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Tumori: la sigaretta elettronica è associata a una mortalità più bassa

Studio sudcoreano: meno decessi per chi passa al vaping dopo la diagnosi rispetto a chi continua a fumare.

Uno dei più ampi studi mai condotti sui pazienti oncologici fumatori suggerisce che, dopo una diagnosi di tumore, il passaggio alla sigaretta elettronica è associato a un rischio inferiore di morte e di eventi cardiovascolari rispetto alla prosecuzione del fumo. È quanto emerge dallo studio “The Risks of Mortality, Cardiovascular Events, and Pulmonary Complications in Cancer Patients Who Smoke Cigarettes and Switch to E-Cigarettes: South Korea, 2015–2022”, pubblicato sull’American Journal of Public Health e firmato come primo autore da Danbee Kang della Sungkyunkwan University School of Medicine di Seoul.
I ricercatori hanno analizzato i dati del National Health Insurance Service della Corea del Sud, identificando 46.834 persone che fumavano al momento della diagnosi di tumore tra il 2015 e il 2022. Dopo la diagnosi, 17.418 hanno continuato a fumare, 25.909 hanno smesso completamente e 3.507 sono passati alla sigaretta elettronica. Il periodo mediano di osservazione è stato di 4,2 anni. Rispetto ai fumatori che hanno continuato a consumare sigarette combustibili, chi è passato alla sigaretta elettronica ha mostrato un rischio di mortalità per tutte le cause inferiore del 16%. Anche chi ha smesso completamente di fumare ha registrato un beneficio, con una riduzione dell’8% del rischio di morte.
Risultati positivi anche sul fronte cardiovascolare. I pazienti che hanno adottato la sigaretta elettronica hanno evidenziato un rischio di eventi cardiovascolari inferiore del 28% rispetto ai fumatori persistenti mentre tra coloro che hanno smesso del tutto la riduzione ha raggiunto il 36% (hazard ratio 0,64). Lo studio evidenzia tuttavia anche un elemento di cautela. Nel confronto con chi ha abbandonato completamente il fumo, gli utilizzatori di sigaretta elettronica hanno presentato un rischio maggiore di complicanze polmonari. Gli stessi autori sottolineano però che questo risultato è caratterizzato da una certa incertezza statistica: l’intervallo di confidenza è infatti al limite della significatività e non consente di escludere che la differenza possa essere minima.
Gli autori sottolineano che il loro è uno studio osservazionale, che descrive associazioni ma non può dimostrare un rapporto di causa-effetto. Fattori come il tipo di tumore, i trattamenti ricevuti, la storia tabagica, le condizioni generali di salute o lo stile di vita potrebbero aver influenzato gli esiti osservati. Premesso tutto questo, le conclusioni dello studio sono che l’uso della sigaretta elettronica, nei pazienti oncologici che fumavano al momento della diagnosi, è associato a una riduzione della mortalità e del rischio cardiovascolare rispetto alla prosecuzione del fumo di sigaretta.

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