cummings – Sono le persone che fumano da decenni e che trarrebbero i maggiori benefici immediati dal passaggio a prodotti non combustibili a rischio inferiore, ma sono proprio quelle che cambiano meno”.
Gli autori sottolineano che i prodotti non combusti non sono privi di rischi e possono causare dipendenza da nicotina. Tuttavia, ricordano che l’assenza della combustione riduce in maniera sostanziale l’esposizione alle sostanze tossiche e cancerogene presenti nel fumo, come dimostrato dagli studi sui biomarcatori. Per questo motivo, la crescita dell’uso esclusivo di questi prodotti rispetto ai prodotti combusti può essere interpretata come un segnale di progresso verso una riduzione dei danni legati al tabacco a livello di popolazione.
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