L'attualità quotidiana sulla sigaretta elettronica

La Spagna vieta ai minori il consumo di sigarette elettroniche

Il nuovo disegno di legge equipara le e-cig ai prodotti del tabacco, amplia i divieti nei luoghi pubblici e introduce sanzioni per i minorenni che svapano.

La Spagna compie un nuovo passo nella sua strategia di contrasto al tabagismo con una riforma destinata ad avere un forte impatto anche sul settore delle sigarette elettroniche. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il progetto definitivo della nuova legge sul tabacco, che ora passa all’esame del Parlamento. Il provvedimento rappresenta la più ampia revisione della normativa antifumo degli ultimi sedici anni e punta ad adeguare la legislazione alla diffusione dei nuovi prodotti contenenti nicotina, con un’attenzione particolare alla tutela dei minori.  Uno degli elementi più significativi della riforma è l’equiparazione delle sigarette elettroniche ai prodotti del tabacco tradizionale. La futura legge estende infatti ai dispositivi per il vaping, indipendentemente dal fatto che contengano o meno nicotina, gran parte delle restrizioni già previste per le sigarette convenzionali. Il divieto di utilizzo riguarderà un numero molto più ampio di luoghi pubblici: terrazze di bar e ristoranti, spiagge, piscine pubbliche, impianti sportivi, eventi all’aperto, campus universitari e aree esterne di particolare interesse sanitario e sociale. Attorno a scuole, ospedali, musei, biblioteche e altri edifici sensibili sarà inoltre vietato fumare o svapare entro un raggio di 15 metri.

Manifestazione delle associazioni del vaping davanti al ministero della salute spagnolo

La stretta coinvolge anche la commercializzazione dei prodotti. Il governo spagnolo intende limitare la vendita delle sigarette elettroniche ai rivenditori autorizzati del tabacco, eliminando la possibilità di acquistarle nei numerosi esercizi commerciali che oggi le distribuiscono. Parallelamente viene introdotto un divieto generalizzato di pubblicità e promozione che interesserà vetrine, cartellonistica, distributori automatici, internet e qualsiasi altra forma di comunicazione commerciale diretta o indiretta. Anche nei programmi televisivi e nei contenuti audiovisivi non sarà più possibile mostrare o promuovere prodotti del tabacco o dispositivi elettronici per il consumo di nicotina. Tra gli aspetti più innovativi della riforma spicca il rafforzamento delle misure rivolte ai minori. Se finora la normativa vietava esclusivamente la vendita e la cessione di tabacco e sigarette elettroniche ai ragazzi sotto i 18 anni, la nuova legge introduce anche il divieto di consumo. I minorenni non potranno quindi fumare né utilizzare sigarette elettroniche, dispositivi per il vaping o altri prodotti correlati al tabacco. In caso di violazione sono previste sanzioni economiche che ricadranno sui genitori o sui tutori legali, con multe che partono da 100 o 200 euro a seconda della tipologia di infrazione e che, in alcuni casi, potranno essere sostituite da lavori di utilità sociale. La scelta del governo è motivata anche dall’aumento dell’utilizzo delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti. Secondo i dati dell’indagine Estudes 2025 citati dal ministero della salute, il 49,5% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni ha provato almeno una volta una sigaretta elettronica, mentre il consumo è quasi raddoppiato, passando dal 14,9% del 2019 al 27,1% del 2025. Numeri che l’esecutivo considera sufficienti per giustificare un irrigidimento della normativa.
La ministra della salute Mónica García ha definito la riforma “una grande vittoria” per la salute pubblica, sostenendo che l’obiettivo è costruire una nuova generazione libera dal tabacco e dai prodotti a esso assimilati. Per il settore del vaping, tuttavia, il testo conferma la scelta del governo spagnolo di trattare le sigarette elettroniche alla stregua delle sigarette tradizionali, senza distinguere tra prodotti combustibili e alternative prive di combustione. Un’impostazione destinata ad alimentare il confronto con gli operatori del comparto e con i sostenitori della riduzione del danno, che da tempo chiedono una regolamentazione differenziata basata sul diverso profilo di rischio dei prodotti. La riforma dovrà ora affrontare il percorso parlamentare, dove non è escluso che possa subire modifiche prima dell’approvazione definitiva.

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