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Il governo britannico vorrebbe stringere ulteriormente le regole sulle sigarette elettroniche. A poche settimane dall’approvazione del Tobacco and Vapes Act, il Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale ha avviato una consultazione pubblica di dodici settimane su un nuovo pacchetto di misure che punta a rendere i prodotti del vaping meno attraenti per i minori, intervenendo su confezioni, colori, aromi e modalità di esposizione nei punti vendita.
Fra le proposte figura l’introduzione del pacchetto neutro anche per le sigarette elettroniche: confezioni bianche, prive di elementi grafici accattivanti, con forti limitazioni su loghi, immagini, caratteri e informazioni di marketing. Anche i dispositivi potrebbero essere standardizzati nei colori, limitandoli al bianco, al nero o al grigio. Nel mirino finiscono inoltre le descrizioni degli aromi. Resterebbero consentite denominazioni semplici come “mela”, mentre verrebbero vietati nomi che richiamano dolci, caramelle, dessert o bevande alcoliche, ritenuti particolarmente attraenti per i minori. Le sigarette elettroniche dovrebbero inoltre essere rimosse dalla vista dei clienti nei negozi, seguendo un modello già adottato da tempo per i prodotti del tabacco.

Il segretario alla salute James Murray ha giustificato l’iniziativa sostenendo che “troppi giovani stanno sperimentando le sigarette elettroniche, attratti dall’ampia varietà di aromi, dai colori vivaci e dalle esposizioni nei negozi”. Secondo Murray, “bisogna agire ora per ridurre l’attrattiva delle sigarette elettroniche contenenti nicotina per i nostri figli”. Allo stesso tempo ha ribadito che “le sigarette elettroniche sono meno dannose delle sigarette tradizionali e possono svolgere un ruolo importante nell’aiutare i fumatori adulti a smettere, ma non dovrebbero mai essere progettate o commercializzate in modo da attirare i minori”. Per questo, ha aggiunto, “queste proposte cercano di trovare il giusto equilibrio”.
L’associazione Action on Smoking and Health (Ash), da tempo favorevole a un inasprimento
delle regole sul marketing, sostiene la consultazione. La sua direttrice generale Hazel Cheeseman ha dichiarato che “proteggere i bambini dal marketing dannoso delle sigarette elettroniche è la cosa giusta da fare”. La stessa Cheeseman, tuttavia, ha anche ricordato che “esiste un delicato equilibrio da raggiungere con la regolamentazione. Sebbene le sigarette elettroniche non siano prive di rischi, sono significativamente meno dannose del fumo e hanno aiutato milioni di persone a smettere di fumare negli ultimi anni”.
Proprio questo equilibrio rappresenta uno degli aspetti più delicati della proposta. Se da un lato limitare un marketing palesemente rivolto ai minori appare una misura condivisibile, dall’altro l’estensione di misure sempre più simili a quelle previste per il tabacco rischia di accentuare la percezione che sigarette elettroniche e sigarette combustibili siano sostanzialmente equivalenti. Una convinzione già molto diffusa nel Regno Unito e in altri Paesi, nonostante il consenso scientifico sul fatto che il vaping, pur non essendo privo di rischi, esponga gli utilizzatori a livelli di sostanze tossiche nettamente inferiori rispetto al fumo. La consultazione comprende anche altre misure sul tabacco, tra cui l’estensione del pacchetto neutro a tutti i prodotti del tabacco, inclusi sigari e cartine, l’introduzione di fogli informativi all’interno dei pacchetti di sigarette con indicazioni sui centri antifumo e la rimozione dell’esenzione che consente ai negozi duty free negli aeroporti di esporre i prodotti del tabacco.
Se approvate, le nuove regole rappresenterebbero un ulteriore tassello della strategia britannica per creare una generazione senza fumo, già rafforzata con il divieto di vendita del tabacco ai nati dal 1° gennaio 2009, la messa al bando delle sigarette elettroniche usa e getta e le future restrizioni previste su distributori automatici, pubblicità e sponsorizzazioni dei prodotti da svapo. Resta però aperta la questione se un progressivo allineamento estetico e normativo tra sigarette elettroniche e prodotti del tabacco possa produrre effetti indesiderati sui fumatori adulti, scoraggiando il passaggio verso un’alternativa che le stesse autorità sanitarie britanniche continuano a promuovere come meno dannosa del fumo.



