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Per la prima volta in Gran Bretagna il numero degli adulti che svapano ogni giorno ha superato quello di chi fuma quotidianamente. È uno dei dati più significativi contenuti nell’indagine annuale di Action on Smoking and Health (Ash), “Use of e-cigarettes among adults in Great Britain”, realizzata da YouGov su un campione rappresentativo di oltre 13mila adulti. Secondo l’associazione britannica, il sorpasso rappresenta un cambiamento storico nel consumo di nicotina, dovuto principalmente al passaggio dei fumatori alle sigarette elettroniche come alternativa a rischio ridotto o come supporto per smettere di fumare.
L’indagine stima che oggi circa 5,5 milioni di adulti britannici, pari al 10% della popolazione, utilizzino la sigaretta elettronica. Parallelamente, la quota di fumatori quotidiani è scesa al 6,6%, in netto calo rispetto al 9,7% registrato nel 2020. Nello stesso periodo, invece, lo svapo quotidiano è aumentato dal 4,5% al 7,8%, determinando per la prima volta il sorpasso sul fumo combusto. I dati confermano inoltre il ruolo centrale della sigaretta elettronica nella cessazione del fumo. Secondo Ash, circa 3,3 milioni di utilizzatori, pari a sei svapatori su dieci, sono ex fumatori. Un ulteriore 32% continua invece a utilizzare sia sigarette tradizionali sia elettroniche, mentre soltanto l’8% dichiara di non aver mai fumato.
Particolarmente significativo è il dato relativo a chi ha smesso di fumare negli ultimi cinque anni: il 58% afferma di aver utilizzato la sigaretta elettronica per riuscirci, una percentuale che corrisponde a circa 2,5 milioni di ex fumatori. L’indagine evidenzia inoltre che, nella maggior parte dei casi, il vaping non rappresenta una dipendenza permanente. Quasi un terzo (32%) degli ex fumatori che hanno utilizzato la sigaretta elettronica per smettere negli ultimi cinque anni riferisce infatti di aver successivamente abbandonato anche lo svapo. Nonostante questi risultati, il rapporto conferma il persistere di una forte disinformazione sulla riduzione del danno. Oltre la metà degli adulti britannici ritiene infatti che la sigaretta elettronica sia dannosa quanto il fumo o addirittura di più, una percezione errata che, secondo Ash, rischia di scoraggiare molti fumatori dal passare a un prodotto significativamente meno rischioso.
Accanto ai dati sugli adulti, l’associazione richiama però l’attenzione anche sul consumo tra i più giovani. Circa 1,1 milioni di ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, pari al 19% della fascia d’età, dichiarano di aver provato almeno una volta la sigaretta elettronica, mentre circa 370mila (il 6%) la utilizzano attualmente. Sebbene questi valori non siano aumentati rispetto all’anno precedente, Ash ritiene che restino troppo elevati e chiede al Governo britannico di attuare rapidamente le misure previste dal Tobacco and Vapes Act per limitare l’esposizione dei minori alla promozione dei prodotti. L’indagine mostra infatti come il marketing continui a raggiungere in modo massiccio gli adolescenti. Tre giovani su quattro (75%) riferiscono di aver visto pubblicità o promozioni di sigarette elettroniche. Le esposizioni più frequenti avvengono nei negozi (50%) e online (29%), soprattutto attraverso piattaforme social come TikTok, YouTube e Instagram.
“Questi dati mostrano sia le potenzialità sia le sfide poste dalla sigaretta elettronica – commenta Hazel Cheeseman, direttrice generale di Ash – Milioni di adulti l’hanno utilizzata per smettere di fumare, con circa 3,3 milioni di ex fumatori che oggi svapano invece di fumare e molti che successivamente smettono anche di svapare. Si tratta di un importante successo di salute pubblica che non dovrebbe essere compromesso”. Allo stesso tempo, aggiunge Cheeseman, “resta inaccettabile che così tanti adolescenti sperimentino la sigaretta elettronica. Il fatto che circa 1,1 milioni di minorenni l’abbiano provata dimostra perché il Governo debba intervenire rapidamente per limitare la promozione e il marketing di questi prodotti nei confronti dei giovani”. Per Ash la sfida consiste nel trovare un equilibrio tra la tutela dei minori e la riduzione del danno per i fumatori adulti. “Ora il compito è trovare il giusto equilibrio: rendere la sigaretta elettronica meno visibile e meno attraente per i minori, assicurando al tempo stesso che rimanga uno strumento efficace e accessibile per gli adulti che vogliono smettere di fumare. Se sbagliamo questo equilibrio, rischiamo di rallentare i progressi nella riduzione del fumo, che continua a essere la principale causa di morte prevenibile”, conclude Cheeseman.
A rafforzare il messaggio dell’associazione contribuisce anche un altro dato emerso dall’indagine: nonostante il crescente allarmismo sulla sigaretta elettronica, milioni di fumatori continuano a utilizzarla con successo per abbandonare le sigarette combustibili. Per Ash, le future politiche dovranno quindi evitare che gli interventi destinati a proteggere i giovani finiscano per ridurre l’accessibilità di uno degli strumenti che, secondo i dati raccolti, ha contribuito in modo significativo al calo del fumo nel Regno Unito.



