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Irlanda, verso il divieto degli aromi per sigaretta elettronica entro il 2026

Avanza in Parlamento la legge che limita i gusti a tabacco e neutro. Il settore chiede politiche basate sulle evidenze.

L’Irlanda si avvicina a introdurre una delle normative più restrittive d’Europa sulla sigaretta elettronica. Il Parlamento ha infatti approvato in seconda lettura il Public Health (Tobacco Products and Nicotine Inhaling Products) (Amendment) Bill 2026, che prevede, tra le altre misure, il divieto di vendita di liquidi aromatizzati diversi dal gusto tabacco e dai prodotti senza aroma. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dal Senato (Seanad), mentre il governo punta a renderlo operativo entro la fine dell’anno, una volta conclusa la procedura di notifica prevista dall’Unione europea.

Il parlamento irlandese

L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è ridurre l’attrattiva, la visibilità e l’accessibilità dei prodotti contenenti nicotina, in particolare tra i giovani. Oltre alla stretta sugli aromi, il disegno di legge introduce il divieto di pubblicità delle sigarette elettroniche e degli altri prodotti a base di nicotina nei punti vendita, vieta l’esposizione dei prodotti nei negozi non specializzati, limita colori e immagini utilizzabili sui dispositivi e sulle confezioni e proibisce la commercializzazione di dispositivi che richiamino giocattoli o altri oggetti destinati ai minori. La normativa prevede inoltre il divieto di vendita delle bustine di nicotina ai minori di 18 anni e attribuisce al Ministro della salute il potere di regolamentare anche la denominazione degli aromi e di intervenire su eventuali nuovi prodotti contenenti nicotina che dovessero arrivare sul mercato. Secondo la ministra della salute Jennifer Carroll MacNeill, la riforma rafforzerà la legislazione esistente, riducendo l’appeal e la disponibilità dei prodotti contenenti nicotina e contribuendo a proteggere la salute pubblica.
Ma mentre il governo procede verso un ulteriore irrigidimento della normativa, Responsible Vaping Ireland (Rvi), organizzazione che rappresenta oltre 3.300 rivenditori indipendenti di sigarette elettroniche e operatori del settore, ha chiesto un cambio di rotta nelle politiche sul vaping in occasione della presentazione delle proprie proposte per il bilancio statale 2027. Secondo l’associazione, gli ultimi dati del Dipartimento della salute mostrano che la prevalenza del fumo è aumentata, seppure lievemente, tra il 2023 e il 2024, interrompendo il trend di costante diminuzione registrato negli anni precedenti. Per questo Rvi invita il governo ad adottare politiche “basate sulle evidenze scientifiche” che favoriscano il passaggio dei fumatori adulti verso prodotti a rischio ridotto, affiancando tali misure a un rafforzamento dei controlli contro il commercio illecito.
Tra le richieste avanzate figurano il congelamento della tassa sui liquidi per sigaretta elettronica, il blocco dell’aumento delle licenze per i rivenditori, l’introduzione di un sistema di contrassegni fiscali per facilitare l’individuazione dei prodotti non conformi, maggiori ispezioni sui prodotti in commercio, programmi più estesi di controlli sulle vendite ai minori e un monitoraggio annuale del mercato illecito. “La prevalenza del fumo ha smesso di diminuire e ha iniziato a muoversi nella direzione sbagliata: è un campanello d’allarme”, ha dichiarato Lorraine Carolan, portavoce nazionale di Responsible Vaping Ireland. Secondo Carolan, il governo dovrebbe interrogarsi sull’efficacia delle politiche attuali nel sostenere i fumatori che desiderano smettere, ricordando che la sigaretta elettronica è ampiamente riconosciuta come un’alternativa a rischio inferiore rispetto alle sigarette combustibili e ha aiutato molti fumatori ad abbandonare il tabacco.

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