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Regno Unito, assoconsumatori boccia le nuove restrizioni sulla sigaretta elettronica

New Nicotine Alliance teme che le misure proposte dal governo rafforzino i falsi allarmi sul vaping.

New Nicotine Alliance (Nna) del Regno Unito attacca il nuovo pacchetto di misure proposto dal governo britannico per regolamentare sigarette elettroniche e altri prodotti a rischio ridotto. Secondo l’associazione dei consumatori, le nuove regole rischiano di ottenere l’effetto opposto a quello dichiarato: scoraggiare i fumatori dal passare ad alternative significativamente meno dannose, alimentando la già diffusa convinzione errata che svapare sia pericoloso quanto fumare.
Come abbiamo già raccontato su Sigmagazine, il Dipartimento della salute britannico ha avviato una consultazione pubblica di dodici settimane su una serie di restrizioni che comprendono pacchetto neutro, dispositivi disponibili solo nei colori nero, bianco e grigio, limitazioni agli aromi, divieto di esposizione nei punti vendita e ulteriori restrizioni sul marketing. Pur rinunciando, almeno per il momento, a un divieto totale degli aromi, il governo intende limitarne la varietà e le discrizioni. Per Nna, il fatto che sia stato accantonato il bando generalizzato degli aromi rappresenta l’unico elemento positivo dell’intero pacchetto. “Almeno i ministri hanno evitato di proporre un divieto totale di tutti gli aromi delle sigarette elettroniche, che avrebbe eliminato uno degli strumenti più efficaci per aiutare milioni di adulti a stare lontani dalle sigarette”, afferma l’associazione.
Secondo Nna, il problema principale è il messaggio che queste misure trasmettono ai fumatori. Proprio questa settimana, ricorda l’associazione, un’indagine di Action on Smoking and Health (Ash) ha evidenziato che il 54% degli adulti britannici e il 52% dei fumatori ritengono erroneamente che la sigaretta elettronica sia altrettanto dannosa o addirittura più dannosa delle sigarette tradizionali. Una convinzione che, sottolinea Nna, impedisce già oggi a molti fumatori di passare a prodotti che le autorità sanitarie britanniche considerano molto meno rischiosi. “La proposta del governo sembra destinata a rafforzare questo equivoco”, sostiene l’associazione. Se confezioni, esposizione nei negozi, tassazione e restrizioni commerciali saranno praticamente identiche a quelle previste per le sigarette, molti consumatori finiranno inevitabilmente per concludere che anche i rischi siano gli stessi. Nna ricorda che la grande maggioranza dei 5,5 milioni di utilizzatori britannici di sigaretta elettronica è costituita da ex fumatori e che molti attribuiscono proprio allo svapo il successo di un percorso di cessazione fallito in precedenza con altri metodi. Limitare l’attrattiva dei prodotti, sostiene l’associazione, potrebbe impedire a molti fumatori di compiere lo stesso percorso.
Un altro aspetto contestato riguarda il bilanciamento tra tutela dei minori e salute degli adulti. “Proteggere i giovani è un obiettivo del tutto legittimo – riconosce Nna – Produttori responsabili, rivenditori e associazioni dei consumatori sostengono controlli rigorosi sull’età e un’efficace applicazione delle norme. Tuttavia, politiche pensate per proteggere i giovani non dovrebbero andare a discapito dei milioni di adulti che fumano”. L’associazione sottolinea inoltre come la popolazione dei fumatori e degli utilizzatori adulti di prodotti alternativi sia circa sedici volte superiore a quella dei giovani interessati dal fenomeno e ritiene quindi che le politiche pubbliche dovrebbero continuare a privilegiare la riduzione delle malattie e dei decessi causati dal fumo. Critico anche il nodo del divieto di esposizione dei prodotti del vaping. La proposta del governo non specifica che ci sarà un’esenzione per i negozi specializzati. È dunque possibile che anch’essi saranno obbligati a nascondere i prodotti alla vista dei clienti, una misura che la Nna considera priva di giustificazione sanitaria, soprattutto alla luce dell’introduzione di un sistema di licenze destinato a garantire che questi punti vendita operino esclusivamente con clienti adulti.
L’associazione richiama infine la posizione dell’Office for Health Improvement and Disparities (ex Public Health England), secondo cui “il vaping comporta solo una piccola frazione dei rischi del fumo”. Se il governo condivide questa valutazione, conclude Nna, dovrebbe evitare di regolamentare i prodotti a rischio ridotto quasi esattamente come le sigarette. “Il governo continua a dire che questi prodotti sono meno dannosi del fumo, ma quasi ogni misura normativa proposta comunica al pubblico esattamente il contrario”, conclude l’associazione. La consultazione pubblica resterà aperta per dodici settimane. New Nicotine Alliance invita consumatori, fumatori ed ex fumatori a partecipare, sostenendo che dalle proposte presentate emerge chiaramente come il governo non abbia tenuto adeguatamente conto della loro esperienza e delle loro esigenze.

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